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francescoL’Udienza Generale di questa mattina si è svolta alle ore 9.15 in Piazza San Pietro dove il Santo Padre ha incontrato gruppi di pellegrini e fedeli provenienti dall’Italia e da ogni parte del mondo.

Nel discorso in lingua italiana, riprendendo il ciclo di catechesi sul “Padre Nostro”, il Papa ha incentrato la sua meditazione su “Rimetti a noi i nostri debiti” (Brano biblico: Dalla Prima Lettera di San Giovanni Apostolo, 1, 8-9).

Dopo aver riassunto la Sua catechesi in diverse lingue, il Santo Padre ha indirizzato particolari espressioni di saluto ai gruppi di fedeli presenti.

L’Udienza Generale si è conclusa con il canto del Pater Noster e la Benedizione Apostolica.

Catechesi del Santo Padre in lingua italiana

Cari fratelli e sorelle, buongiorno! La giornata non è tanto bella, ma buongiorno lo stesso!

Dopo aver chiesto a Dio il pane di ogni giorno, la preghiera del “Padre nostro” entra nel campo delle nostre relazioni con gli altri. E Gesù ci insegna a chiedere al Padre: «Rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori» (Mt 6,12). Come abbiamo bisogno del pane, così abbiamo bisogno del perdono. E questo, ogni giorno.

Il cristiano che prega chiede anzitutto a Dio che vengano rimessi i suoi debiti, cioè i suoi peccati, le cose brutte che fa. Questa è la prima verità di ogni preghiera: fossimo anche persone perfette, fossimo anche dei santi cristallini che non deflettono mai da una vita di bene, restiamo sempre dei figli che al Padre devono tutto. L’atteggiamento più pericoloso di ogni vita cristiana qual è? È l’orgoglio. È l’atteggiamento di chi si pone davanti a Dio pensando di avere sempre i conti in ordine con Lui: l’orgoglioso crede che ha tutto al suo posto. Come quel fariseo della parabola, che nel tempio pensa di pregare ma in realtà loda sé stesso davanti a Dio: “Ti ringrazio, Signore, perché io non sono come gli altri”. E la gente che si sente perfetta, la gente che critica gli altri, è gente orgogliosa. Nessuno di noi è perfetto, nessuno. Al contrario il pubblicano, che era dietro, nel tempio, un peccatore disprezzato da tutti, si ferma sulla soglia del tempio, e non si sente degno di entrare, e si affida alla misericordia di Dio. E Gesù commenta: «Questi, a differenza dell’altro, tornò a casa sua giustificato» (Lc 18,14), cioè perdonato, salvato. Perché? Perché non era orgoglioso, perché riconosceva i suoi limiti e i suoi peccati.

Ci sono peccati che si vedono e peccati che non si vedono. Ci sono peccati eclatanti che fanno rumore, ma ci sono anche peccati subdoli, che si annidano nel cuore senza che nemmeno ce ne accorgiamo. Il peggiore di questi è la superbia che può contagiare anche le persone che vivono una vita religiosa intensa. C’era una volta un convento di suore, nell’anno 1600-1700, famoso, al tempo del giansenismo: erano perfettissime e si diceva di loro che fossero purissime come gli angeli, ma superbe come i demoni. È una cosa brutta. Il peccato divide la fraternità, il peccato ci fa presumere di essere migliori degli altri, il peccato ci fa credere che siamo simili a Dio.

E invece davanti a Dio siamo tutti peccatori e abbiamo motivo di batterci il petto – tutti! – come quel pubblicano al tempio. San Giovanni, nella sua prima Lettera, scrive: «Se diciamo di essere senza peccato, inganniamo noi stessi e la verità non è in noi» (1 Gv 1,8). Se tu vuoi ingannare te stesso, dì che non hai peccato: così ti stai ingannando.

Siamo debitori anzitutto perché in questa vita abbiamo ricevuto tanto: l’esistenza, un padre e una madre, l’amicizia, le meraviglie del creato... Anche se a tutti capita di attraversare giorni difficili, dobbiamo sempre ricordarci che la vita è una grazia, è il miracolo che Dio ha estratto dal nulla.

