papa udienza generale interniL’Udienza Generale di questa mattina si è svolta alle ore 9.15 nella Biblioteca del Palazzo Apostolico Vaticano.

Nel discorso in lingua italiana il Papa, continuando il ciclo di catechesi sulla preghiera, ha incentrato la sua riflessione sul tema: “La preghiera contemplativa” (Lettura: Sal 8,2.4-6.10).

Dopo aver riassunto la Sua catechesi nelle diverse lingue, il Santo Padre ha indirizzato particolari espressioni di saluto ai fedeli. Quindi ha rivolto un appello ad unirsi alla recita del Rosario guidati dai Santuari sparsi nel mondo per invocare la fine della pandemia.

L’Udienza Generale si è conclusa con la recita del Pater Noster e la Benedizione Apostolica.

Catechesi del Santo Padre in lingua italiana

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Continuiamo le catechesi sulla preghiera e in questa catechesi vorrei soffermarmi sulla preghiera di contemplazione.

La dimensione contemplativa dell’essere umano – che non è ancora la preghiera contemplativa – è un po’ come il “sale” della vita: dà sapore, dà gusto alle nostre giornate. Si può contemplare guardando il sole che sorge al mattino, o gli alberi che si rivestono di verde a primavera; si può contemplare ascoltando una musica o il canto degli uccelli, leggendo un libro, davanti a un’opera d’arte o a quel capolavoro che è il volto umano… Carlo Maria Martini, inviato come Vescovo a Milano, intitolò la sua prima Lettera pastorale “La dimensione contemplativa della vita”: in effetti, chi vive in una grande città, dove tutto – possiamo dire - è artificiale, dove tutto è funzionale, rischia di perdere la capacità di contemplare. Contemplare non è prima di tutto un modo di fare, ma è un modo di essere: essere contemplativo.

Essere contemplativi non dipende dagli occhi, ma dal cuore. E qui entra in gioco la preghiera, come atto di fede e d’amore, come “respiro” della nostra relazione con Dio. La preghiera purifica il cuore e, con esso, rischiara anche lo sguardo, permettendo di cogliere la realtà da un altro punto di vista. Il Catechismo descrive questa trasformazione del cuore da parte della preghiera citando una famosa testimonianza del Santo Curato d’Ars: «La contemplazione è sguardo di fede fissato su Gesù. “Io lo guardo ed egli mi guarda”, diceva al suo santo curato il contadino di Ars in preghiera davanti al Tabernacolo. […] La luce dello sguardo di Gesù illumina gli occhi del nostro cuore; ci insegna a vedere tutto nella luce della sua verità e della sua compassione per tutti gli uomini» (Catechismo della Chiesa Cattolica, 2715). Tutto nasce da lì: da un cuore che si sente guardato con amore. Allora la realtà viene contemplata con occhi diversi.

“Io guardo Lui, e Lui guarda me!”. È così: nella contemplazione amorosa, tipica della preghiera più intima, non servono tante parole: basta uno sguardo, basta essere convinti che la nostra vita è circondata da un amore grande e fedele da cui nulla ci potrà mai separare.

Gesù è stato maestro di questo sguardo. Nella sua vita non sono mai mancati i tempi, gli spazi, i silenzi, la comunione amorosa che permette all’esistenza di non essere devastata dalle immancabili prove, ma di custodire intatta la bellezza. Il suo segreto era la relazione con il Padre celeste.

Pensiamo all’avvenimento della Trasfigurazione. I Vangeli collocano questo episodio nel momento critico della missione di Gesù, quando crescono intorno a Lui la contestazione e il rifiuto. Perfino tra i suoi discepoli molti non lo capiscono e se ne vanno; uno dei Dodici cova pensieri di tradimento. Gesù comincia a parlare apertamente delle sofferenze e della morte che lo attendono a Gerusalemme. È in questo contesto che Gesù sale su un alto monte con Pietro, Giacomo e Giovanni. Dice il Vangelo di Marco: «Fu trasfigurato davanti a loro e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche» (9,2-3). Proprio nel momento in cui Gesù è incompreso - se ne andavano, lo lasciavano solo perché non lo capivano -, in questo momento che lui è incompreso, proprio quando tutto sembra offuscarsi in un vortice di malintesi, è lì che risplende una luce divina. È la luce dell’amore del Padre, che riempie il cuore del Figlio e trasfigura tutta la sua Persona.

