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papa francesco udienza generaleL’Udienza Generale di questa mattina si è svolta alle ore 9.20 in Piazza San Pietro dove il Santo Padre ha incontrato gruppi di pellegrini e fedeli provenienti dall’Italia e da ogni parte del mondo.

Nel discorso in lingua italiana, continuando il ciclo di catechesi sul “Padre Nostro”, il Papa ha incentrato la sua meditazione su “Venga il tuo regno” (Brano biblico: Dal Vangelo secondo Matteo, 13, 31-32).

Dopo aver riassunto la Sua catechesi in diverse lingue, il Santo Padre ha indirizzato particolari espressioni di saluto ai gruppi di fedeli presenti.

L’Udienza Generale si è conclusa con il canto del Pater Noster e la Benedizione Apostolica.

Catechesi del Santo Padre in lingua italiana

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Quando preghiamo il “Padre nostro”, la seconda invocazione con cui ci rivolgiamo a Dio è «venga il tuo Regno» (Mt 6,10). Dopo aver pregato perché il suo nome sia santificato, il credente esprime il desiderio che si affretti la venuta del suo Regno. Questo desiderio è sgorgato, per così dire, dal cuore stesso di Cristo, che iniziò la sua predicazione in Galilea proclamando: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo» (Mc 1,15). Queste parole non sono affatto una minaccia, al contrario, sono un lieto annuncio, un messaggio di gioia. Gesù non vuole spingere la gente a convertirsi seminando la paura del giudizio incombente di Dio o il senso di colpa per il male commesso. Gesù non fa proselitismo: annuncia, semplicemente. Al contrario, quella che Lui porta è la Buona Notizia della salvezza, e a partire da essa chiama a convertirsi. Ognuno è invitato a credere nel “vangelo”: la signoria di Dio si è fatta vicina ai suoi figli. Questo è il Vangelo: la signoria di Dio si è fatta vicina ai suoi figli. E Gesù annuncia questa cosa meravigliosa, questa grazia: Dio, il Padre, ci ama, ci è vicino e ci insegna a camminare sulla strada della santità.

I segni della venuta di questo Regno sono molteplici e tutti positivi. Gesù inizia il suo ministero prendendosi cura degli ammalati, sia nel corpo che nello spirito, di coloro che vivevano una esclusione sociale – per esempio i lebbrosi –, dei peccatori guardati con disprezzo da tutti, anche da coloro che erano più peccatori di loro ma facevano finta di essere giusti. E Gesù questi come li chiama? “Ipocriti”. Gesù stesso indica questi segni, i segni del Regno di Dio: «I ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciato il Vangelo» (Mt 11,5).

“Venga il tuo Regno!”, ripete con insistenza il cristiano quando prega il “Padre nostro”. Gesù è venuto; però il mondo è ancora segnato dal peccato, popolato da tanta gente che soffre, da persone che non si riconciliano e non perdonano, da guerre e da tante forme di sfruttamento, pensiamo alla tratta dei bambini, per esempio. Tutti questi fatti sono la prova che la vittoria di Cristo non si è ancora completamente attuata: tanti uomini e donne vivono ancora con il cuore chiuso. È soprattutto in queste situazioni che sulle labbra del cristiano affiora la seconda invocazione del “Padre nostro”: “Venga il tuo regno!”. Che è come dire: “Padre, abbiamo bisogno di Te! Gesù, abbiamo bisogno di te, abbiamo bisogno che ovunque e per sempre Tu sia Signore in mezzo a noi!”. “Venga il tuo regno, sii tu in mezzo a noi”.

A volte ci domandiamo: come mai questo Regno si realizza così lentamente? Gesù ama parlare della sua vittoria con il linguaggio delle parabole. Ad esempio, dice che il Regno di Dio è simile a un campo dove crescono insieme il buon grano e la zizzania: il peggior errore sarebbe di voler intervenire subito estirpando dal mondo quelle che ci sembrano erbe infestanti. Dio non è come noi, Dio ha pazienza. Non è con la violenza che si instaura il Regno nel mondo: il suo stile di propagazione è la mitezza (cfr Mt 13,24-30).

