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agnus dei miniL’Udienza Generale di questa mattina si è svolta alle ore 9.30, in Piazza San Pietro, dove il Santo Padre Francesco ha incontrato gruppi di pellegrini e fedeli provenienti dall’Italia e da ogni parte del mondo.

Nel discorso in lingua italiana il Papa ha concluso il ciclo di catechesi sulla Santa Messa, incentrando la sua meditazione sui Riti di conclusione.

Dopo aver riassunto la Sua catechesi in diverse lingue, il Santo Padre ha indirizzato particolari espressioni di saluto ai gruppi di fedeli presenti.

L’Udienza Generale si è conclusa con il canto del Pater Noster e la Benedizione Apostolica.

Catechesi del Santo Padre in lingua italiana

Cari fratelli e sorelle, buongiorno e buona Pasqua!

Voi vedete che oggi ci sono dei fiori: i fiori dicono gioia, allegria. In certi posti la Pasqua è chiamata anche “Pasqua fiorita”, perché fiorisce il Cristo risorto: è il fiore nuovo; fiorisce la nostra giustificazione; fiorisce la santità della Chiesa. Per questo, tanti fiori: è la nostra gioia. Tutta la settimana noi festeggiamo la Pasqua, tutta la settimana. E per questo ci diamo, una volta in più, tutti noi, l’augurio di “Buona Pasqua”. Diciamo insieme: “Buona Pasqua”, tutti! [rispondono: “Buona Pasqua!”]. Vorrei anche che dessimo la Buona Pasqua – perché è stato Vescovo di Roma – all’amato Papa Benedetto, che ci segue per televisione. A Papa Benedetto, tutti diamo la Buona Pasqua: [dicono: “Buona Pasqua!”] E un applauso, forte.

Con questa catechesi concludiamo il ciclo dedicato alla Messa, che è proprio la commemorazione, ma non soltanto come memoria, si vive di nuovo la Passione e la Risurrezione di Gesù. L’ultima volta siamo arrivati fino alla Comunione e l’orazione dopo la Comunione; dopo questa orazione, la Messa si conclude con la benedizione impartita dal sacerdote e il congedo del popolo (cfr Ordinamento Generale del Messale Romano, 90). Come era iniziata con il segno della croce, nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, è ancora nel nome della Trinità che viene sigillata la Messa, cioè l’azione liturgica.

Tuttavia, sappiamo bene che mentre la Messa finisce, si apre l’impegno della testimonianza cristiana. I cristiani non vanno a Messa per fare un compito settimanale e poi si dimenticano, no. I cristiani vanno a Messa per partecipare alla Passione e Risurrezione del Signore e poi vivere di più come cristiani: si apre l’impegno della testimonianza cristiana. Usciamo dalla chiesa per «andare in pace» a portare la benedizione di Dio nelle attività quotidiane, nelle nostre case, negli ambienti di lavoro, tra le occupazioni della città terrena, “glorificando il Signore con la nostra vita”. Ma se noi usciamo dalla chiesa chiacchierando e dicendo: “guarda questo, guarda quello…”, con la lingua lunga, la Messa non è entrata nel mio cuore. Perché? Perché non sono capace di vivere la testimonianza cristiana. Ogni volta che esco dalla Messa, devo uscire meglio di come sono entrato, con più vita, con più forza, con più voglia di dare testimonianza cristiana. Attraverso l’Eucaristia il Signore Gesù entra in noi, nel nostro cuore e nella nostra carne, affinché possiamo «esprimere nella vita il sacramento ricevuto nella fede» (Messale Romano, Colletta del lunedì nell’Ottava di Pasqua).