Alcuni maestri di spiritualità del passato hanno inteso la contemplazione come opposta all’azione, e hanno esaltato quelle vocazioni che fuggono dal mondo e dai suoi problemi per dedicarsi interamente alla preghiera. In realtà, in Gesù Cristo nella sua persona e nel Vangelo non c’è contrapposizione tra contemplazione e azione, no. Nel Vangelo in Gesù non c’è contraddizione. Essa è venuta forse dall’influsso di qualche filosofo neoplatonico ma sicuramente si tratta di un dualismo che non appartiene al messaggio cristiano.

C’è un’unica grande chiamata nel Vangelo, ed è quella a seguire Gesù sulla via dell’amore. Questo è l’apice, è il centro di tutto. In questo senso, carità e contemplazione sono sinonimi, dicono la medesima cosa. San Giovanni della Croce sosteneva che un piccolo atto di puro amore è più utile alla Chiesa di tutte le altre opere messe insieme. Ciò che nasce dalla preghiera e non dalla presunzione del nostro io, ciò che viene purificato dall’umiltà, anche se è un atto di amore appartato e silenzioso, è il più grande miracolo che un cristiano possa realizzare. E questa è la strada della preghiera di contemplazione: io Lo guardo, Lui mi guarda! Questo atto di amore nel dialogo silenzioso con Gesù fa tanto bene alla Chiesa.

 

Sintesi della catechesi e saluti nelle diverse lingue

In lingua francese

Speaker:

Frères et sœurs, je voudrais m’arrêter aujourd’hui à la prière de contemplation. Contempler, ce n’est pas avant tout une façon de faire, mais un mode d’être. Être contemplatifs dépend du cœur. Et ici entre en jeu la prière, comme acte de foi et d’amour, comme «respiration» de notre relation avec Dieu. Elle purifie le cœur et éclaircit le regard, permettant de saisir la réalité d’un autre point de vue. Le saint Curé d’Ars disait que la contemplation est un regard de foi fixé sur Jésus: «Je le regarde et il me regarde». La lumière du regard de Jésus illumine les yeux de notre cœur. Tout naît d’un cœur qui se sent regardé avec amour. Alors la réalité est contemplée avec des yeux différents. Dans la contemplation un regard suffit, il suffit d’être convaincus que notre vie est entourée d’un amour fidèle dont rien ne pourra nous séparer suffit. Jésus a été un maître d’un tel regard. Et son secret était sa relation avec le Père céleste. Dans l’Evangile il y a un unique grand appel, celui de suivre Jésus sur le chemin de l’amour. C’est le sommet et le centre de tout. En ce sens charité et contemplation sont synonymes. Elles disent la même chose. Ce qui naît de la prière, ce qui est purifié par l’humilité, même si c’est un acte d’amour discret et silencieux, est le plus grand miracle qu’un chrétien puisse réaliser.

Santo Padre:

Saluto cordialmente i fedeli di lingua francese. In questo mese di maggio, consacrato alla Vergine Maria, affidiamole le sofferenze e le speranze di tutti, particolarmente dei piccoli, dei poveri, delle persone abbandonate. Dio vi benedica!

Speaker:

Je salue cordialement les personnes de langue française. En ce mois de mai, consacré à la Vierge Marie, confions-lui les souffrances et les espérances de tous, particulièrement des petits, des pauvres, des personnes abandonnées. Que Dieu vous bénisse !

 

In lingua inglese

Speaker:

Dear Brothers and Sisters, in our continuing catechesis on Christian prayer, we now consider contemplative prayer. For Christians, contemplative prayer is an act of the heart by which we fix our gaze in faith upon Jesus, quietly pondering his word and his saving mysteries. As the simple farmer of Ars told Saint John Vianney: in praying before the Tabernacle, “I look at him and he looks at me”. By gazing on our Lord in this way, we come to feel his loving gaze upon us and our hearts are purified. This in turn enables us to see others in the light of that truth and compassion which Jesus brings to all. Christ himself is the model for all contemplative prayer: amid the activity of his public ministry he always found time for a prayer that expressed his loving communion with the Father. At the Transfiguration, Jesus prepared the disciples for his coming passion and death by enabling them to contemplate his divine glory. Through our prayer, may we persevere in union with him on the path of love where contemplation and charity become one. For, as Saint John of the Cross, the Church’s great master of contemplative prayer teaches us: one act of pure love is more useful to the Church than all the other works put together.