Il Regno di Dio è certamente una grande forza, la più grande che ci sia, ma non secondo i criteri del mondo; per questo sembra non avere mai la maggioranza assoluta. È come il lievito che si impasta nella farina: apparentemente scompare, eppure è proprio esso che fa fermentare la massa (cfr Mt 13,33). Oppure è come un granello di senape, così piccolo, quasi invisibile, che però porta in sé la dirompente forza della natura, e una volta cresciuto diventa il più grande di tutti gli alberi dell’orto (cfr Mt 13,31-32).

In questo “destino” del Regno di Dio si può intuire la trama della vita di Gesù: anche Lui è stato per i suoi contemporanei un segno esile, un evento pressoché sconosciuto agli storici ufficiali del tempo. Un «chicco di grano» si è definito Lui stesso, che muore nella terra ma solo così può dare «molto frutto» (cfr Gv 12,24). Il simbolo del seme è eloquente: un giorno il contadino lo affonda nella terra (un gesto che sembra una sepoltura), e poi, «dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa» (Mc 4,27). Un seme che germoglia è più opera di Dio che dell’uomo che l’ha seminato (cfr Mc 4,27). Dio ci precede sempre, Dio ci sorprende sempre. Grazie a Lui dopo la notte del Venerdì santo c’è un’alba di Risurrezione capace di illuminare di speranza il mondo intero.

“Venga il tuo Regno!”. Seminiamo questa parola in mezzo ai nostri peccati e ai nostri fallimenti. Regaliamola alle persone sconfitte e piegate dalla vita, a chi ha assaporato più odio che amore, a chi ha vissuto giorni inutili senza mai capire il perché. Doniamola a coloro che hanno lottato per la giustizia, a tutti i martiri della storia, a chi ha concluso di aver combattuto per niente e che in questo mondo domina sempre il male. Sentiremo allora la preghiera del “Padre nostro” rispondere. Ripeterà per l’ennesima volta quelle parole di speranza, le stesse che lo Spirito ha posto a sigillo di tutte le Sacre Scritture: “Sì, vengo presto!”: questa è la risposta del Signore. “Vengo presto”. Amen. E la Chiesa del Signore risponde: “Vieni, Signore Gesù” (cfr Ap 2,20). “Venga il tuo regno” è come dire “Vieni, Signore Gesù”. E Gesù dice: “Vengo presto”. E Gesù viene, a suo modo, ma tutti i giorni. Abbiamo fiducia in questo. E quando preghiamo il “Padre nostro” diciamo sempre: “Venga il tuo regno”, per sentire nel cuore: “Sì, sì, vengo, e vengo presto”. Grazie!

 

Sintesi della catechesi e saluti nelle diverse lingue

In lingua francese

 

Speaker:

Chers frères et sœurs, lorsque nous prions le «Notre Père », la seconde invocation nous fait dire: «Que ton règne vienne» (Mt 6, 10). Les signes de la venue du Règne de Dieu sont multiples, et tous sont positifs. Avec la venue de Jésus le Règne de Dieu est proche. Ainsi, Jésus lui-même commence son ministère en prenant soin des malades, de ceux qui vivent une exclusion sociale, des pécheurs qui sont regardés par tous avec mépris. Jésus est venu, mais le monde est encore marqué par le péché, peuplé de tant de gens qui souffrent, de personnes qui ne pardonnent pas, qui ne se réconcilient pas, par des guerres, par de nombreuses formes d’exploitation. Tous ces faits sont la preuve que la victoire du Christ n’est pas encore complètement mise en œuvre: tant d’hommes et de femmes vivent encore avec le cœur fermé! C’est dans ces situations qu’apparaît sur les lèvres du chrétien l’invocation «Que ton Règne vienne! » Parfois nous nous demandons pourquoi ce Règne se réalise si lentement. Dieu n’est pas comme nous, il est patient! Ce n’est pas par la violence que s’instaure le Règne de Dieu dans le monde, mais par la douceur. Une graine qui germe est plus l’œuvre de Dieu que de l’homme qui l’a semée. Dieu nous précède toujours. Dieu nous surprend toujours. Grâce à lui après la nuit du Vendredi saint il y a une aube de résurrection capable d’illuminer d’espérance le monde entier.

Santo Padre:

Saluto cordialmente i pellegrini dei paesi francofoni, in particolare i giovani di Francia, Svizzera e Belgio!