Dalla celebrazione alla vita, dunque, consapevoli che la Messa trova compimento nelle scelte concrete di chi si fa coinvolgere in prima persona nei misteri di Cristo. Non dobbiamo dimenticare che celebriamo l’Eucaristia per imparare a diventare uomini e donne eucaristici. Cosa significa questo? Significa lasciare agire Cristo nelle nostre opere: che i suoi pensieri siano i nostri pensieri, i suoi sentimenti i nostri, le sue scelte le nostre scelte. E questo è santità: fare come ha fatto Cristo è santità cristiana. Lo esprime con precisione san Paolo, parlando della propria assimilazione a Gesù, e dice così: «Sono stato crocifisso con Cristo, e non vivo più io, ma Cristo vive in me. E questa vita, che io vivo nel corpo, la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha consegnato se stesso per me» (Gal 2,19-20). Questa è la testimonianza cristiana. L’esperienza di Paolo illumina anche noi: nella misura in cui mortifichiamo il nostro egoismo, cioè facciamo morire ciò che si oppone al Vangelo e all’amore di Gesù, si crea dentro di noi un maggiore spazio per la potenza del suo Spirito. I cristiani sono uomini e donne che si lasciano allargare l’anima con la forza dello Spirito Santo, dopo aver ricevuto il Corpo e il Sangue di Cristo. Lasciatevi allargare l’anima! Non queste anime così strette e chiuse, piccole, egoiste, no! Anime larghe, anime grandi, con grandi orizzonti… Lasciatevi allargare l’anima con la forza dello Spirito, dopo aver ricevuto il Corpo e il Sangue di Cristo.

Poiché la presenza reale di Cristo nel Pane consacrato non termina con la Messa (cfr Catechismo della Chiesa Cattolica, 1374), l’Eucaristia viene custodita nel tabernacolo per la Comunione ai malati e per l’adorazione silenziosa del Signore nel Santissimo Sacramento; il culto eucaristico fuori della Messa, sia in forma privata che comunitaria, ci aiuta infatti a rimanere in Cristo (cfr ibid., 1378-1380).

I frutti della Messa, pertanto, sono destinati a maturare nella vita di ogni giorno. Possiamo dire così, un po’ forzando l’immagine: la Messa è come il chicco, il chicco di grano che poi nella vita ordinaria cresce, cresce e matura nelle opere buone, negli atteggiamenti che ci fanno assomigliare a Gesù. I frutti della Messa, pertanto, sono destinati a maturare nella vita di ogni giorno. In verità, accrescendo la nostra unione a Cristo, l’Eucaristia aggiorna la grazia che lo Spirito ci ha donato nel Battesimo e nella Confermazione, affinché sia credibile la nostra testimonianza cristiana (cfr ibid., 1391-1392).

Ancora, accendendo nei nostri cuori la carità divina, l’Eucaristia cosa fa? Ci separa dal peccato: «Quanto più partecipiamo alla vita di Cristo e progrediamo nella sua amicizia, tanto più ci è difficile separarci da Lui con il peccato mortale» (ibid., 1395).

Il regolare accostarci al Convito eucaristico rinnova, fortifica e approfondisce il legame con la comunità cristiana a cui apparteniamo, secondo il principio che l’Eucaristia fa la Chiesa (cfr ibid., 1396), ci unisce tutti.

Infine, partecipare all’Eucaristia impegna nei confronti degli altri, specialmente dei poveri, educandoci a passare dalla carne di Cristo alla carne dei fratelli, in cui egli attende di essere da noi riconosciuto, servito, onorato, amato (cfr ibid., 1397).

Portando il tesoro dell’unione con Cristo in vasi di creta (cfr 2 Cor 4,7), abbiamo continuo bisogno di ritornare al santo altare, fino a quando, in paradiso, gusteremo pienamente la beatitudine del banchetto di nozze dell’Agnello (cfr Ap 19,9).

Ringraziamo il Signore per il cammino di riscoperta della santa Messa che ci ha donato di compiere insieme, e lasciamoci attrarre con fede rinnovata a questo incontro reale con Gesù, morto e risorto per noi, nostro contemporaneo. E che la nostra vita sia sempre “fiorita” così, come la Pasqua, con i fiori della speranza, della fede, delle opere buone. Che noi troviamo sempre la forza per questo nell’Eucaristia, nell’unione con Gesù. Buona Pasqua a tutti!