Santo Padre:

Saluto cordialmente i fedeli di lingua inglese. In questo mese di maggio, uniti alla Madonna, possiamo crescere nella contemplazione del Salvatore risorto. Su voi e sulle vostre famiglie invoco la misericordia e la pace di Dio Padre. Il Signore vi benedica!

Speaker:

I cordially greet the English-speaking faithful. United in this month of May with Our Blessed Lady, may we grow in contemplation of the glory of the risen Saviour. I invoke upon you and your families the mercy and peace of God our Father. May the Lord bless you!

 

In lingua tedesca

Speaker:

Liebe Brüder und Schwestern, in unserer Katechesenreihe über das Gebet wenden wir uns heute dem kontemplativen oder beschaulichen Gebet zu, das, wie der Name schon sagt, mit dem Schauen zusammenhängt. Schauen ist nicht so sehr ein Tun; es gründet vielmehr im Sein und geht nicht so sehr von den Augen als vom Herzen aus. Das beschauliche Gebet wendet sich in dieser Haltung an Gott. Das Herz wird gereinigt und der Blick geschärft; er lässt uns die Wirklichkeit intensiver erfassen. Die Wandlung des Herzens durch dieses Hinschauen auf den Herrn beschreibt der heilige Pfarrer von Ars mit den Worten eines Bauern, der vor dem Tabernakel betete: „Ich schaue ihn an und er schaut mich an“. Der Blick Jesu lehrt uns, alles im Licht seiner Wahrheit und seines Erbarmens mit allen Menschen zu sehen. Das beschauliche Gebet braucht nicht viele Worte; es reicht ein Blick, um überzeugt zu sein, dass unser Leben von einer größeren Liebe getragen wird, von der uns nichts scheiden kann. Christi Leben selbst zeigt uns im Ereignis der Verklärung, dass dieses Licht der Liebe Gottes inmitten eines kritischen Moments seiner Sendung unter Unverständnis und Anfeindung aufscheint. Auch wir dürfen diese Erfahrung im Auf und Ab unseres Alltags machen, wenn wir Jesus auf seinem Weg der Liebe demütig und treu nachfolgen.

Santo Padre:

Saluto con affetto i fratelli e le sorelle di lingua tedesca. La preghiera non è un’attività da svolgere solo in momenti di riposo, ma anche durante la nostra vita quotidiana come respiro del nostro rapporto vivo con Dio. Nel mese di maggio lasciamoci guidare in modo particolare da Maria nella preghiera del Rosario a questo dialogo con Dio.

Speaker:

Von Herzen grüße ich die Brüder und Schwestern deutscher Sprache. Das Gebet ist keine Tätigkeit, die man nur in Mußestunden, sondern auch während unseres Alltags wie der Atem unserer lebendigen Beziehung zu Gott zu verrichten hat. Lassen wir uns im Monat Mai besonders von Maria im Rosenkranzgebet zu diesem Dialog mit Gott leiten.

 

In lingua spagnola

Queridos hermanos y hermanas:

En la catequesis de hoy reflexionamos sobre la oración de contemplación. La contemplación, más que un método o un modo de rezar, es una íntima condición del ser humano que debemos descubrir. Somos contemplativos, tenemos la capacidad de ver el mundo con los ojos del corazón, que van más allá del simple examen de la realidad, mirando desde el amor y la fe.

Desde esta realidad, nuestra oración contemplativa nos pone delante de un Dios que nos mira con amor. La luz de esa mirada ilumina nuestro espíritu, le da ojos de misericordia para contemplar el mundo. El mismo Señor es modelo de esta oración, una oración que no se desentiende de la realidad y el sufrimiento, sino que por el contrario, se acrecienta ante la inminencia de su Pasión. De ese modo, en la transfiguración podemos contemplar cómo la luz del amor del Padre llena el corazón de Jesús y hace resplandecer toda su persona, como un preludio de la Cruz.