Durante questa Quaresima, che inizia oggi, vi invito a pregare e a lavorare affinché il Regno di Dio si stabilisca nel nostro mondo e perché ne sappiamo discernere i segni. Buona Quaresima a tutti e che Dio vi benedica.

Speaker:

Je salue cordialement les pèlerins des pays francophones, en particulier les jeunes venus de France, de Suisse et de Belgique ! Au cours de ce temps du Carême, qui commence aujourd’hui, je vous invite à prier et à œuvrer pour que le Règne de Dieu s’établisse dans notre monde et pour que nous sachions en discerner les signes. Bon carême à tous et que Dieu vous bénisse.

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In lingua inglese

Speaker:

Dear Brothers and Sisters: In our continuing catechesis on the “Our Father”, we now turn to the second invocation, “thy kingdom come”. This petition for the coming of God’s kingdom is offered frequently and urgently. Jesus has come, and there are multiple signs of the kingdom, yet the world is still marked by sin and the hearts of many remain closed, which compels us to implore the Lord: “your kingdom come”! Sometimes we may ask, why does it emerge so slowly? But God is not like us; God is patient! He wants to establish his kingdom not with violence but with gentleness, for it is like a grain of mustard seed, which, though tiny, grows into a mighty tree. The Lord always surprises us! We see this as the night of Good Friday gives way to the dawn of Resurrection, which fills the whole world with hope. “Thy kingdom come!”. Let us confidently plant this prayer amidst our sins and failings, and on behalf of the suffering and needy, for the Spirit has stamped all of Scripture with these word of hope: “‘Surely I am coming soon’. Amen. Come, Lord Jesus!” (Rev 22:20).

Santo Padre:

Saluto i pellegrini di lingua inglese presenti all’Udienza odierna, specialmente quelli provenienti da Inghilterra, Galles, India, Filippine e Stati Uniti d’America. A tutti auguro che il cammino quaresimale che oggi iniziamo ci porti alla gioia della Pasqua con cuori purificati e rinnovati dalla grazia dello Spirito Santo. Su di voi e sulle vostre famiglie invoco la gioia e la pace in Cristo nostro Redentore!

Speaker:

I greet the English-speaking pilgrims and visitors taking part in today’s Audience, especially those from England, Wales, India, the Philippines and the United States of America. May the Lenten journey we begin today bring us to Easter with hearts purified and renewed by the grace of the Holy Spirit. Upon you, and your families, I invoke joy and peace in Christ our Redeemer!

 

In lingua tedesca

Speaker:

Liebe Brüder und Schwestern, in der zweiten Vaterunserbitte „Dein Reich komme!“ beten wir darum, dass sich das Kommen des Reiches Gottes beschleunige. Schon zu Beginn seines öffentlichen Wirkens verkündete Jesus: »Die Zeit ist erfüllt, das Reich Gottes ist nahe. Kehrt um und glaubt an das Evangelium!« (Mk 1,15). Seine Wundertaten und seine Sorge für die Benachteiligten sind Zeichen für die Herrschaft Gottes. Jesus ist gekommen, doch die Welt ist immer noch von der Sünde geprägt, der Sieg Christi ist noch nicht völlig verwirklicht. Eben in dieser Situation bitten wir mit Nachdruck „Dein Reich komme!“, gleichsam um zu sagen: „Jesus, wir brauchen dich, du sollst überall und für immer Herr unter uns sein!“ Auf die Frage, warum Gottes Reich sich so langsam verwirklicht, geben uns die Gleichnisse Jesu Antwort. Der Acker mit dem Unkraut unter dem Weizen besagt, dass Gott geduldig ist und seine Herrschaft nicht mit Gewalt, sondern mit Güte errichtet. Das Reich Gottes ist die größte Kraft überhaupt, aber nicht nach den Kriterien der Welt – davon sprechen die Gleichnisse vom Sauerteig und vom Senfkorn. Das „Geschick“ des Reiches Gottes sehen wir am Leben Jesu selbst: Er ist das Weizenkorn, das in die Erde fällt und stirbt, damit es reiche Frucht bringt. Wie der Same keimt und wächst durch Gottes Wirken, so wächst sein Reich unter uns.

