udienza generaleL’Udienza Generale di questa mattina si è svolta alle ore 9.00 nell’Aula Paolo VI dove il Santo Padre Francesco ha incontrato gruppi di pellegrini e fedeli provenienti dall’Italia e da ogni parte del mondo.

Nel discorso in lingua italiana, il Santo Padre ha incentrato la Sua meditazione sul Natale ormai prossimo (Lettura: Lc 2,10-12).

Dopo aver riassunto la Sua catechesi in diverse lingue, il Santo Padre ha indirizzato particolari espressioni di saluto ai gruppi di fedeli presenti. Quindi ha rivolto un appello alla solidarietà nei confronti dei profughi e dei migranti.

L’Udienza Generale si è conclusa con il canto del Pater Noster e la Benedizione Apostolica.

Catechesi del Santo Padre in lingua italiana

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Oggi, a pochi giorni dal Natale, vorrei rievocare con voi l’evento da cui non può prescindere la storia: la nascita di Gesù.

Per osservare il decreto dell’imperatore Cesare Augusto, che ordinava di farsi registrare all’anagrafe del proprio paese d’origine, Giuseppe e Maria scendono da Nazaret a Betlemme. Appena arrivati, cercano subito un alloggio, perché il parto è imminente; ma purtroppo non lo trovano, e allora Maria è costretta a partorire in una stalla (cfr Lc 2,1-7).

Pensiamo: il Creatore dell’universo … a Lui non fu concesso un posto per nascere! Forse fu un’anticipazione di quanto dicel’evangelista Giovanni: «Venne tra i suoi, e i suoi non l’hanno accolto» (1,11); e di quello che Gesù stesso dirà: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo» (Lc 9,58).

Fu un angelo ad annunciare la nascita di Gesù, e lo fece a degli umili pastori. E fu una stella che indicò ai Magi la strada per raggiungere Betlemme (cfr Mt 2,1.9-10).L’angelo è un messaggero di Dio. La stella ricorda che Dio creò la luce (Gen 1,3) e che quel Bambino sarà “la luce mondo”, come Egli stesso si autodefinirà (cfr Gv 8,12.46), la «luce vera […] che illumina ogni uomo» (Gv1,9), che «splende nelle tenebre e le tenebre non l’hanno vinta» (v. 5).

I pastori personificano i poveri d’Israele, persone umili che interiormente vivono con la consapevolezza della propria mancanza, e proprio per questo confidano più degli altri in Dio. Sono loro a vedere per primi il Figlio di Dio fattosi uomo, e questo incontro li cambia profondamente. Annota il Vangelo che se ne tornarono «glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto» (Lc 2,20).

Intorno a Gesù appena nato ci sono anche i Magi (cfr Mt 2,1-12). I Vangeli non ci dicono che fossero dei re, né il numero, né i loro nomi. Con certezza si sa solo che da un paese lontano dell’Oriente (si può pensare alla Babilonia, all’Arabia o alla Persia del tempo) si sono messi in viaggio alla ricerca del Re dei Giudei, che nel loro cuore identificano con Dio, perché dicono di volerlo adorare. I Magi rappresentano i popoli pagani, in particolare tutti coloro che lungo i secoli cercano Dio e si mettono in cammino per trovarlo. Rappresentano anche i ricchi e i potenti, ma solo quelli che non sono schiavi del possesso, che non sono “posseduti” dalle cose che credono di possedere.

Il messaggio dei Vangeli è chiaro: la nascita di Gesù è un evento universale che riguarda tutti gli uomini.

Cari fratelli e care sorelle, solo l’umiltà è la via che ci conduce a Dio e, allo stesso tempo, proprio perché ci conduce a Lui, ci porta anche all’essenziale della vita, al suo significato più vero, al motivo più affidabile per cui la vita vale la pena di essere vissuta.