In secondo luogo siamo debitori perché, anche se riusciamo ad amare, nessuno di noi è capace di farlo con le sue sole forze. L’amore vero è quando possiamo amare, ma con la grazia di Dio. Nessuno di noi brilla di luce propria. C’è quello che i teologi antichi chiamavano un “mysterium lunae” non solo nell’identità della Chiesa, ma anche nella storia di ciascuno di noi. Cosa significa, questo “mysterium lunae”? Che è come la luna, che non ha luce propria: riflette la luce del sole. Anche noi, non abbiamo luce propria: la luce che abbiamo è un riflesso della grazia di Dio, della luce di Dio. Se ami è perché qualcuno, all’esterno di te, ti ha sorriso quando eri un bambino, insegnandoti a rispondere con un sorriso. Se ami è perché qualcuno accanto a te ti ha risvegliato all’amore, facendoti comprendere come in esso risiede il senso dell’esistenza.

Proviamo ad ascoltare la storia di qualche persona che ha sbagliato: un carcerato, un condannato, un drogato…conosciamo tanta gente che sbaglia nella vita. Fatta salva la responsabilità, che è sempre personale, ti domandi qualche volta chi debba essere incolpato dei suoi sbagli, se solo la sua coscienza, o la storia di odio e di abbandono che qualcuno si porta dietro.

E questo è il mistero della luna: amiamo anzitutto perché siamo stati amati, perdoniamo perché siamo stati perdonati. E se qualcuno non è stato illuminato dalla luce del sole, diventa gelido come il terreno d’inverno.

Come non riconoscere, nella catena d’amore che ci precede, anche la presenza provvidente dell’amore di Dio? Nessuno di noi ama Dio quanto Lui ha amato noi. Basta mettersi davanti a un crocifisso per cogliere la sproporzione: Egli ci ha amato e sempre ci ama per primo.

Preghiamo dunque: Signore, anche il più santo in mezzo a noi non cessa di essere tuo debitore. O Padre, abbi pietà di tutti noi!

Sintesi della catechesi e saluti nelle diverse lingue

In lingua francese

Speaker:

Frères et sœurs, de même que nous avons besoin de pain, nous avons besoin de pardon. Tel est le sens de cette parole du Notre Pèreque nous approfondissons aujourd’hui : «Pardonne-nous nos offenses…». Toute prière suppose la conscience de cette vérité première que nous sommes des fils et que nous devons tout à notre Père, attitude contraire au sentiment d’orgueil de celui qui croit être meilleur que les autres, en règle avec Dieu. Nous sommes tous pécheurs devant Dieu, et nous sommes redevables envers lui. D’abord parce que nous avons beaucoup reçu de lui en cette vie, même si elle est parfois difficile. Ensuite, parce que nous ne sommes pas capables d’aimer par nos seules forces. Si nous aimons, c’est parce que quelqu’un, à côté de nous, nous a éveillés à l’amour, nous faisant comprendre que cela est le plus important de l’existence. Nous aimons parce que nous avons été aimés, nous pardonnons, parce que nous avons été pardonnés. Comment ne pas reconnaître, dans la chaîne d’amour qui nous a précédés, la présence providentielle de l’amour de Dieu?

Santo Padre:

Saluto cordialmente i pellegrini francofoni, in particolare i giovani delle diocesi di Rouen e di Le Havre, accompagnati dai loro rispettivi vescovi: monsignor Dominique Lebrun e monsignor Jean-Luc Brunin, nonché i numerosi gruppi di giovani francesi. Poiché presto celebreremo la Passione e la Risurrezione di Gesù, ricordiamoci che sulla croce Dio ci ha amato più di quanto noi non lo ameremo mai, pertanto chiediamogli di avere pietà di noi. Dio vi benedica!