Santo Padre:

Con affetto saluto i pellegrini provenienti dai paesi di lingua tedesca. Un particolare benvenuto al Franziskus-Chor di Limburg e al Minichor dei ministranti di Brunico. Apriamoci sempre all’opera dello Spirito Santo. Come suoi strumenti vogliamo contribuire alla venuta del Regno di Dio, portando la speranza del Vangelo ai nostri vicini. Buona Quaresima a voi tutti!

Speaker:

Von Herzen grüße ich die Pilger aus den Ländern deutscher Sprache. Besonders heiße ich den Franziskus-Chor aus Limburg und den Minichor der Ministranten aus Bruneck willkommen. Öffnen wir uns immer dem Wirken des Heiligen Geistes. Als seine Werkzeuge wollen wir am Kommen des Reiches Gottes mitarbeiten und die Hoffnung des Evangeliums zu unseren Mitmenschen bringen. Eine gesegnete Fastenzeit euch allen!

 

In lingua spagnola

Queridos hermanos:

Nos fijamos hoy en la segunda invocación del Padre nuestro, que dice: “Venga a nosotros tu Reino”. Jesús ya desde el comienzo de su misión anunciaba la llegada del Reino, y animaba a la gente a convertirse para acoger en sus vidas la Buena Noticia de la salvación. Cuando en un mundo tan marcado por el pecado y el sufrimiento rezamos con la expresión “venga a nosotros tu Reino”, le pedimos a Dios que no se aleje de nosotros, porque lo necesitamos.

En sus parábolas, Jesús enseñó que el Reino de Dios crece y se propaga con paciencia y mansedumbre. Que a pesar de tener una apariencia humilde, como un grano de mostaza o un poco de levadura, lleva dentro una fuerza capaz de transformar los corazones y el mundo. Estas parábolas manifiestan también el misterio de Cristo, de su muerte y resurrección. Él es como el grano de trigo que cae en tierra y muere para dar mucho fruto.

Así, cuando decimos en el Padre nuestro “venga a nosotros tu Reino”, nuestro corazón se llena de luz con la esperanza de Cristo que viene a nuestro encuentro.

Saludo cordialmente a los peregrinos de lengua española provenientes de España y América Latina. En particular saludo a los participantes en el “Encuentro Mundial de Transportistas y Empresarios, sobre Cambio climático, Tráfico humano, Tecnología y Transporte”, organizado por la Academia Pontificia de las Ciencias sociales. Que el estudio de Laudato si’ los ayude a dar pasos significativos de justicia y solidaridad. Y a todos les deseo un feliz comienzo de Cuaresma, tiempo de conversión y de misericordia: que la oración, la limosna y el ayuno nos ayuden a renovar nuestra vida cristiana, participando en la Pascua del Señor. Que Dios los bendiga. Muchas gracias.

 

In lingua portoghese

Speaker:

«Venha a nós o vosso reino!»: rezamos no Pai-Nosso. Jesus começou a sua pregação na Galileia proclamando: «O Reino de Deus está próximo»; e, como sinais da sua chegada, «os cegos veem e os coxos andam, os leprosos ficam limpos e os surdos ouvem, os mortos ressuscitam e a Boa Nova é anunciada aos pobres». Entretanto, ainda hoje há tanta gente que sofre, tantas pessoas que não perdoam nem se reconciliam, há guerras e tantas formas de exploração: tudo isto prova que a vitória de Cristo ainda não se realizou completamente. Jesus veio, mas o mundo está ainda marcado pelo pecado: muitos homens e mulheres vivem ainda com o coração fechado. Daí a nossa súplica insistente: «Venha a nós o vosso Reino», que equivale a dizer: «Temos necessidade de Vós, Jesus; precisamos que sejais Senhor no meio de nós, sempre e em toda a parte». Por vezes surge a pergunta: Mas, porque é que este Reino se realiza tão lentamente? O Reino de Deus é certamente uma grande força, a maior força que existe, mas não segundo os critérios do mundo; parece que nunca tem a maioria absoluta. É como o fermento na massa: aparentemente desaparece, quando na verdade é ele que leveda a massa. Ou como o grão de trigo semeado no campo: morre na terra, mas só assim pode dar fruto. São as surpresas de Deus! Na verdade, recorrendo à imagem do gão de trigo que precisa de morrer para dar fruto, Jesus explicou o seu destino de morte e ressurreição. Graças a Ele, depois da noite de Sexta-feira Santa, há uma madrugada de Ressurreição, capaz de iluminar e encher de esperança o mundo inteiro.