Solo l’umiltà ci spalanca all’esperienza della verità, della gioia autentica, della conoscenza che conta. Senza umiltà siamo “tagliati fuori”, siamo tagliati fuori dalla comprensione di Dio, dalla comprensione di noi stessi. Occorre essere umile per capire noi stessi, tanto più per capire Dio. I Magi potevano anche essere dei grandi secondo la logica del mondo, ma si fanno piccoli, umili, e proprio per questo riescono a trovare Gesù e a riconoscerlo. Essi accettano l’umiltà di cercare, di mettersi in viaggio, di chiedere, di rischiare, di sbagliare...

Ogni uomo, nel profondo del suo cuore, è chiamato a cercare Dio: tutti noi, abbiamo quella inquietudine e il nostro lavoro è non spegnere quella inquietudine, ma lasciarla crescere perché è l’inquietudine di cercare Dio; e, con la sua stessa grazia, può trovarlo. Facciamo nostra la preghiera di Sant’Anselmo (1033-1109): «Signore, insegnami a cercarti. Mostrati, quando ti cerco. Non posso cercarti, se tu non mi insegni; né trovarti, se tu non ti mostri. Che io ti cerchi desiderandoti e ti desideri cercandoti! Che io ti trovi cercandoti e ti ami trovandoti!» (Proslogion, 1).

Cari fratelli e sorelle,vorrei invitare tutti gli uomini e le donne nella grotta di Betlemme ad adorare il Figlio di Dio fatto uomo. Ognuno di noi si avvicini al presepio che trova a casa sua o nella chiesa o in altro luogo, e cerchi di fare un atto di adorazione, dentro: “Io credo che tu sei Dio, che questo bambino è Dio. Per favore, dammi la grazia dell’umiltà per poterci capire”.

In prima fila, nell’avvicinarsi al presepio e pregare, vorrei mettere ipoveri, che – come esortava San Paolo VI – «dobbiamo amare, perché in certo modo sono sacramento di Cristo; in essi – negli affamati, negli assetati, negli esuli, negli ignudi, negli ammalati e nei prigionieri – Egli ha voluto misticamente identificarsi. Dobbiamo aiutarli, soffrire con loro, e anche seguirli, perché la povertà è la strada più sicura per il pieno possesso del Regno di Dio» (Omelia, 1° maggio 1969). Per questo dobbiamo chiedere l’umiltà come una grazia: “Signore, che non sia superbo, che non sia autosufficiente, che non creda di essere io stesso il centro dell’universo. Fammi umile. Dammi la grazia dell’umiltà. E con questa umiltà io possa trovarti. È l’unica strada, senza umiltà non troveremo mai Dio: troveremo noi stessi. Perché la persona che non ha umiltà non ha orizzonti davanti, ha soltanto uno specchio: guarda sé stesso. Chiediamo al Signore di rompere lo specchio e di poter guardare oltre, all’orizzonte, dove è Lui. Ma questo deve farlo Lui: darci la grazia e la gioia dell’umiltà per fare questa strada.

E poi, fratelli e sorelle, vorrei accompagnare a Betlemme, come fece la stella con i Magi, tutti coloro che non hanno un’inquietudine religiosa, che non si pongono il problema di Dio, o addirittura combattono la religione, tutti quelli che impropriamente sono denominatiatei. Vorrei ripetere loro il messaggio del Concilio Vaticano II: «La Chiesa crede che il riconoscimento di Dio non si oppone in alcun modo alla dignità dell’uomo, dato che questa dignità trova proprio in Dio il suo fondamento e la sua perfezione. […] La Chiesa sa perfettamente che il suo messaggio è in armonia con le aspirazioni più segrete del cuore umano» (Gaudium et spes, 21).

Torniamo a casa con l’augurio degli angeli: «Pace in terra agli uomini che egli ama». E ricordiamo sempre: «Non siamo stati noi ad amare Dio, ma è lui che ha amato noi […]. Ci ha amati per primo» (1 Gv 4,10.19), ci ha cercati. Non dimentichiamo questo.