La llamada del Evangelio es seguir a Jesús en la vía del amor. Y esto es el culmen de toda la vida cristiana. Caridad y contemplación son sinónimos, se refieren a la misma realidad. San Juan de la Cruz afirmaba que un pequeño acto de amor es más útil a la Iglesia que todas las demás acciones juntas. Un acto de amor, purificado en la oración para que no nazca de nuestra presunción y de nuestro egoísmo, es el mayor milagro que un cristiano pueda alcanzar.

Saludo cordialmente a los fieles de lengua española. Los animo a que tengan una pausa para ir a la iglesia más cercana, a sentarse un rato delante del sagrario. Déjense mirar por el amor infinito y paciente de Jesús, que allí los espera, y contémplenlo con los ojos de la fe y con los ojos del amor. Él les dirá muchas cosas al corazón. Que Dios los bendiga y la Virgen Santa los cuide. Muchas gracias.

 

In lingua portoghese

Speaker:

A contemplação é o olhar da fé fixo em Jesus, segundo as palavras de um camponês a quem perguntaram que fazia durante tanto tempo em oração diante do Sacrário: «Eu olho para Ele e Ele olha para mim». Tudo nasce daqui, do coração que se sente envolvido por um olhar de amor. É a oração de amorosa contemplação. Não são necessárias muitas palavras; basta um olhar, com a convicção de que a nossa vida está circundada por um amor grande e fiel, do qual nada e ninguém poderá separar-nos. Jesus foi mestre deste olhar contemplativo, cujo segredo era a relação com seu Pai do Céu. Na sua vida, encontramos esta comunhão amorosa que permite manter intacta a beleza da existência, mesmo no meio das provações. Pensemos na Transfiguração d’Ele no Monte Tabor: num período crítico da sua missão, Jesus sobe ao monte e lá, enquanto reza, transfigura-Se à vista de três dos seus discípulos: é a luz do amor do Pai que enche o coração do Filho e transfigura toda a sua Pessoa. No passado, alguns mestres de espiritualidade apresentaram a contemplação como oposta à ação, exaltando as vocações que fugiam do mundo e dos seus problemas para se dedicar inteiramente à oração. Mas, em Jesus Cristo e no Evangelho, não temos tal contraposição. Existe apenas uma vocação no Evangelho: seguir Jesus pelo caminho do amor. Neste sentido, caridade e contemplação são sinónimas, dizem o mesmo. O que nasce da oração, purificado pela humildade, ainda que seja um ato de amor escondido e silencioso, é o maior milagre que um cristão pode realizar.

Santo Padre:

Saluto gli ascoltatori di lingua portoghese e a tutti ricordo che le lacrime di coloro che soffrono non sono sterili. Sono una preghiera silenziosa che sale fino al cielo e che in Maria trova sempre posto sotto il suo manto. In lei e con lei, Dio si fa fratello e compagno di strada, porta con noi le croci per non lasciarci schiacciare dai nostri dolori. Di cuore vi benedico nel nome del Signore.

Speaker:

Saúdo os ouvintes de língua portuguesa e lembro a todos que as lágrimas daqueles que sofrem, não são estéreis. São uma oração silenciosa que sobe até ao céu e que, em Maria, encontra sempre lugar sob o seu manto. N’Ela e com Ela, Deus faz-Se irmão e companheiro de estrada, carrega connosco as cruzes para não deixar as nossas dores esmagar-nos. De coração, vos abençoo em nome do Senhor.

 

In lingua araba

Speaker:

تَكَلَّمَ قَداسَةُ البابا علَى صلاةِ المُشاهَدَة. قالَ قَداسَتُهُ: في المُشاهَدَة يُمْكِنُ أنْ نَتأمَلَ وَنَنْظُرَ وَنُصْغيَ إلى كُلِّ ما في الوُجود. فالمُشَاهَدَةُ هيَ طَريقَةٌ في كَيْفِيَةِ الوُجود. بَيْنَما صَلاةُ المُشاهَدَة ليْسَت مَسْألَةَ نَظَرٍ بالعَيْنَيْن، بَلْ مَسْأَلَةُ نَظَرٍ بالقَلْب. وَهُنا يأتي دُوْرُ الصَّلاة، بِكَوْنِها فِعْلَ إيمانٍ وَمَحَبَّة، وَبِكَوْنِها نَفَسَ عَلاقَتِنا مَعَ الله. الصَّلاةُ تُنَقِي القَلْب، وَتُنِيرُ أيضًا النَظَر، فَتَسْمَحُ لنا بِفَهْمِ الواقِعِ مِن وِجْهَةِ نَظَرٍ أُخْرَى. يَقولُ التَّعليمُ المَسِيحيّ إنَّ صَلاةَ المُشاهَدَة هيَ نَظْرَةُ إيمان، بِها نُحَدِّقُ في يَسوع. أَنْظُرُ إليه وَيَنْظُرُ إلَيّ. وَنُورُ نَظْرَةِ يَسوع يُنِيرُ عُيُونَ قَلْبِنا، وَيُعَلِّمُنا أنْ نَرَى كُلَّ شَيءٍ في ضَوْءِ حَقِيقَتِهِ وَمَحَبَّتِهِ لِجَميعِ الناس. في صَلاةِ المُشاهَدَة التي نُعَبِّرُ عَنْها في الحُبّ، وَهِيَ نَموذَجٌ لِلصَلاةِ الأكْثَرِ حَمِيمِيَّة، لا نَحْتاجُ إلى كَلِماتٍ كَثِيرة: يَكْفي أنْ نُلْقِيَ نَظْرَة، وَيَكْفِي أنْ نَكون مُقْتَنِعينَ بأنَّ حَياتَنا مُحاطَةٌ بِحُبٍّ كَبِيرٍ وَأمِينٍ لا يُمْكِنُ لأيِّ شَيءٍ أنْ يَفْصِلَنا عَنْهُ. هذا ما حَدَثَ لِلرُسُلِ عِندَما شاهَدُوا تَجَلِيَّ يَسوع علَى الجَبَل. تَجَلِيّ يَسوع جاءَ في ظُروفٍ صَعْبَةٍ في حَياتِه: كَثُرَتْ المُعارَضَة لَهُ حتَى مِن بَعْضِ تَلامِيذِهِ فَتَرَكُوه، وَجاءَ التَجَلِيّ، فَجاءَ مَعَهُ نُورٌ جَديد مَلأَ الرُسَلَ وَثَبَتَهُم. وفي المَسِيحِيَّة لا يُوْجَدُ تَعارُضٌ بَيْنَ العَمَلِ والمَحَبَّة، بَلْ المَحَبَّةُ هيَ الأَساس، وَهيَ التي تُنَقِي وَتُعْطِي قِيمَةً لِكُلِّ عَمَل.

Santo Padre:

Saluto i fedeli di lingua araba. San Giovanni della Croce sosteneva che un piccolo atto di puro amore è più utile alla Chiesa di tutte le altre opere messe insieme. Ciò che nasce dalla preghiera e non dalla presunzione del nostro io, ciò che viene purificato dall’umiltà, anche se è un atto di amore appartato e silenzioso, è il più grande miracolo che un cristiano possa realizzare. Il Signore vi benedica tutti e vi protegga ‎sempre da ogni male‎‎‎‏!

Speaker:

أُحيِّي المُؤْمِنِينَ الناطِقِينَ باللُّغَةِ العَرَبِيَّة. أكَّدَ القِدّيسُ يوحنا الصّليب بأنَّ فِعْلَ مَحَبَّةٍ صَغير، مَحَبَّةٌ صافِيَّة نَقِيَّة، هُوَ أَكْثَرُ فائِدَةٍ لِلكَنيسَةِ مِن جَميعِ الأَعْمالِ الأُخرَى مُجْتَمِعَة. إنَّ ما يأتي مِنَ الصَّلاةِ وَلَيْسَ مِن ادِعاءاتِنا وَغُرُورِنا، وَما يُطَهِّرُه التَواضُع، حتَى لَو كانَ فِعْلَ مَحَبَّةٍ مُنْعَزِلًا وَصامِتًا، هُوَ أَعْظَمُ مُعْجِزَةٍ يُمْكِنُ أنْ يُحَقِقَها المَسِيحِيّ. بارَكَكُم الرَّبُّ جَميعًا وَحَماكُم دائِمًا مِن كلِّ شرّ!

 

In lingua polacca

Speaker:

Drodzy bracia i siostry w tej katechezie chciałbym poruszyć temat modlitwy kontemplacji. Kontemplacja jest trochę jak „sól” życia: nadaje smak naszym dniom. Można kontemplować patrząc na stworzony Świat, czytając książkę, stojąc przed dziełem sztuki lub tym arcydziełem, jakim jest ludzkie oblicze...

