Menu
 
0
0
0
s2smodern

Saluto aula Paolo VI udienzaL’Udienza Generale di questa mattina si è svolta alle ore 8.50 nell’Aula Paolo VI.

Nel discorso in lingua italiana il Papa, continuando il ciclo di catechesi sulla preghiera, ha incentrato la sua meditazione sul tema “Gesù uomo di preghiera” (Lettura: Sal Lc 3,21-22).

Dopo aver riassunto la Sua catechesi in diverse lingue, il Santo Padre ha indirizzato particolari espressioni di saluto ai fedeli. Quindi ha espresso la sua vicinanza alle famiglie dei giovani studenti uccisi sabato scorso a Kumba in Camerun, auspicando la pace per le “martoriate regioni” del Paese.

L’Udienza Generale si è conclusa con la recita del Pater Noster e la Benedizione Apostolica.

Catechesi del Santo Padre in lingua italiana

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Oggi, in questa udienza, come abbiamo fatto nelle udienze precedenti, io rimarrò qui. A me piacerebbe tanto scendere, salutare ognuno, ma dobbiamo mantenere le distanze, perché se io scendo subito si fa un assembramento per salutare, e questo è contro le cure, le precauzioni che dobbiamo avere davanti a questa “signora” che si chiama Covid e che ci fa tanto male. Per questo, scusatemi se io non scendo a salutarvi: vi saluto da qui ma vi porto tutti nel cuore. E voi, portate nel cuore me e pregate per me. A distanza, si può pregare uno per l’altro; grazie della comprensione.

Nel nostro itinerario di catechesi sulla preghiera, dopo aver percorso l’Antico Testamento, arriviamo ora a Gesù. E Gesù pregava. L’esordio della sua missione pubblica avviene con il battesimo nel fiume Giordano. Gli Evangelisti concordano nell’attribuire importanza fondamentale a questo episodio. Narrano di come tutto il popolo si fosse raccolto in preghiera, e specificano come questo radunarsi avesse un chiaro carattere penitenziale (cfr Mc 1,5; Mt 3,8). Il popolo andava da Giovanni a farsi battezzare per il perdono dei peccati: c’è un carattere penitenziale, di conversione.

Il primo atto pubblico di Gesù è dunque la partecipazione a una preghiera corale del popolo, una preghiera del popolo che va a farsi battezzare, una preghiera penitenziale, dove tutti si riconoscevano peccatori. Per questo il Battista vorrebbe opporsi, e dice: «Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?» (Mt 3,14). Il Battista capisce chi era Gesù. Ma Gesù insiste: il suo è un atto che obbedisce alla volontà del Padre (v. 15), un atto di solidarietà con la nostra condizione umana. Egli prega con i peccatori del popolo di Dio. Questo mettiamolo in testa: Gesù è il Giusto, non è peccatore. Ma Lui ha voluto scendere fino a noi, peccatori, e Lui prega con noi, e quando noi preghiamo Lui è con noi pregando; Lui è con noi perché è in cielo pregando per noi. Gesù sempre prega con il suo popolo, sempre prega con noi: sempre. Mai preghiamo da soli, sempre preghiamo con Gesù. Non rimane sulla sponda opposta del fiume - “Io sono giusto, voi peccatori” - per marcare la sua diversità e distanza dal popolo disobbediente, ma immerge i suoi piedi nelle stesse acque di purificazione. Si fa come un peccatore. E questa è la grandezza di Dio che inviò il suo Figlio che annientò sé stesso e apparve come un peccatore.

Gesù non è un Dio lontano, e non può esserlo. L’incarnazione lo ha rivelato in modo compiuto e umanamente impensabile. Così, inaugurando la sua missione, Gesù si mette a capofila di un popolo di penitenti, come incaricandosi di aprire una breccia attraverso la quale tutti quanti noi, dopo di Lui, dobbiamo avere il coraggio di passare. Ma la strada, il cammino, è difficile; ma Lui va, aprendo il cammino. Il Catechismo della Chiesa Cattolica spiega che questa è la novità della pienezza dei tempi. Dice: «La preghiera filiale, che il Padre aspettava dai suoi figli, è finalmente vissuta dallo stesso Figlio unigenito nella sua umanità, con gli uomini e per gli uomini» (n. 2599). Gesù prega con noi. Mettiamo questo nella testa e nel cuore: Gesù prega con noi.