È questo il motivo della nostra gioia: siamo stati amati, siamo stati cercati, il Signore ci cerca per trovarci, per amarci di più. Questo è il motivo della gioia: sapere che siamo stati amati senza nessun merito, siamo sempre preceduti da Dio nell’amore, un amore così concreto che si è fatto carne ed è venuto ad abitare in mezzo a noi, in quel Bambino che vediamo nel presepe. Questo amore ha un nome e un volto: Gesù è il nome e il volto dell’amore che sta a fondamento della nostra gioia. Fratelli e sorelle, vi auguro un buon Natale, un buon e santo Natale. E vorrei che – sì ci saranno gli auguri, le riunioni di famiglia, questo è bellissimo, sempre – ma che ci sia anche la consapevolezza che Dio viene “per me”. Ognuno dica questo: Dio viene per me. La consapevolezza che per cercare Dio, trovare Dio, accettare Dio ci vuole umiltà: guardare con umiltà la grazia di rompere lo specchio della vanità, della superbia, di guardare noi stessi. Guardare Gesù, guardare l’orizzonte, guardare Dio che viene a noi e che tocca il cuore con quella inquietudine che ci porta alla speranza. Buon e santo Natale!

 

Sintesi della catechesi e saluti nelle diverse lingue

In lingua francese

Speaker :

Frères et sœurs, le message des Evangiles est clair : seule l’humilité nous conduit à Dieu, qui a voulu naître dans une étable pour nous en donner l’exemple. Les bergers, qui représentent tous les pauvres d’Israël, en font l’expérience. Humbles et conscients de leurs faiblesses, ils mettent toute leur confiance en Dieu. Ils repartiront de Bethléem profondément transformés. Les Mages également, qui représentent les peuples païens en recherche de Dieu, se mettent humblement en route pour le trouver. Grands selon la logique du monde, ils ne sont pas esclaves de leurs richesses, se font petits dans leur démarche, et c’est pourquoi ils sont en mesure de trouver Jésus et de le reconnaître. Tout homme, au fond de son cœur, est ainsi appelé à chercher Dieu, et, par grâce et dans l’humilité, peut le trouver. Je voudrais inviter chacun à adorer le Fils de Dieu fait homme. En particulier les pauvres avec lesquels il a voulu mystiquement s’identifier, mais aussi tous ceux qui ne se posent pas le problème de Dieu ou même combattent la religion, car le message que l’Eglise annonce à Noël est en harmonie avec les aspirations les plus secrètes du cœur humain.

Santo Padre :

Saluto cordialmente i fedeli di lingua francese, in particolare i pellegrini della Diocesi di Sens e i giovani di Draguignan.

Gesù è il nome e il volto dell’amore di Dio venuto ad abitare in mezzo a noi. Auguro che ciascuno di voi abbia il desiderio di cercarlo e la gioia di trovarlo in questo Natale.

Dio benedica voi e le vostre famiglie!

Speaker :

Je salue cordialement les personnes de langue française, en particulier les pèlerins du Diocèse de Sens et les jeunes de Draguignan.

Jésus est le nom et le visage de l’amour de Dieu venu habiter parmi nous. A l’approche de la fête de la Nativité, je forme le vœu que chacun d’entre vous connaisse le désire de le chercher et la joie profonde de le rencontrer.

Que Dieu vous bénisse et bénisse vos familles.

 

In lingua inglese

Speaker:

Dear Brothers and Sisters: In these days before Christmas, we reflect on the events surrounding the birth of our Saviour, which was marked, above all, by simplicity and humility. This was the path, in God’s loving plan, taken by Mary and Joseph, who obediently travelled to the simple town of Bethlehem, and humbly accepted laying the newborn Christ in a manger (cf Lk 2:1-7). The lowly shepherds were the first to witness the Incarnate Son of God. The Magi too, while not materially poor, humbled themselves before the Infant King, who reveals God’s love for the people of every nation. All men and women are called to worship the newborn Christ, who especially identified himself with the poor. Saint Paul VI taught that the poor are in a certain sense the sacrament of Christ. While we are called to love and assist them in works of charity, it is the poor who help us, by pointing us to the surest path to the Kingdom of God: that of humility (cf. Homily, 1 May 1969). This Christmas, by humbly recognizing the unconditional love that God revealed to us in the Word made flesh, may we experience the healing, joy and peace brought by the Child Jesus.