Speaker:

Je salue cordialement les pèlerins de langue française, en particulier les jeunes des diocèses de Rouen et du Havre accompagnés de leurs évêques respectifs, Monseigneur Dominique Lebrun et Monseigneur Jean-Luc Brunin, ainsi que les nombreux groupes de jeunes venus de France. Alors que nous allons bientôt célébrer la passion et la résurrection de Jésus, souvenons-nous que, sur la croix, Dieu nous a aimés plus que nous ne l’aimerons jamais, et demandons-lui d’avoir pitié de nous. Que Dieu vous bénisse!

In lingua inglese

Speaker:

Dear Brothers and Sisters: In our continuing catechesis on the “Our Father”, we now consider how Jesus teaches us to ask God to “forgive us our trespasses as we forgive those who trespass against us” (Mt 6:12). Just as we need bread, so we have need of forgiveness. Every day! In the original Greek of Matthew’s Gospel, the word used for ‘trespasses’ carries the meaning of being in debt, and so Christians pray asking that God will forgive their debts. We are truly in debt to God because everything we have has come as a gift from him: our life, parents, friends, creation itself. Likewise, we are only capable of loving because we have been loved first; we are able to forgive only because we ourselves have received forgiveness. How can we not recognise, in the bonds of love that precede us, the providential presence of God’s love? None of us can love God as he has loved us. We need only gaze at a crucifix to realize this. Let us pray, then, that even the holiest in our midst will never cease to be in debt to the Lord. O Father, have mercy on us all!

Santo Padre:

Saluto i pellegrini di lingua inglese presenti all’Udienza odierna, specialmente quelli provenienti da Inghilterra, Irlanda, Belgio, Danimarca, Norvegia, Australia, Sri Lanka e Stati Uniti d’America. A tutti auguro che il cammino quaresimale ci porti alla Pasqua con cuori purificati e rinnovati dalla grazia dello Spirito Santo. Su voi e sulle vostre famiglie invoco la gioia e la pace in Cristo nostro Redentore!

Speaker:

I greet the English-speaking pilgrims and visitors taking part in today’s Audience, especially those from England, Ireland, Belgium, Denmark, Norway, Australia, Sri Lanka and the United States of America. May the Lenten journey bring us to Easter with hearts purified and renewed by the grace of the Holy Spirit. Upon you and your families I invoke joy and peace in Christ our Redeemer!

In lingua tedesca

Speaker:

Liebe Brüder und Schwestern, nach der Bitte um das tägliche Brot geht das Vaterunser auf den Bereich unserer Beziehung zu den anderen ein: „Vergib uns unsere Schuld, wie auch wir vergeben unseren Schuldigern“. Der Christ muss sich in jedem Gebet der Wahrheit bewusst sein, dass er dem himmlischen Vater gegenüber immer in der Schuld steht. Die gefährlichste Haltung für ein christliches Leben ist daher der Stolz. Er kann sich versteckt ins Herz einnisten und uns meinen lassen, dass wir besser als die anderen und mit Gott immer im Reinen sind. In Wirklichkeit sind wir in allem Gottes Schuldner; einerseits, weil wir in diesem Leben, in das uns der Herr aus dem Nichts gerufen hat, das Wichtigste empfangen haben: die Existenz, Vater und Mutter, die Freundschaft, die Wunderwerke der Schöpfung. Andererseits stehen wir in Gottes Schuld, weil wir es aus eigner Kraft nicht schaffen, vollkommen zu lieben. Wir können nur lieben, weil Christus uns Sünder zuerst geliebt hat. Wie der Mond nur durch das Licht der Sonne scheinen kann, so können wir nur durch das Licht Christi in dieser Welt leuchten. Jeder von uns verdankt dem Herrn also alles: Wir lieben, weil wir zuerst geliebt sind. Wir können vergeben, weil uns Vergebung geschenkt wurde.

Santo Padre:

Saluto di cuore i pellegrini di lingua tedesca. Un particolare benvenuto alla commissione culturale della provincia di Waldshut-Tiengen in Germania, al gruppo della pastorale giovanile Thurgau in Svizzera e ai chierichetti da Eupen in Belgio. Viviamo sempre nella gratitudine per l’immensa bontà di Dio che in Gesù ci ricolma della sua grazia.