In quel giorno, sulle sponde del fiume Giordano, c’è dunque tutta l’umanità, con i suoi aneliti inespressi di preghiera. C’è soprattutto il popolo dei peccatori: quelli che pensavano di non poter essere amati da Dio, quelli che non osavano andare al di là della soglia del tempio, quelli che non pregavano perché non se ne sentivano degni. Gesù è venuto per tutti, anche per loro, e comincia proprio unendosi a loro, capofila.

Soprattutto il Vangelo di Luca mette in evidenza il clima di preghiera in cui è avvenuto il battesimo di Gesù: «Mentre tutto il popolo veniva battezzato e Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì» (3,21). Pregando, Gesù apre la porta dei cieli, e da quella breccia discende lo Spirito Santo. E dall’alto una voce proclama la verità stupenda: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento» (v. 22). Questa semplice frase racchiude un immenso tesoro: ci fa intuire qualcosa del mistero di Gesù e del suo cuore sempre rivolto al Padre. Nel turbinio della vita e del mondo che arriverà a condannarlo, anche nelle esperienze più dure e tristi che dovrà sopportare, anche quando sperimenta di non avere un posto dove posare il capo (cfr Mt 8,20), anche quando attorno a Lui si scatenano l’odio e la persecuzione, Gesù non è mai senza il rifugio di una dimora: abita eternamente nel Padre.

Ecco la grandezza unica della preghiera di Gesù: lo Spirito Santo prende possesso della sua persona e la voce del Padre attesta che Lui è l’amato, il Figlio in cui Egli pienamente si rispecchia.

Questa preghiera di Gesù, che sulle sponde del fiume Giordano è totalmente personale – e così sarà per tutta la sua vita terrena –, nella Pentecoste diventerà per grazia la preghiera di tutti i battezzati in Cristo. Egli stesso ci ha ottenuto questo dono, e ci invita a pregare così come Lui pregava.

Per questo, se in una sera di orazione ci sentiamo fiacchi e vuoti, se ci sembra che la vita sia stata del tutto inutile, dobbiamo in quell’istante supplicare che la preghiera di Gesù diventi anche la nostra. “Io non posso pregare oggi, non so cosa fare: non me la sento, sono indegno, indegna”. In quel momento, occorre affidarsi a Lui perché preghi per noi. Lui in questo momento è davanti al Padre pregando per noi, è l’intercessore; fa vedere al Padre le piaghe, per noi. Abbiamo fiducia in questo! Se noi abbiamo fiducia, udremo allora una voce dal cielo, più forte di quella che sale dai bassifondi di noi stessi, e sentiremo questa voce bisbigliare parole di tenerezza: “Tu sei l’amato di Dio, tu sei figlio, tu sei la gioia del Padre dei cieli”. Proprio per noi, per ciascuno di noi echeggia la parola del Padre: anche se fossimo respinti da tutti, peccatori della peggior specie. Gesù non scese nelle acque del Giordano per sé stesso, ma per tutti noi. Era tutto il popolo di Dio che si avvicinava al Giordano per pregare, per chiedere perdono, per fare quel battesimo di penitenza. E come dice quel teologo, si avvicinavano al Giordano “nuda l’anima e nudi i piedi”. Così è l’umiltà. Per pregare ci vuole umiltà. Ha aperto i cieli, come Mosè aveva aperto le acque del mar Rosso, perché tutti noi potessimo transitare dietro di Lui. Gesù ci ha regalato la sua stessa preghiera, che è il suo dialogo d’amore con il Padre. Ce lo ha donato come un seme della Trinità, che vuole attecchire nel nostro cuore. Accogliamolo! Accogliamo questo dono, il dono della preghiera. Sempre con Lui. E non sbaglieremo.