Santo Padre:

Saluto i pellegrini di lingua inglese. Nell’imminenza del Santo Natale, invoco su voi e sulle vostre famiglie la gioia e la pace nel Signore Gesù. Dio vi benedica!

Speaker:

I greet the English-speaking pilgrims and visitors. As we prepare to celebrate Christmas, I invoke upon you and your families joy and peace in our Lord Jesus Christ. May God bless you!

 

In lingua tedesca

Speaker:

Liebe Brüder und Schwestern, in dieser Katechese zwei Tage vor Heiligabend wollen wir an der Weihnachtskrippe verschiedene geistliche Aspekte der Geburt Jesu Christi betrachten. Da ist zunächst der Engel, ein Bote Gottes, der den armen und demütigen Hirten dieses freudige Ereignis ankündigt. Wir sehen den Stern, der uns daran erinnert, dass Gott mit seinem Wort zuerst das Licht erschaffen hat (Gen 1,3) und dass sich das Kind in der Krippe einmal das „Licht der Welt“ nennen wird (Joh 8,12). Zum Stall von Bethlehem eilen die Hirten, die „Armen Jahwes“ (anawim Jahwe), denen Gott nach der Verheißung der Propheten zur Hilfe kommt (Jes 41,17). Und es treten die Sterndeuter auf, welche die Völker der Heiden vertreten, die von weither aus dem Osten angereist sind, um in aller Demut dem neugeborenen König der Völker zu huldigen. Die Demut ist es, die uns zur Begegnung mit Gott führt. Demütig staunen die Hirten, demütig erkennen die Weisen. Gott macht sich klein. Deshalb ist es gut, so der heilige Paul VI., »die Armen zu lieben; denn sie sind in gewisser Weise Sakrament Christi. In ihnen wollte sich Christus mystisch identifizieren. Wir müssen ihnen helfen, mit ihnen leiden und ihnen auch folgen; denn die Armut ist der sicherste Weg, um zum vollen Besitz der Reiches Gottes zu gelangen« (Homilie, 1. Mai 1969).

Santo Padre:

Rivolgo un saluto natalizio ai pellegrini di lingua tedesca. Il Natale è un tempo propizio per condividere nelle famiglie la gioia della nascita del nostro Redentore e fratello Gesù. Invochiamo il Bambino divino che ci protegga dalla pandemia e da ogni altro male.

Speaker:

Einen weihnachtlichen Gruß richte ich an die Pilger deutscher Sprache. Das Christfest ist ein besonderer Anlass, die Freude über die Geburt unseres Erlösers und Bruders Jesus Christus zu teilen. Bitten wir das Göttliche Kind, uns vor der Pandemie und allen anderen Übeln zu beschützen.

 

In lingua spagnola

Queridos hermanos y hermanas:

Cercanos a la Navidad, reflexionamos sobre el nacimiento de Jesús, que al entrar en el mundo no encontró sitio en la posada. Fueron el ángel y la estrella los que lo anunciaron y guiaron a los pastores y a los magos hacia Él. Y en estos personajes reconocemos a los pobres del mundo que son conscientes de su fragilidad y también a los que teniendo posición o riquezas no viven sometidos a ellas. Su ejemplo nos invita a recorrer la vía de la humildad, la única que conduce hacia el Señor, y volver, como ellos, trasformados y glorificando a Dios por las maravillas que habían visto y oído.

La estrella, luz creada, nos lleva a adorar a Jesús, verdadera Luz del mundo. Y para seguirla hay que buscar, ponerse en camino, correr riesgos, pedir, preguntar e, incluso, equivocarse. Hoy, quisiera llevar a Belén a los pobres que, en palabras de san Pablo VI, son sacramento de Cristo, y también a aquellos que creen no tener Dios, para que puedan comprender que sólo en Él se colman los anhelos y se llega a ser profundamente humanos.