 

Sintesi della catechesi e saluti nelle diverse lingue

In lingua francese

Speaker:
Frères et sœurs, avec cette catéchèse, nous concluons le cycle consacré à la Messe. Après la postcommunion, elle se termine par la bénédiction et le congé du peuple. Comme elle avait commencé par le signe de la Croix, c’est encore au nom de la Trinité qu’elle s’achève. Toutefois, nous savons bien que la messe terminée, s’ouvre l’engagement du témoignage chrétien. Nous sortons de l’église pour «aller en paix» porter la bénédiction de Dieu dans nos activités quotidiennes, nos maisons, nos milieux de travail. Nous allons donc de la célébration à la vie, conscients que la messe trouve un accomplissement dans nos choix concrets. Nous célébrons l’Eucharistie pour apprendre à laisser agir le Christ dans nos œuvres: que ses pensées soient nos pensées, ses sentiments les nôtres et ses choix aussi les nôtres. Parce que la présence réelle du Christ dans le Pain consacré ne se termine pas avec la messe, l’Eucharistie est conservée dans le tabernacle pour la communion des malades et pour l’adoration silencieuse. Par ailleurs, les fruits de la messe sont destinés à murir dans la vie de chaque jour. La participation régulière à l’Eucharistie approfondit notre lien avec la communauté chrétienne et nous engage à l’égard des pauvres. Remercions le Seigneur pour le chemin de redécouverte de la Messe qu’il nous a donné d’accomplir ensemble.

Santo Padre:
Sono lieto di dare il benvenuto ai pellegrini provenienti da: Francia, Belgio, Svizzera e altri paesi francofoni. Saluto i giovani presenti questa mattina, in particolare gli studenti e gli insegnanti del Collège Sainte Catherine a Geraardsbergen, in Belgio. Che il Cristo Risorto sia sempre la vostra gioia e vi dia la sua forza per annunciarlo al vostro prossimo. Dio vi benedica!

Speaker:
Vous saluant en Italien, le Saint Père vient de dire:
Je suis heureux d’accueillir les pèlerins venant de France, de Belgique, de Suisse et d’autres pays francophones. Je salue les jeunes présents ce matin, particulièrement les élèves et les professeurs du Collège Sainte Catherine à Geraardsbergen, en Belgique. Que le Christ ressuscité soit toujours votre joie et vous donne sa force pour l’annoncer autour de vous. Que Dieu vous bénisse !

 

In lingua inglese

Speaker:
Dear brothers and sisters: Today we end our cycle of catecheses on Holy Mass by turning to the concluding rites. Following the Prayer after Communion, the priest blesses the congregation. Mass thus ends as it began, in the name of the Father, the Son and the Holy Spirit, the triune God who calls us to share in his divine life through the saving death and resurrection of the Lord. The dismissal sends us forth “in peace” to bring that blessing to the world around us, “glorifying God by our lives”. Our celebration of Mass teaches us to be “eucharistic” men and women, conformed ever more fully to Christ in our thoughts, words and actions. After Mass, the Lord continues his real presence among us in the Blessed Sacrament, as a reminder that the fruits of the Eucharist are meant to expand daily through our growth in holiness, in union with the Church, and in loving service to our brothers and sisters, especially those in need. May our regular celebration of the Eucharistic banquet strengthen us in our journey of faith, until at last we share eternally in the unending joy of the wedding feast of the Lamb.

Santo Padre:
Saluto i pellegrini di lingua inglese presenti all’Udienza odierna, specialmente quelli provenienti da Inghilterra, Irlanda, Croazia, Svezia, Australia, Filippine, Singapore e Stati Uniti d’America. Rivolgo un saluto particolare ai nuovi diaconi del Pontificio Collegio Irlandese, insieme ai loro familiari ed amici. Nella gioia del Cristo Risorto, invoco su di voi e sulle vostre famiglie l’amore misericordioso di Dio nostro Padre. Il Signore vi benedica!

Speaker:
I greet the English-speaking pilgrims and visitors taking part in today’s Audience, particularly those from England, Ireland, Croatia, Sweden, Australia, the Philippines, Singapore and the United States of America. I offer a warm welcome to the newly-ordained deacons from the Pontifical Irish College, together with their families and friends. In the joy of the Risen Christ, I invoke upon you and your families the loving mercy of God our Father. May the Lord bless you all!