 

 

Sintesi della catechesi e saluti nelle diverse lingue

In lingua francese

Speaker:

Frères et sœurs, nous poursuivons notre parcours sur la prière par le récit du Baptême du Seigneur. Bien que sans péché, Jésus se fait solidaire de notre condition humaine et il prie avec les pécheurs du peuple de Dieu. Il ne reste pas à distance mais se plonge dans les mêmes eaux de purification. Inaugurant sa mission, il se met à la tête d’un peuple de pénitents, se chargeant d’ouvrir une brèche à travers laquelle tous devront avoir le courage de passer après lui. L’évangéliste met en évidence le climat de prière dans lequel le baptême de Jésus se déroule. C’est en priant que Jésus ouvre la porte des cieux, que descend l’Esprit Saint, et que le Père déclare qu’il est le Fils bien aimé. Cette prière de Jésus, qui, à ce moment, lui est personnelle, deviendra par grâce la prière de tous les baptisés dans le Christ. Ainsi, dans les moments sombres de la vie nous devons supplier pour que la prière de Jésus devienne aussi la nôtre. Nous entendrons alors une voix du ciel nous dire avec tendresse: «Tu es aimé de Dieu, tu es fils du Père, tu es sa joie».

Santo Padre:

Saluto cordialmente i fedeli di lingua francese.

Gesù ci offre la sua preghiera, il suo dialogo d’amore con il Padre. Facciamolo nostro, soprattutto nei momenti difficili, per viverli con fede, con l'aiuto della sua tenerezza. Dio vi benedica.

Speaker:

Je salue cordialement les personnes de langue française.

Jésus nous offre sa prière, son dialogue d’amour avec le Père. Puissions-nous la faire nôtre, surtout dans les moments difficiles, afin de les traverser dans la foi, avec le secours de sa tendresse. Que Dieu vous bénisse.

 

In lingua inglese

Speaker:

Dear Brothers and Sisters, in our continuing catechesis on prayer, we now turn to the life and teaching of Jesus. The Lord chose to begin his public ministry by being baptized in the Jordan river. It is significant that this great event took place in the midst of a community, in an atmosphere of communal prayer and repentance. Sinless himself, the eternal Son of God was baptized by John as a sign of his loving solidarity with sinful humanity. Saint Luke tells us that, after his baptism, as Jesus prayed, the heavens were opened, the Holy Spirit descended upon him and the voice of the Father proclaimed him as his beloved Son. By our own baptism, we become sharers in Christ’s sonship through the gift of the Holy Spirit. We are thus enabled to share in Jesus’ own prayer, the eternal expression of his dialogue of love with the Father. At every moment of our lives, even those in which we feel the weight of the cross and the burden of our sins, may we persevere in prayer, confident that, as Christ’s brothers and sisters, beloved sons and daughters of our heavenly Father, the gates of heaven are always open to us.

Santo Padre:

Saluto cordialmente i pellegrini di lingua inglese. Su voi e sulle vostre famiglie invoco la gioia e la pace di Cristo. Dio vi benedica!

Speaker:

I welcome all the English-speaking pilgrims and visitors who join us for today’s Audience. Upon you and your families I invoke the joy and peace of our Lord Jesus Christ. God bless you!

 

In lingua tedesca

Speaker:

Liebe Brüder und Schwestern, das öffentliche Wirken Jesu beginnt mit seiner Taufe im Jordan. Bei diesem Ereignis hatte sich das Volk zum Gebet und zur Buße versammelt, alle erhofften sich von der Taufe durch Johannes die Vergebung der Sünden. Obwohl der Herr ohne Sünde ist, reiht er sich unter die Sünder ein, ja er selber lässt sich in das Wasser der Reinigung eintauchen. Denn Jesus ist kein ferner Gott. In seiner Inkarnation hat er allen Menschen, allen Sündern den Weg zum Gebet als Söhne und Töchter Gottes eröffnet: „Das kindliche Gebet, das der Vater von seinen Kindern erwartete, wird endlich vom einzigen Sohn in seiner Menschennatur mit den Menschen und für sie gelebt“ (KKK 2599). Bei seiner Taufe betet Jesus, dabei öffnet sich der Himmel, von dem aus die Wahrheit ertönt: „Du bist mein geliebter Sohn, an dir habe ich Wohlgefallen gefunden.“ In allen Lebenslagen bis hin zu seiner Verurteilung zum Tod lebt Jesus stets beim Vater, mit dem er im Gebet, erfüllt vom Heiligen Geist, in einem ständigen Dialog der Liebe steht. Auch wir sind als getaufte Kinder Gottes würdig, in das Gebet Jesu einzutreten, um so in den inneren Liebesaustausch der Dreifaltigkeit hineingenommen zu werden.