Santo Padre:

Saluto cordialmente i gruppi scolastici di Bragança, Cabeceiras de Basto, Lourinhã, Oeiras e Viseu e anche i fedeli delle parrocchie di Moreira e Pouso Alegre. A voi e a tutti i pellegrini di lingua portoghese auguro un fruttuoso cammino quaresimale che vi consenta di trovare e seguire più da vicino Gesù, fino a poter dire, con San Paolo, «non vivo più io, ma Cristo vive in me». Su di voi e sulle vostre famiglie scenda la Benedizione di Dio.

Speaker:

Saúdo cordialmente os grupos escolares de Bragança, Cabeceiras de Basto, Lourinhã, Oeiras e Viseu e também os fiéis das paróquias de Moreira e Pouso Alegre. A vós e a todos os peregrinos de língua portuguesa, desejo um frutuoso caminho quaresmal que vos permita encontrar e seguir mais de perto Jesus, até poder dizer, com São Paulo, «já não sou eu que vivo, mas é Cristo que vive em mim». Sobre vós e vossas famílias, desça a Bênção de Deus.

 

In lingua araba

Speaker:

أيها الإخوة والأخوات الأعزاء، إن التضرّع الثاني الذي نتوجّه به إلى الله عندما نتلو "صلاة الأبانا" هو "ليأتِ ملكوتك". فبعد أن يكون قد صلّى لكي يتقدّس اسم الله، يعبِّر المؤمن عن رغبته في أن يُسرع ملكوته في المجيء. إنَّ علامات مجيء هذا الملكوت هي عديدة وجميعها إيجابية. "ليأتِ ملكوتك" يكرّر المسيحي بإصرار. يسوع قد أتى ولكنَّ العالم لا يزال مطبوعًا بالخطيئة، ومأهول بالعديد من الناس الذين يتألّمون، وأشخاص لا يتصالحون ولا يغفرون، وحروب وأشكال عديدة من الاستغلال. جميع هذه الوقائع هي الدليل على أنَّ انتصار المسيح لم يتحقق بعد بالكامل: العديد من الرجال والنساء لا زالوا يعيشون وقلوبهم مغلقة. في هذه الحالات بالذات ينبعث من شفاه المسيحي التضرّع الثاني من "صلاة الأبانا": "ليأتِ ملكوتك!"، والذي هو كمن يقول: "نحن بحاجة لك يا يسوع، نحن بحاجة لأن تكون ربًّا في وسطنا دائمًا وفي كلِّ مكان!". قد نتساءل أحيانًا: لماذا يتحقق هذا الملكوت ببطئ؟ لأنَّ ملكوت الله لا يحلُّ في العالم بواسطة العنف: إن أسلوبه في الانتشار هو الوداعة. ملكوت الله هو بالتأكيد قوّة كبيرة، أكبر قوّة موجودة، ولكن ليس بحسب معايير العالم؛ إنّه كالخمير الذي يُعجن مع الدقيق: يختفي في الظاهر ومع ذلك فهو الذي يخمِّر العجين. أو كحبّة خردل، صغيرة لدرجة أنّها غير مرئيّة تقريبًا ولكنّها تحمل في ذاتها قوّة الطبيعة المتفجِّرة، وعندما تنمو تصبح أكبر شجرة في البستان. أيها الإخوة والأخوات الأعزاء، إن الله يسبقنا على الدوام، الله يفاجئنا دائمًا. وبفضله بعد ليلة جمعة الآلام يأتي فجر قيامة قادر على أن يضيء العالم بأسره بالرجاء.

Santo Padre:

Rivolgo un cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua araba, in particolare a quelli provenienti dal Medio Oriente! Cari fratelli e sorelle: “Venga il Tuo Regno!”. Seminiamo questa parola in mezzo ai nostri peccati e fallimenti. Regaliamola alle persone sconfitte e piegate dalla vita, sentiremo allora la preghiera del “Padre nostro” rispondere. Il Signore vi benedica!