 

In lingua tedesca

Speaker:
Liebe Brüder und Schwestern, wir beschließen heute die Katechesenreihe über die heilige Messe mit einer Betrachtung zum Schlusssegen und zur Entlassung. Wie das Messopfer mit dem Kreuzzeichen beginnt, so beschließen wir mit dem Segen des dreifaltigen Gottes die Eucharistiefeier. Und wir wissen, dass mit dem Gruß „Gehet hin in Frieden!“ ein Auftrag verbunden ist. Wir sollen Gott mit unserem Leben verherrlichen und das heilige Sakrament, das wir im Glauben empfangen haben, in unserem Alltag Frucht bringen lassen. Ja, wir sollen eucharistische Männer und Frauen werden. Das heißt, Christus selbst möge der Inhalt unseres Tuns sein. Seine Gedanken seien auch unsere Gedanken, wir wollen empfinden wie er, das tun, was er tut. Der Apostel Paulus drückt es so aus: „Nicht mehr ich lebe, sondern Christus lebt in mir“ (Gal 2,20). Die Anbetung des eucharistischen Herrn über die heilige Messe hinaus wird uns dabei helfen, mit Christus verbunden zu bleiben, die Sünde zu meiden und unsere Verbindung zur Gemeinschaft der Kirche zu stärken. Zugleich werden wir Christus selbst im Leib der Armen erkennen und ihnen tatkräftig zur Seite stehen.

Santo Padre:
Un cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua tedesca! In particolare saluto i ministranti della Parrocchia Sankt Laurentius di Tittmoning e il piccolo coro Pueri Cantores di Eltville. Vi chiedo: Rimanete sempre uniti con Gesù che vi dona se stesso nel sacramento dell’Eucaristia. Egli è il vostro amico più grande. Dio vi benedica tutti.

Speaker:
Herzlich heiße ich die Pilger deutscher Sprache willkommen. Besonders grüße ich die Ministranten der Pfarrei St. Laurentius aus Tittmoning und den Kinderchor aus Eltville. Ich bitte euch: Bleibt mit Jesus, der sich euch im Sakrament der Eucharistie schenkt, immer verbunden. Er ist euer bester Freund. Gott segne euch alle.

 

In lingua spagnola

Queridos hermanos y hermanas:

Con esta catequesis terminamos el ciclo dedicado a la Santa Misa. Nuestra atención se centra hoy en los ritos de conclusión. Después de la oración de la comunión, la Misa termina con la bendición y el saludo al pueblo. Concluye igual que iniciaba con el signo de la cruz, en el nombre del Padre y del Hijo y del Espíritu Santo.

La celebración de la Misa lleva consigo el compromiso del testimonio cristiano. Salimos de la Iglesia para «ir en paz», para llevar la bendición de Dios a nuestras casas, a los ambientes en los que vivimos y trabajamos, «glorificando a Dios con nuestra vida». No podemos olvidar que celebramos la Eucaristía para aprender a ser hombres y mujeres eucarísticos, dejando que Cristo actúe en nuestras vidas, como decía san Pablo: «Estoy crucificado con Cristo; vivo, pero no soy yo el que vive, sino Cristo quien vive en mí» (Ga 2,19-20).

La Presencia real de Cristo en el pan consagrado no termina con la Misa, sino que se reserva en el Sagrario para la comunión de los enfermos y la adoración silenciosa. El culto eucarístico, dentro y fuera de la Misa, nos ayuda a permanecer en Cristo y a crecer en nuestra unión con Él y con su Iglesia, nos separa del pecado y nos lleva a comprometernos con los pobres y necesitados.

Saludo cordialmente a los peregrinos de lengua española venidos de España y Latinoamérica. En esta semana de pascua, en la que la victoria de Cristo sobre el pecado y la muerte resuena con toda su fuerza y belleza, los invito a nutrirse constantemente de la Eucaristía, dejándose renovar con el encuentro real con Jesús, hasta que gustemos plenamente del banquete que nos tiene preparado por toda la eternidad.

Que Dios los bendiga. Muchas gracias.

 

In lingua portoghese

Speaker:
Concluindo o ciclo de catequeses sobre a Santa Missa, dirigimos a nossa atenção aos ritos de conclusão. Rezada a oração depois da comunhão, a Missa se conclui com a bênção e a despedida do povo, invocando-se, como no início da celebração, a Santíssima Trindade. Com a conclusão da Missa, tem início o compromisso do testemunho cristão no mundo, através da luta contra o pecado, a vida comunitária e o empenho com os pobres. Isso significa converter-nos em homens e mulheres eucarísticos, ou seja, deixar que Cristo atue em nossas vidas: que suas palavras, sentimentos e escolhas sejam também os nossos, de tal modo que, como São Paulo, possamos dizer: “Já não sou eu que vivo, é Cristo que vive em mim”. Por outro lado, a fé na Presença Real de Cristo, faz com que se reserve a Eucaristia nos Sacrários, para ser distribuída aos doentes e ser adorada pelos fiéis, de tal modo que possa crescer a nossa união com Cristo e seja atualizada a graça que nos foi dada no Batismo e na Crisma.