Santo Padre:

Saluto di cuore i fedeli di lingua tedesca. Ringraziamo il Signore per il dono del battesimo, per mezzo del quale siamo divenuti figli di Dio e membra del Corpo mistico di Cristo che è la Chiesa. Viviamo e condividiamo questa grazia ineffabile con gioia spirituale, rimanendo sempre profondamente radicati nell’amore paterno di Dio.

Speaker:

Von Herzen grüße ich die Gläubigen deutscher Sprache. Danken wir dem Herrn für die Gnade der Taufe, durch die wir Kinder Gottes und Glieder des mystischen Leibes Christi geworden sind, der die Kirche ist. Leben und teilen wir diese unaussprechliche Gnade in geistlicher Freude und bleiben wir in der väterlichen Liebe Gottes allzeit tief verwurzelt.

 

In lingua spagnola

Queridos hermanos y hermanas:

En nuestras catequesis sobre la oración, después de haber recorrido los testimonios del Antiguo Testamento, hoy fijamos nuestra atención en Jesús, que quiso comenzar su misión pública en el río Jordán, donde el pueblo reunido en espíritu de oración recibía de Juan un bautismo de penitencia. Y aunque Jesús no lo necesitaba, quiso ser bautizado en obediencia a la voluntad del Padre y en solidaridad con nuestra condición humana.

Jesús no es un Dios lejano, no tomó distancia del pueblo pecador y desobediente, sino que se unió a su oración, y se sumergió en las mismas aguas de purificación, no por sí mismo, sino por todos nosotros, pecadores. Ya desde el inicio de su misión, quiso ponerse a la cabeza del pueblo penitente, para abrirle camino e invitarlo a seguirlo. Esta es la novedad de la plenitud de los tiempos: el Hijo de Dios bajó del cielo por todos nosotros, hombres y mujeres, haciéndose nuestro hermano, y continúa elevando su oración filial al Padre junto con la humanidad y por toda la humanidad.

San Lucas evidencia el clima de oración en el que se dio el bautismo: mientras Jesús estaba en oración, se abrió el cielo y descendió el Espíritu Santo, y se oyó la voz del Padre, que proclamó la verdad sobre Él: «Tú eres mi Hijo, el amado, en ti me complazco». Por eso, en todos los momentos de la vida terrenal de Jesucristo, incluso en los más duros y amargos, Él no estaba sólo y sin refugio: Él vivía en el Padre, y su oración personal se transformará, en Pentecostés, en la oración de todos los bautizados.

Saludo cordialmente a los peregrinos de lengua española. Que el Señor Jesús nos conceda la gracia de hacer que su oración, que es diálogo de amor con el Padre, se convierta también en nuestra, con la seguridad de que Dios nos ama, nos perdona y nos invita a vivir como hijos e hijas suyos en intimidad con Él. Que Dios los bendiga a todos.

 

In lingua portoghese

Speaker:

Depois de termos percorrido o Antigo Testamento na nossa catequese sobre a oração, chegamos agora a Jesus. Começamos pelo primeiro ato da sua vida pública: o batismo no rio Jordão. Este batismo teve lugar numa oração coral do povo, numa oração penitencial onde todos se reconheciam pecadores. Jesus reza com os pecadores; não ficou na margem oposta do rio para destacar a sua diversidade e distância do povo desobediente, mas mergulha os seus pés nas mesmas águas de purificação. Assim Ele inaugura a sua missão, colocando-Se à frente dum povo de penitentes, como se tivesse de abrir uma brecha pela qual todos nós, depois d’Ele, pudéssemos passar. Na verdade, depois de Jesus ter sido batizado e estando em oração, o Céu rasgou-se… Rezando, Ele abre a porta dos Céus e, por aquela brecha, desce o Espírito Santo e faz-se ouvir a voz do Pai: «Tu és o meu Filho muito amado; em Ti pus todo o meu agrado». Aquela oração de Jesus, nas margens do Jordão, era pessoal, mas no Pentecostes tornar-se-á a oração de todos os batizados em Cristo. O próprio Jesus nos convidou e ensinou a rezar como Ele rezava. Por isso, quando nos sentirmos fracos, inúteis, vazios, devemos suplicar que a oração de Jesus se torne também nossa. Ouviremos então uma voz do Céu, mais forte do que a denúncia que sobe do íntimo de nós mesmos, murmurar estas palavras de ternura: «Tu és o filho, tu és a filha, tu és o enlevo do Pai dos Céus». Foi por nossa causa e para nós que se fez ouvir a voz do Pai; Jesus desceu às águas do Jordão, não para Si próprio, mas para todos nós. Abriu os Céus, como Moisés abrira as águas do Mar Vermelho, para podermos passar atrás d’Ele. Jesus deu-nos, de prenda, a sua própria oração, o seu diálogo de amor com o Pai.