Saludo cordialmente a los fieles de lengua española. Que el nacimiento de Cristo llene sus corazones y el mensaje de los ángeles: «Paz en la tierra a los hombres que ama el Señor» presida sus vidas, recordando que Dios nos ha amado primero. Que el Señor los bendiga. Muchas gracias y feliz Navidad.

 

In lingua portoghese

Speaker:

Um decreto do imperador César Augusto que ordenava o recenseamento geral na localidade de nascimento, leva de Nazaré até Belém José e Maria, que se encontrava grávida. Procuram alojamento, mas não encontram, e têm de se abrigar num estábulo. É aqui que nasce o Criador do universo! O Natal é um grande apelo à humildade, caminho que nos conduz a Deus; e precisamente porque nos conduz a Deus, leva-nos também ao essencial da vida. O Menino nasce e um anjo foi anunciá-l’O aos pastores, pessoas humildes que no seu íntimo são conscientes da própria insuficiência e, por isso mesmo, confiam em Deus. São eles os primeiros a ver Deus feito homem e este encontro muda-os completamente. Dirigem-se ao presépio também os Magos, representando todos os que na história procuram Deus e se põem a caminho para O encontrar. Os Magos podiam até ser grandes, segundo a lógica do mundo, mas fazem-se pequenos, humildes, e assim conseguiram encontrar Jesus e adorá-l’O, reconhecendo n’Ele o seu Deus. Queridos irmãos e irmãs, o nascimento de Jesus é um acontecimento universal. Convido todos os homens e mulheres a virem à gruta de Belém, para adorar o Filho de Deus humanado. Os lugares da primeira fila pertencem aos pobres. Porém, há espaço para todos, incluindo os que não têm fé ou são contrários à religião. Ressoa lá o anúncio da paz.

Santo Padre:

Cari fedeli di lingua portoghese, torniamo a casa custodendo nel cuore questo anelito degli angeli: pace in terra agli uomini che Dio ama. Ricordiamoci sempre di ciò: non siamo stati noi ad amare Dio per primi, ma è Lui che ha amato noi. È questo il motivo della nostra gioia. Auguro ad ognuno di voi e rispettive famiglie, un Santo Natale.

Speaker:

Queridos fiéis de língua portuguesa, voltemos para casa guardando no coração este anseio formulado pelos anjos: paz na terra aos homens que Deus ama. Recordemo-nos sempre disto: não fomos nós que primeiramente amámos Deus, mas foi Ele que nos amou primeiro. É este o motivo da nossa alegria. Desejo a cada um de vós e respetiva família, Feliz e Santo Natal.

 

In lingua araba

Speaker:

تَكَلَّمَ قَداسَةُ البابا اليَوْمَ علَى ميلادِ يسوع، وَقال: صَعِدَ يوسفُ ومريم مِنَ الناصرةِ إلى بيتَ لحم، بعدَ أنْ صَدَرَ أَمرٌ مِنَ القَيصَرِ أَوغُسطُس بِإِحْصاءِ جَميعِ أَهلِ الـمَعمورة، ولمّا وَصَلُوا إلى بيتَ لحم لم يَجِدُوا بيتًا يَسْتَقْبِلُهم، فوَلَدَت مريم ابنَها يسوع في اسطَبْل. وأرسَلَ اللهُ ملاكًا فبَشَّرَ الرُّعاةَ بِميلادِ يسوع. كانوا أناسًا مُتَواضِعين عارِفينَ أنفُسَهُم فقراء، ولِهذا كانت ثِقَتُهُم باللهِ كبيرة. كَرَّمَهُم اللهُ فكانوا أوّلَ مَن رأَوا ابنَ اللهِ المتَجَسِّد، وَرَجَعُوا "وهُم يُمَجِّدونَ اللهَ ويُسَبِّحونَه على كُلِّ ما سَمِعُوا ورَأَوا كَما قيلَ لَهُم" (لوقا 2، 20). ونَجِدُ فئةً أخرَى حَوْلَ ميلادِ يسوع وهُم المجوس الذين يُمَثِّلُونَ الشُّعوبَ الوَثَنِيَّة، وكُلَّ الذين يَبحَثُونَ عَنِ الله، في كلِّ العُصُور. مِثلَهُم يُمكِنُ أنْ يكونَ الأغنياءُ والأقوياء، لكنْ ليسَ الذينَ هُم عبيدٌ لِما يَملِكُون. وقالَ قداسَتُه: التواضعُ وَحْدَهُ هوَ الذي يَجْعَلُنا نَخْتَبِرُ الحقيقةَ والفرحَ الحَقيقي وَمَعْرِفَةَ الأمورِ المُهِمَّة. بدُونِ التواضُعِ نحنُ بعيدونَ عَنْ فَهْمِ اللهِ وعَنْ فَهْمِ أنفُسِنا. وبدونِ التواضُعِ لا نَستَطيعُ أنْ نَجِدَ الله. واختَتَمَ قداسَةُ البابا بِقَولِه: أوَدُّ أنْ أذهبَ إلى المغارةِ وأصْطَحِبَ معي الفقراءَ والمتألمينَ وكلَّ المعذّبينَ في الأرض، وأيضًا كلَّ الذينَ لا يُؤمِنُونَ وَيَبحَثُونَ عَنِ الله. مَعَ العِلْمِ الأكِيد، أنّ اللهَ هوَ الذي أحَبَّنا أوّلًا فَصارَ بَشَرًا وَسَكَنَ بَيْنَنا لِيُخَلِّصَنا. وصارَ لِلمَحَبَّةِ اسمٌ وَوَجْه، هو يسوعُ المسيح الذي هو أساسُ فرحِنا.

Santo Padre:

Saluto i fedeli di lingua araba. Il Natale è una chiamata per fare del bene, diffondere gioia e tendere la mano a chi è nel bisogno. Ricordiamo le parole di Gesù Cristo: «Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me» (Mt 25,40). Auguro a tutti Buon Natale!

Speaker:

أحيّي المؤمنينَ الناطقينَ باللغةِ العربيّة. عيدُ الميلادِ المَجيد هو دَعْوَةٌ لِنَصْنَعَ الخَيْرَ وَلْنَنْشُرَ الفَرَحَ وَلْنَمُدَّ يَدَ العَونِ لِلمُحتاجِين. لِنَتَذَكَّرْ قَوْلَ يسوع المسيح: "كُلَّما صَنعتُم شَيئاً مِن ذَلِكَ لِواحِدٍ مِنْ إِخوتي هؤُلاءِ الصِّغار، فلي قَدْ صَنَعْتُمُوه" (متى 25، 40). أتَمَنَّى لَكُم جَميعًا عِيدَ مِيلادٍ مَجيد!

 

In lingua polacca

Speaker:

Drodzy bracia i siostry, dziś, na kilka dni przed Bożym Narodzeniem, pragnę przypomnieć o narodzinach Jezusa.

Józef i Maryja udali się z Nazaretu do Betlejem. Skoro tylko przybyli, natychmiast szukali miejsca na nocleg, ale niestety nie znaleźli go i Maryja musiała rodzić w stajni.

Potem anioł, posłaniec Boga, ogłosił narodziny Jezusa prostym pasterzom, a gwiazda, która przypomina, że Dzieciątko będzie „światłością świata”, wskazała Magom drogę do Betlejem.

Pasterze, uosabiając ubogich Izraela, ludzi pokornych, i właśnie z tego powodu bardziej niż inni ufających Bogu, są pierwszymi, którzy widzą Syna Bożego, który stał się człowiekiem.

Magowie, którzy ze Wschodu wyruszyli na poszukiwanie Króla Żydowskiego, którego w sercu utożsamiali z Bogiem, reprezentują tych wszystkich, którzy szukają Boga i wyruszają, aby Go odnaleźć.