Santo Padre:
Rivolgo un saluto speciale a tutti i pellegrini di lingua portoghese, in particolare ai fedeli del Portogallo e del Brasile. Cari amici, la fede nella Risurrezione ci spinge a guardare verso il futuro, rafforzati dalla speranza nella vittoria di Cristo sul peccato e sulla morte. Buona Pasqua a tutti!

Speaker:
Saúdo todos os peregrinos de língua portuguesa, nominalmente aos fiéis de Portugal e do Brasil. Queridos amigos, a fé na Ressurreição nos leva a olhar para o futuro, fortalecidos pela esperança na vitória de Cristo sobre o pecado e a morte. Feliz Páscoa para todos!

 

In lingua araba

Speaker:توقف البابا اليوم، في ختام تعليمِهِ حولَ القدّاسِ الإلهي، عندَ طقوسِ الاختتام، موضحًا أن القداسَ كما ‏يبدأ بإشارةِ الصليب، فهو يُختَتَم أيضًا باسم الثالوث وبدعوة المشاركين ليمضوا بسلامٍ كي يحملوا بركةَ الله في ‏أعمالِهم اليوميّةِ، وفي بيوتِهم، ووسط انشغالاتِهم اليومية، مُدركين أنّ القدّاسَ يجب أن يجدَ له تحقيقًا في الحياةِ ‏الملموسة. وأكد البابا أن التقرُّبَ من الوليمةِ الإفخارستية، بشكل منتظم، يجدّدَ فينا شعلةَ الإيمان، وهو ضرورةٌ لا ‏غنى عنها لتقوية التزامِنا تجاه الفقراء، إذ ننتقل من جسدِ المسيح إلى جسدِ الإخوة، وهو ضرورة أيضًا لتعميقِ ‏علاقتِنا بالجماعةِ المسيحيّة التي ننتمي إليها‏

Santo Padre:
Rivolgo un cordiale saluto alle persone di lingua ‎araba, ‎in ‎‎‎particolare ‎a ‎quelli ‎provenienti dalla Terra Santa e dal Medio Oriente. La Chiesa non fa ‎l'Eucaristia, ma è l'Eucaristia che fa la Chiesa, perciò la partecipazione di ogni ‎cristiano alla Divina Celebrazione è una necessità essenziale, affinché possa ottenere ‎dalla fonte dell'amore divino la possibilità di potersi dissetare, oltre che di poter dissetare chi sta ‎vicino. ‎‏ ‏Il ‎Signore ‎vi ‎benedica ‎tutti e vi protegga dal maligno!‎

Speaker:أتَوجهُ بتحيةٍ حارةٍ للأشخاصِ الناطقين باللغةِ العربيّةِ، وخاصةً القادمينَ من الأراضيِ المقدسةِ والشرق ‏الأوسط. إن الكنيسةَ لا تصنعُ الإفخارستيا بل الإفخارستيا هي التي تَصنعُ الكنيسةَ، لذا فالاشتراكُ في القداسِ ‏الإلهيِ هو ضرورةٌ أساسيةٌ لكلِّ مسيحيٍ، كي يَنهلَ من نبعِ المحبةِ الإلهيةِ فيرتوي ويروي بدورهِ من حولِه. ‏ليُبارِكْكُم الرّبُّ‏‏ جميعًا‏ ‏ويَحرِسْكُم مِن‏ الشِّرِير!‏‏

 