Santo Padre:

Cari pellegrini di lingua portoghese, vi saluto cordialmente. Nulla possa impedirvi di vivere e crescere nell'amicizia del Padre celeste e di rendere testimonianza a tutti della sua bontà e misericordia! Su di voi e sulle vostre famiglie invoco la sua Benedizione.

Speaker:

Amados peregrinos de língua portuguesa, cordialmente vos saúdo. Que nada vos impeça de viver e crescer na amizade do Pai Celeste, e testemunhar a todos a sua bondade e misericórdia! Sobre vós e vossas famílias desça a sua Bênção.

 

In lingua araba

Speaker:

تأمّل قداسةُ البابا اليَومَ في يسوع رجلِ الصّلاة في إطارِ تعليمِهِ في موضوعِ الصّلاة. قال قداستُه: بدأت رسالةُ يسوع العامة عندما تعمّدَ في نهرِ الأردن، في المكانِ الذي اجتمعَ فيه كلُّ الناسِ للصلاةِ من أجلِ التوبة. صلّى يسوع مع الخطأة، ولم يبقَ على الضفةِ المقابلةِ للنهر، ليبيِّن أنّه مختلفٌ وبعيدٌ عن الشعبِ الخاطئ، بل وضعَ نفسَه في المقدمةِ ونزلَ مثلهُم في مياهِ نهرِ الأردن المطهرة. يُبيِّنُ إنجيلُ لوقا أنّ يسوع كان يصلّي لما قبلَ المعمودية. وعندما كان يصلّي انفتحت السماءُ ونزلَ الرّوحُ القدّس عليه وجاءَ صوتٌ من السماءِ يقول: "أَنتَ ابنِيَ الحَبيب، عَنكَ رَضِيت". صلاةُ يسوع تعني أنّ قلبَه متَجهٌ دائماً إلى الآب. هذه هي العظمةُ الفريدةُ لصلاةِ يسوع: الرّوحُ القدّس يملأُه وصوتُ الآبِ يشهدُ له أنّه الابنُ الحبيب. وأنهى قداسةُ البابا تعليمَه قائلًا: إنّ صلاةَ يسوع أصبحت صلاتَنا منذُ يومِ العنصرة، ولهذا إذا شعرنا في صلاةِ المساءِ بالضّعفِ والفراغ ِفعلينا في تلك اللحظةِ أن نصلّيَ صلاةَ التوبة كما صلَّى يسوع في نهرِ الأردن، حتى نسمعَ نحن أيضًا صوتَ اللهِ المليءِ بالحنانِ في قلوبنا. صلاةُ يسوع هي حوارُ حبٍّ مع الآب، كذلك يجبُ أن تكونَ صلاتُنا.

Santo Padre:

Saluto i fedeli di lingua araba. ‎‎‎‏La preghiera cristiana è invocazione fatta con fede, speranza e carità che implica affidamento alla volontà di Dio. Il Signore vi benedica tutti e vi protegga ‎sempre da ogni male‎‎‎‏!

Speaker:

أحيّي المؤمنينَ الناطقينَ باللغةِ العربية. إنّ الصلاةَ المسيحيّة ابتهالٌ يقومُ على الإيمانِ والرجاءِ والمحبةِ وهي استسلامٌ لمشيئةِ الله. ليباركْكُم الرّبُّ جميعًا ويحرسْكُم دائمًا من كلِّ شر!