Speaker:

Von Herzen grüße ich die Pilger deutscher Sprache. Besonders heiße ich den Kulturausschuss des Landkreises Waldshut-Tiengen in Deutschland, die Jugendseelsorge Thurgau in der Schweiz und die Ministranten aus Eupen in Belgien willkommen. Leben wir immer in der Dankbarkeit für die unermessliche Güte Gottes, der uns in Jesus mit seiner Gnade erfüllt.

In lingua spagnola

Queridos hermanos:

Consideramos hoy la petición del Padre nuestro, que dice: “Perdona nuestras ofensas, como también nosotros perdonamos a los que nos ofenden”. En toda oración del cristiano se contiene una petición de perdón a Dios, ya que por muy santa que sea nuestra vida siempre somos deudores ante Dios. Por eso la soberbia es la actitud más negativa en la vida cristiana. Se arraiga en el corazón sin que muchas veces nos demos cuenta, e incluso afecta a las personas que llevan una intensa vida religiosa. Nos hace creer que somos mejores que los demás, casi semejantes a Dios, amenazando así con romper la fraternidad.

En definitiva, somos deudores porque todo lo hemos recibido: la existencia, los padres, la amistad, la belleza de la creación… En nuestra vida personal se refleja también como un mysterium lunae, es decir: un misterio de la luna. Al igual que la luna no brilla con luz propia sino que refleja la luz del sol, también nosotros reflejamos una luz que no es nuestra, sino que la hemos recibido. De esta manera, si amamos es porque hemos sido amados; si perdonamos es porque antes hemos sido perdonados. Y en esta cadena de amor que nos precede reconocemos la presencia providente de Dios que nos ama. Ninguno ama a Dios tanto como Él nos ha amado a nosotros. Basta que miremos a Cristo en la cruz para descubrir la desproporción entre su amor y el nuestro.

Saludo cordialmente a los peregrinos de lengua española provenientes de España y América Latina. Acercándonos cada vez más a las fiestas de Pascua, los animo a no dejar de mirar a Cristo en la cruz, para que su amor purifique todas nuestras vidas y nos libre del orgullo de pensar que somos autosuficientes. Que la gracia de la resurrección de Cristo transforme totalmente nuestra vida. Que Dios los bendiga.

In lingua portoghese

Speaker:

Depois de pedir «o pão nosso de cada dia», a oração do Pai-Nosso entra no campo das nossas relações com os outros: «Perdoai-nos as nossas ofensas assim como nós perdoamos a quem nos tem ofendido». Assim como temos necessidade de pão, também precisamos do perdão todos os dias. A posição mais perigosa da vida é a do orgulho: a atitude de quem se coloca diante de Deus, pensando que as suas contas com Ele estão em ordem. Como aquele fariseu da parábola que, no templo, pensava estar a rezar, quando na verdade estava apenas a louvar-se a si mesmo diante de Deus. Pelo contrário, o publicano – um pecador desprezado por todos – não se sente digno sequer de entrar no templo, fica ao fundo e confia-se à misericórdia de Deus. E Jesus comenta: «Este, o publicano, voltou para casa justificado (isto é, perdoado, salvo); e o outro, não». Há pecados que se veem e outros que passam despercebidos aos olhos dos demais e, por vezes, nem nós próprios nos damos conta. O pior destes é a soberba, o orgulho: o pecado que rompe a fraternidade, levando-nos a presumir que somos melhores do que os outros, que nos faz crer iguais a Deus. Mas, diante de Deus, somos todos pecadores; e não faltam motivos para batermos no peito, como aquele publicano no templo. Escreve São João: «se dizemos que não temos pecado, enganamo-nos a nós mesmos e a verdade não está em nós». A verdade é que ninguém ama tanto a Deus como Ele nos amou a nós. Basta fixar Jesus crucificado, para vermos a desproporção: amou-nos primeiro e não deixará jamais de nos amar.