In lingua polacca

Speaker:
Wraz z obecną katechezą kończymy cykl poświęcony Mszy św. Nasza uwaga kieruje się dzisiaj ku obrzędom zakończenia. Po modlitwie po Komunii św., celebracja kończy się błogosławieństwem udzielonym przez kapłana i odesłaniem ludu (por. Wprowadzenie Ogólne do Mszału Rzymskiego, 90). Akcja liturgiczna tak, jak zaczęła się od znaku krzyża, w imię Ojca i Syna i Ducha Świętego, tak też kończy się w imię Trójcy Świętej. Wychodzimy z kościoła, aby „iść w pokoju”, wnosząc Boże błogosławieństwo i chrześcijańskie świadectwo w codzienne działania, w naszych domach, w miejscach pracy, „wielbiąc Pana naszym życiem”. Przez Eucharystię Pan Jezus wkracza w nas, do naszego serca i w nasze ciało, abyśmy „przestrzegali w życiu zobowiązań płynących z sakramentu, który przyjęliśmy z wiarą” (Mszał Rzymski, Kolekta Poniedziałku w Oktawie Wielkanocy). Trzeba pozwolić, aby Chrystus działał w naszym życiu: aby Jego myśli były naszymi myślami, Jego uczucia naszymi uczuciami, Jego wybory także naszymi wyborami. Rozpalając w naszych sercach Bożą miłość, Eucharystia oddziela nas od grzechu: „Im bardziej uczestniczymy w życiu Chrystusa i pogłębiamy przyjaźń z Nim, tym trudniej jest nam zerwać więź z Nim przez grzech śmiertelny” (tamże, 1395. ). Udział w Eucharystii zobowiązuje nas również do miłości braci, zwłaszcza potrzebujących, z którymi identyfikuje się Chrystus.

Santo Padre:
Do un cordiale benvenuto ai pellegrini polacchi. Cari fratelli e sorelle, l’ottava di Pasqua è il tempo in cui noi diamo gloria a Cristo che con la sua risurrezione ci ha aperto le porte dell’eternità. La fede nella risurrezione sia per voi fonte di speranza cristiana, di amore fraterno, di vera gioia e di pace! Il Signore vi benedica!

Speaker:
Serdecznie witam polskich pielgrzymów. Drodzy bracia i siostry, w oktawie Paschy oddajemy chwałę Chrystusowi, który przez swe zmartwychwstanie, otwarł nam bramy wieczności. Wiara w zmartwychwstanie niech będzie dla was źródłem chrześcijańskiej nadziei, braterskiej miłości, prawdziwej radości i pokoju! Niech Pan wam błogosławi!

 

In lingua croata

Santo Padre:
Saluto con gioia i pellegrini croati, in modo particolare i professori del Policlinico universitario “Sveti Duh” di Zagreb, ed i giovani provenienti da Dubrovnik, Slavonski Brod, Podstrana e Zagreb. Cari amici, con la sua risurrezione Cristo ha vinto il peccato e la morte. La Sua viva presenza nei cammini della vostra vita sia per sempre la vostra grandissima gioia e consolazione. Siano lodati Gesù e Maria!

Speaker:
Radosno pozdravljam sve hrvatske hodočasnike, a na poseban način profesore iz Kliničke bolnice „Sveti Duh“ iz Zagreba, te mlade iz Dubrovnika, Slavonskog Broda, Podstrane i Zagreba. Dragi prijatelji, svojim uskrsnućem Krist je pobijedio grijeh i smrt. Neka njegova živa prisutnost na putovima vaših života uvijek bude vaša najveća radost i utjeha. Hvaljen Isus i Marija!

 

In lingua italiana

Rivolgo un cordiale benvenuto ai fedeli di lingua italiana.

Sono lieto di accogliere i Diaconi del Collegio internazionale del Gesù di Roma e i ragazzi della Professione di Fede provenienti dalle diocesi di Milano e di Cremona. Incoraggio ciascuno a vivere coerentemente la fede, testimoniandola ogni giorno con gesti di carità.

Saluto il Gruppo del Premio San Donnino d’oro di Faenza e le Parrocchie, specialmente quelle di Maria Santissima Immacolata di Pontecagnano-Faiano, Maria Ausiliatrice in Portichetto-Luisago e la Santissima Trinità di Napoli. Auspico che quest’incontro sia per tutti occasione di rinnovata adesione a Gesù risorto e ai suoi insegnamenti di vita.

Un pensiero speciale porgo ai giovani, agli anziani, agli ammalati e agli sposi novelli. Cristo ha vinto la morte e ci aiuta ad accogliere le sofferenze come occasione privilegiata di redenzione e di salvezza. Cercate di vivere il messaggio pasquale, testimoniando nei luoghi di vita la pace e la gioia, doni del Risorto.

© http://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino.html - 4 aprile 2018