 

In lingua polacca

Speaker:

Drodzy bracia i siostry, przyjrzyjmy się dzisiaj Panu Jezusowi, jako człowiekowi modlitwy. Swoją misję rozpoczyna On od przyjęcia chrztu w Jordanie z rąk Jana Chrzciciela. Włącza się w modlitwę pokutną ludzi, którzy przyjmowali chrzest, gdyż uznawali się grzesznikami. Jako Syn Boży staje na czele wszystkich, którzy mają świadomość grzechu, mają poczucie utraty kontaktu z Bogiem, nie modlą się, czują się odrzuceni i niegodni, by przekroczyć próg świątyni. Podczas chrztu Pana Jezusa, głos z nieba ogłasza: „Tyś jest mój Syn umiłowany, w Tobie mam upodobanie” (Łk 3, 22). Te słowa uświadamiają nam tajemnicę Jezusa, że odwiecznie przebywa On z Ojcem; gdy modli się, z mocą przepowiada Dobrą Nowinę, gdy czyni cudowne znaki, jak również w godzinach męki i śmierci na Krzyżu. W dniu Pięćdziesiątnicy, dzięki łasce Ducha Świętego, modlitwa Pana Jezusa stała się modlitwą wszystkich ochrzczonych. On sam wyjednał dla nas ten dar, i zachęca nas, byśmy modlili się tak, jak On się modlił. Dlatego w przeciwnościach życia, zwłaszcza, gdy rodzi ono w nas poczucie pustki, bezsensu, grzeszności, odrzucenia, błagajmy Boga, aby modlitwa Pana Jezusa stała się także naszą, by przenikała nas świadomość, że jesteśmy przez Niego miłowani, że jesteśmy Jego dziećmi i Jego radością.

Santo Padre:

Saluto cordialmente i pellegrini polacchi. Il 22 ottobre scorso abbiamo celebrato la memoria liturgica di San Giovanni Paolo II, in questo anno centenario della sua nascita. Egli ha sempre esortato ad un amore privilegiato per gli ultimi e gli indifesi e per la tutela di ogni essere umano, dal concepimento fino alla morte naturale. Per intercessione di Maria Santissima e del Santo Pontefice polacco, chiedo a Dio di suscitare nei cuori di tutti il rispetto per la vita dei nostri fratelli, specialmente dei più fragili e indifesi, e di dare forza a coloro che la accolgono e se ne prendono cura, anche quando ciò richiede un amore eroico. Dio vi benedica!

Speaker:

Serdecznie pozdrawiam pielgrzymów polskich. Minionego 22 października obchodziliśmy liturgiczne wspomnienie św. Jana Pawła II, w roku setnej rocznicy jego urodzin. Zawsze wzywał on do szczególnej miłości wobec ostatnich i bezbronnych i do ochrony każdego życia ludzkiego od poczęcia aż do naturalnej śmierci. Przez wstawiennictwo Najświętszej Maryi Panny i świętego papieża Polaka, proszę Boga, aby obudził w sercach wszystkich szacunek dla życia naszych braci, zwłaszcza najsłabszych i bezbronnych, i dał siłę tym, którzy je przyjmują i troszczą się o nie, także wtedy, gdy wymaga to heroicznej miłości. Niech Bóg Wam błogosławi!

 

In lingua italiana

Rivolgo un cordiale saluto ai fedeli di lingua italiana. Oggi la Chiesa celebra la festa dei Santi Apostoli Simone e Giuda Taddeo. Vi esorto a seguire il loro esempio nel mettere sempre Cristo al centro della vostra vita, per essere veri testimoni del suo Vangelo nella nostra società.

Il mio pensiero va infine, come di consueto, agli anziani, ai giovani, ai malati e agli sposi novelli. Auguro a ciascuno di crescere ogni giorno nella contemplazione della bontà e della tenerezza che irradia dalla persona del Cristo. Grazie.

 

Appello del Santo Padre

Mi unisco al dolore delle famiglie dei giovani studenti barbaramente uccisi sabato scorso a Kumba, in Camerun. Provo grande sconcerto per un atto tanto crudele e insensato, che ha strappato alla vita i piccoli innocenti mentre seguivano le lezioni a scuola. Che Dio illumini i cuori, perché gesti simili non siano mai più ripetuti e perché le martoriate regioni del Nord-Ovest e Sud-Ovest del Paese possano finalmente ritrovare la pace! Auspico che le armi tacciano e che possa essere garantita la sicurezza di tutti e il diritto di ciascun giovane all’educazione e al futuro. Esprimo alle famiglie, alla città di Kumba e a tutto il Camerun il mio affetto e invoco il conforto che solo Dio può dare.

© http://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino.html - 28 ottobre 2020