Santo Padre:

Carissimi pellegrini di lingua portoghese, vi saluto cordialmente tutti, augurandovi – in questo tempo di Quaresima – la grazia di far esperienza della grande benedizione che è il Perdono di Dio, il quale ci rende capaci di guardare il mondo con più bontà. Così Dio benedica voi e le vostre famiglie.

Speaker:

Queridos peregrinos de língua portuguesa, de coração vos saúdo a todos, desejando-vos – neste tempo de Quaresma – a graça de experimentar a grande bênção que é o Perdão de Deus, o qual nos torna capazes de olhar o mundo com mais bondade. Assim Deus vos abençoe a vós e às vossas famílias.

In lingua araba

Speaker:

تكلم قداسة البابا اليوم، في إطار تعاليمه حول صلاة الآبانا، عن طلبة "واغفر لنا ذنوبنا كما نغفر نحن للمذنبين إلينا"، موضحا أن الإنسان كما يحتاج إلى الخبز، يحتاج يوميا إلى المغفرة. وانطلاقا من مثل العشار والفريسي أكد البابا أن أخطر تصرف في كل حياة مسيحية هو التكبر، والذي بإمكانه أن يصيب حتى الأشخاص الذين يعيشون حياة دينية وروحية مكثفة؛ لأن التكبر يجعلنا نعتبر أنفسنا أفضل من الآخرين، ويدفعنا للاعتقاد بأننا متشابهون مع الله. وانطلاقا من حقيقة أننا جميعا، أمام الله، مدينون، شرح البابا "سر القمر" الذي يضيء لأنه يستمد النور من الشمس، هكذا نحن نَحب لأن أحدا أحبنا أولا، ونغفر لأنه قد غفر لنا، في سلسلة تقودنا حتى محبة الله، التي تسبق وجودنا، وتدفعنا للاعتراف بمدى تقصيرنا، فنصرخ قارعين صدورنا، على مثال العشار: أيها الآب، ارحمنا جميعا نحن الخطأة!

Santo Padre:

Rivolgo un cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua araba, in particolare a quelli provenienti dalla Giordania, dalla Terra Santa e dal Medio Oriente. Impariamo che il perdono di Dio è legato al perdono che noi offriamo ai nostri fratelli. Dice Cristo: “perdonate, e vi sarà perdonato... perché con la misura con cui misurate, sarà rimisurato a voi” (Lc 6, 37 - 38). Il Signore vi benedica e vi protegga ‎sempre dal‎ maligno‎‎‎‏!

Speaker:

أرحب بالحاضرين الناطقين باللغة العربية، وخاصة بالقادمين من الأردن، ومن الأراضي المقدسة، ومن الشرق الأوسط. لنتعلم أن غفران الله مرتبط بالمغفرة التي نقدمها لإخواننا. يقول المسيح: "اغفروا، يغفر لكم... لأنه بالكيل الذي تكيلون به يكال لكم" (لو 6، 37 - 38). ليبارككم الرب جميعا ويحرسكم دائما من الشرير!

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In lingua polacca

Speaker:

W dzisiejszej katechezie Ojciec Święty zatrzymał się nad wezwaniem: „Odpuść nam nasze winy, jak i my odpuszczamy naszym winowajcom” (Mt 6,12). Chrześcijanin prosi Boga przede wszystkim o wybaczenie swoich win. Wobec Boga wszyscy jesteśmy grzesznikami i mamy powód, by uderzyć się w piersi, jak celnik w świątyni. Św. Jan pisze w swoim pierwszym Liście: „Jeśli mówimy, że nie mamy grzechu, to samych siebie oszukujemy i nie ma w nas prawdy” (1 J 1, 8). Jesteśmy dłużnikami przede wszystkim dlatego, że w tym życiu wiele otrzymaliśmy: istnienie, ojca i matkę, przyjaźń, cuda stworzenia... Chociaż zdarza się nam wszystkim przeżywać dni trudne, to musimy zawsze pamiętać, że życie jest łaską, jest cudem, który Bóg wydobył z nicości. Po drugie jesteśmy dłużnikami, ponieważ nawet jeśli potrafimy miłować, to nikt z nas nie jest w stanie uczynić tego o własnych siłach. Nikt z nas nie świeci własnym światłem. Miłujemy dlatego, że zostaliśmy umiłowani, wybaczamy, ponieważ otrzymaliśmy przebaczenie. Nikt z nas nie miłuje Boga tak, jak On nas umiłował. Wystarczy stanąć przed krucyfiksem, aby zrozumieć dysproporcję: On nas umiłował i zawsze nas kocha jako pierwszy. Dlatego módlmy się: Panie, nawet najświętszy pośród nas nie przestaje być twoim dłużnikiem. Ojcze, zmiłuj się nad nami wszystkimi!