Speaker:

أُرحّبُ بالحجّاجِ الناطقينَ باللّغةِ العربيّة، وخاصةً بالقادمينَ من الشرق الأوسط. أيّها الإخوةُ والأخواتُ الأعزّاء، "ليأتِ ملكوتك!" لنزرع هذه الكلمة وسط خطايانا وإخفاقاتنا. ولنهدها للأشخاص الذين غلبتهم وأخضعتهم الحياة، وسنشعر عندها أنَّ "صلاة الأبانا" تجيبنا. ليبارككم الرب!

 

In lingua polacca

Speaker:

Drodzy bracia i siostry, Drugim wezwaniem modlitwy „Ojcze nasz” jest prośba skierowana do Boga: „Przyjdź królestwo Twoje” (Mt 6,10). Rozbrzmiewa w niej echo słów Pana Jezusa: „Czas się wypełnił, bliskie jest królestwo Boże, nawracajcie się i wierzcie w Ewangelię” (por. Mk 1,15). Wbrew pozorom nie chodzi w nich o wzbudzenie w nas strachu przez Sądem Bożym, lecz o zachętę do przemiany życia, zaproszenie do życia Ewangelią. Wyrażają one pragnienie, by panowanie Boga w świecie nastąpiło jak najszybciej. Tymczasem rzeczywistość, w której żyjemy jest wciąż naznaczona grzechem. Wielu ludzi cierpi, są ze sobą skłóceni, żyją pod pręgieżem wojen i różnych form wyzysku. Chcemy w naszej modlitwie powiedzieć: „Potrzebujemy Ciebie, Jezusie; potrzebujemy, abyś wszędzie i na zawsze był Panem pośród nas!”. Prosimy o dar królestwa, które dzisiaj wydaje się może maleńkim ziarnem, lecz oczekujemy, że gdy ono wyrośnie będzie największym drzewem Bożego Ogrodu. Pan Jezus określił siebie samego jako „ziarno pszenicy”, któreobumiera w ziemi, lecz tylko w ten sposób może przynieść „plon obfity” (por. J 12, 24). Dla współczesnych sobie był On mało znaczącym znakiem, niemal nieznanym ówczesnym historykom. Po tragedii Wielkiego Piątku, mocą swego Zmartwychwstania ukazał światu nową nadzieję. Dlatego prosimy: „Przyjdź Panie Jezu” (Ap 22, 20), “Przyjdź królestwo Twoje”.

Santo Padre:

Saluto cordialmente tutti i Polacchi qui presenti. Iniziamo il tempo di Quaresima. La liturgia del Mercoledì delle Ceneri, in modo particolare il rito dell’imposizione delle ceneri sul capo, ci aiuta a comprendere la nostra fugacità, il bisogno della penitenza, del digiuno e della rinuncia. Apriamo il nostro cuore, la nostra mente per capire in modo giusto il senso della nostra vita alla luce dei misteri della passione, della morte e della risurrezione di Gesù. Di cuore, benedico voi e i vostri cari.

Speaker:

Pozdrawiam serdecznie obecnych tu Polaków. Rozpoczynamy Wielki Post. Liturgia Środy popielcowej, zwłaszcza obrzęd posypania głów popiołem, uświadamia nam naszą przemijalność, potrzebę pokuty, postu i wyrzeczenia. Otwórzmy nasze serca i umysły, by właściwie odczytać sens naszego życia w świetle tajemnic męki, śmierci i zmartwychwstania Chrystusa. Z serca błogosławię wam i waszym bliskim.

 

In lingua italiana

Rivolgo un cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua italiana.

Sono lieto di accogliere i Fratelli Maristi delle Scuole; le Suore Figlie della Chiesa e i giovani dell’iniziazione cristiana della Parrocchia di Arquà Petrarca.

Do il benvenuto ai fedeli provenienti da Bisignano, in occasione della benedizione dell’effige di Sant’Umile che si venera nel locale Santuario.

Saluto l’Associazione “Accoglienza senza confini” di Matera; e gli Istituti scolastici, in particolare quello di Legnano e di Corbetta.

Un pensiero particolare rivolgo ai giovani, agli anziani, agli ammalati e agli sposi novelli.

Oggi, Mercoledì delle Ceneri, inizia il cammino quaresimale. Auguro a ciascuno di voi di vivere questo tempo in un autentico spirito penitenziale e di conversione, come un ritorno al Padre, che attende tutti a braccia aperte per ammetterci alla comunione più intima con Lui.

© http://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino.html - 6 marzo 2019