Przesłanie Ewangelii jest jasne: narodziny Jezusa są wydarzeniem uniwersalnym, dotyczącym wszystkich ludzi.

Drodzy bracia i siostry, tylko pokora jest drogą, która prowadzi nas do Boga. Każdy człowiek jest powołany do szukania Boga, i z pomocą Jego łaski może Go znaleźć.

Powróćmy do domu z życzeniami aniołów: „na ziemi pokój ludziom Jego upodobania” (Łk 2,14). A adorując Syna Bożego, który stał się człowiekiem, pamiętajmy, że to „Bóg sam pierwszy nas umiłował” (1J 4, 19).

Santo Padre:

Saluto cordialmente tutti i Polacchi.

Durante le Festività Natalizie vi accompagni la gioia che scaturisce dalla consapevolezza che, senza nessun nostro merito, Dio ci ha amati con un amore così concreto tanto da farsi carne e abitare in mezzo a noi.

Questo Amore che ha un nome: Gesù. Egli nasca nei vostri cuori, nelle vostre case e nelle vostre famiglie.

Vi benedico di cuore!

Speaker:

Pozdrawiam serdecznie wszystkich Polaków.

Podczas Świąt Bożego Narodzenia niech Wam towarzyszy radość wynikająca ze świadomości, że bez żadnej naszej zasługi, Bóg nas umiłował miłością tak konkretną, że stała się ciałem i zamieszkała pośród nas.

Niech ta Miłość, która ma na imię Jezus, narodzi się w Waszych sercach, w Waszych domach i w Waszych rodzinach.

Z serca Wam błogosławię!

 

In lingua italiana

Rivolgo un cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua italiana, in particolare alla Delegazione del Comune di Bolsena e a quella del Premio sportivo Fair play. Saluto con affetto i pescatori di Mazara del Vallo, accompagnati dal Vescovo e dalle Autorità civili. A distanza di un anno dalla drammatica esperienza del sequestro e della prigionia, desidero rinnovare a voi e alle vostre famiglie la mia solidarietà, il mio incoraggiamento e la mia preghiera.

Il mio pensiero va infine, come di consueto, agli anziani, agli ammalati, ai giovani e agli sposi novelli.

Ci stiamo preparando alla ormai prossima solennità del Natale, invocando la venuta dell’atteso “Re delle genti”. Possiate predisporvi con fede a riconoscere nel Bambino di Betlemme il Signore dell’intera vostra esistenza, contemplando nella semplicità del presepe il Figlio di Dio, che porta grazia e salvezza.

Augurando a tutti un sereno e santo Natale, di cuore vi benedico.

 

Appello del Santo Padre

Durante il mio viaggio a Cipro e in Grecia ho potuto toccare con mano, ancora una volta, l’umanità ferita dei profughi e dei migranti. Ho anche constatato come solo alcuni Paesi europei stiano sopportando la maggior parte delle conseguenze del fenomeno migratorio nell’area mediterranea, mentre in realtà esso richiede una responsabilità condivisa da tutti, dalla quale nessun Paese può esimersi, perché è un problema di umanità.

In particolare, grazie alla generosa apertura delle autorità italiane, ho potuto portare a Roma un gruppo di persone, che ho conosciuto durante il mio viaggio: oggi sono qui in mezzo a noi alcuni di loro. Benvenuti! Ce ne faremo carico, come Chiesa, nei prossimi mesi. È un piccolo segno, che spero serva da stimolo per gli altri Paesi europei, affinché permettano alle realtà ecclesiali locali di farsi carico di altri fratelli e sorelle che vanno urgentemente ricollocati, accompagnati, promossi e intregrati.

Sono tante, infatti, le Chiese locali, le congregazioni religiose e le organizzazioni cattoliche che sono pronte ad accoglierli e accompagnarli verso una feconda integrazione. Serve solo aprire una porta, la porta del cuore! Non manchiamo di farlo in questo Natale!

© http://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino.html - 22 dicembre 2021