Santo Padre:

Do il cordiale benvenuto ai pellegrini polacchi. Cari fratelli e sorelle, ci avviciniamo alla Domenica delle Palme che ci introdurrà nella Settimana Santa della passione del Signore. Apriamo i nostri cuori all’amore di Dio “che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha dato per tutti noi” (Rm 8, 32), per la nostra salvezza. Sia questo un tempo di misericordia e di grazia per voi e per i vostri cari. Dio vi benedica!

Speaker:

Serdecznie witam polskich pielgrzymów. Drodzy bracia i siostry, zbliżamy się do Niedzieli Palmowej, która wprowadzi nas w Wielki Tydzień męki Pańskiej. Otwórzmy nasze serca na miłość Boga, który „własnego Syna nie oszczędził, ale go za nas wszystkich wydał” (Rz 8, 32), dla naszego zbawienia. Nie to będzie czas miłosierdzia i łaski dla was i waszych bliskich. Niech Bóg wam błogosławi!

In lingua croata

Speaker:

Srdačno pozdravljam hrvatske hodočasnike, a na osobit način delegaciju Hrvatskoga vojnog učilišta, u pratnji biskupa vojnog ordinarija msgr. Jure Bogdana. Neka Božji blagoslov bude uvijek nad vama i vašim obiteljima, kako biste u povjerenom vam poslanju mogli djelovati za opće dobro ljudskoga društva. Također pozdravljam Šibensko pjevačko društvo „Kolo“, prigodom stodvadesete obljetnice osnutka. Od srca sve blagoslivljam! Hvaljen Isus i Marija!

Santo Padre:

Saluto con affetto i pellegrini croati, in modo speciale la delegazione dell’Accademia militare di Croazia, accompagnata dal Vescovo Ordinario militare Mons. Jure Bogdan. La Benedizione di Dio sia sempre su di voi e sulle vostre famiglie, affinché con la missione affidatavi possiate agire per il bene comune della società umana. Saluto altrettanto la Società corale “Kolo” di Šibenik, in occasione del centoventesimo anniversario della propria fondazione. Di cuore benedico tutti! Siano lodati Gesù e Maria!

In lingua italiana

Rivolgo un cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua italiana.

Sono lieto di accogliere le Religiose che partecipano al Corso dell’Unione Superiore Maggiori d’Italia e della Pontificia Facoltà di Scienze dell’educazione Auxilium.

Saluto i gruppi parrocchiali, specialmente quelli di Codivara e di San Marco di Castellabate; i Familiari dei militari deceduti all’estero in tempo di pace; il Conservatorio San Niccolò di Prato e gli Istituti scolastici, in particolare quello di Grottammare.

Un pensiero speciale rivolgo ai giovani, agli anziani, agli ammalati e agli sposi novelli.

Stiamo concludendo il cammino di Quaresima. La luce e la consolazione della Pasqua del Signore sono ormai vicine. Pieni di gioia e di speranza, prepariamoci a far nostri i sentimenti di Cristo e a vivere in pienezza i giorni della sua passione e glorificazione.

© http://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino.html -10 aprile 2019
24 luglio 2019 * S. Cristina vergine
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