Kontemplacja nie zależy od oczu, lecz od serca, w którym pojawia się modlitwa, jako akt wiary i miłości. Modlitwa oczyszcza serce, a wraz z nim rozjaśnia także spojrzenie. Święty Proboszcz z Ars mówił, że kontemplacja jest spojrzeniem wiary utkwionym w Jezusa Chrystusa. Światło spojrzenia Jezusa oświeca oczy naszego serca; uczy nas widzieć wszystko w świetle Jego prawdy. Gdy nasze serce czuje, że jest postrzegane z miłością, wtedy kontempluje rzeczywistość innymi oczyma.

W miłosnej kontemplacji nie potrzeba wielu słów: wystarczy spojrzenie. Jezus był mistrzem tego spojrzenia, gdyż zawsze był zapatrzony w Swojego Ojca Niebieskiego.

Niektórzy dawni mistrzowie duchowości pojmowali kontemplację jako przeciwieństwo działania. W Jezusie Chrystusie i w Ewangelii nie ma jednak opozycji między kontemplacją a działaniem.

W Ewangelii jest tylko jedno wielkie wezwanie: aby iść za Jezusem drogą miłości. Święty Jan od Krzyża twierdził, że mały akt czystej miłości jest bardziej pożyteczny dla Kościoła niż wszystkie inne dzieła razem wzięte. Wszystko to, co rodzi się z modlitwy, ma znaczenie, nawet jeśli jest to odosobniony i cichy akt miłości.

Santo Padre:

Saluto cordialmente tutti i Polacchi.

Il mese di maggio, dedicato alla Beata Vergine Maria è particolarmente caro a voi.

Secondo la tradizione dei vostri padri, vi riunite nelle chiese, nelle case e anche davanti alle immagini e alle statue della Madre di Dio, poste sulle piazze, sui crocicchi delle strade e nelle cappelle domestiche, per contemplare la sua bellezza, l’amore e la bontà.

La Vergine Immacolata liberi l’umanità dal dramma della pandemia e guidi la vostra Patria e le vostre famiglie verso il suo Figlio, Gesù Cristo. Vi benedico di cuore.

Speaker:

Pozdrawiam serdecznie wszystkich Polaków.

Miesiąc maj, poświęcony Najświętszej Maryi Pannie jest Wam szczególnie bliski.

Zgodnie z tradycją Waszych ojców, gromadzicie się w kościołach, domach, a także przed obrazami i figurami Matki Bożej, umieszczonymi na placach, skrzyżowaniach dróg oraz w przydomowych kapliczkach, po to, aby kontemplować Jej piękno, miłość i dobroć.

Niech Dziewica Niepokalana, wyzwoli ludzkość z dramatu pandemii oraz prowadzi Waszą Ojczyznę i Wasze rodziny do Swojego Syna, Jezusa Chrystusa. Z serca Wam błogosławię.

 

In lingua italiana

Rivolgo un cordiale saluto ai fedeli di lingua italiana. La tradizione popolare dedica il mese di maggio alla Madonna. Vi esorto alla recita del Rosario, con cui la Vergine Maria è particolarmente onorata. A tale proposito, vi invito ad unirvi spiritualmente alla Supplica alla Madonna del Rosario che si terrà sabato prossimo 8 maggio a mezzogiorno al Santuario di Pompei.

Il mio pensiero va infine, come di consueto, agli anziani, ai giovani, ai malati e agli sposi novelli. Pregate Maria, modello di fede e testimone operosa della parola di Cristo, per ottenere vigore cristiano nelle scelte e nelle difficoltà della vita.

A tutti la mia benedizione!

 

Appello del Santo Padre

Guidati dai Santuari sparsi nel mondo, in questo mese di maggio recitiamo il Rosario per invocare la fine della pandemia e la ripresa delle attività sociali e lavorative. Oggi guida questa preghiera mariana il Santuario della Beata Vergine del Rosario a Namyang, in Corea del Sud. Ci uniamo a quanti sono raccolti in questo Santuario, pregando specialmente per i bambini e gli adolescenti.

© http://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino.html - 5 maggio 2021