papa francesco udienza generale 5L’Udienza Generale di questa mattina si è svolta alle ore 9.30 in Piazza San Pietro dove il Santo Padre Francesco ha incontrato gruppi di pellegrini e fedeli provenienti dall’Italia e da ogni parte del mondo.

Nel discorso in lingua italiana il Papa ha incentrato la sua meditazione sul tema: “ Speranze del mondo e speranza della croce (cfr Gv 12,24-25).

Dopo aver riassunto la Sua catechesi in diverse lingue, il Santo Padre ha indirizzato particolari espressioni di saluto ai gruppi di fedeli presenti.

L’Udienza Generale si è conclusa con il canto del Pater Noster e la Benedizione Apostolica.

Catechesi del Santo Padre in lingua italiana

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Domenica scorsa abbiamo fatto memoria dell’ingresso di Gesù in Gerusalemme, tra le acclamazioni festose dei discepoli e di molta folla. Quella gente riponeva in Gesù molte speranze: tanti attendevano da Lui miracoli e grandi segni, manifestazioni di potenza e persino la libertà dai nemici occupanti. Chi di loro avrebbe immaginato che di lì a poco Gesù sarebbe stato invece umiliato, condannato e ucciso in croce? Le speranze terrene di quella gente crollarono davanti alla croce. Ma noi crediamo che proprio nel Crocifisso la nostra speranza è rinata. Le speranze terrene crollano davanti alla croce, ma rinascono speranze nuove, quelle che durano per sempre. È una speranza diversa quella che nasce dalla croce. È una speranza diversa da quelle che crollano, da quelle del mondo. Ma di che speranza si tratta? Quale speranza nasce dalla croce?

Ci può aiutare a capirlo quello che dice Gesù proprio dopo essere entrato in Gerusalemme: «Se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto» (Gv 12,24). Proviamo a pensare a un chicco o a un piccolo seme, che cade nel terreno. Se rimane chiuso in sé stesso, non succede nulla; se invece si spezza, si apre, allora dà vita a una spiga, a un germoglio, poi a una pianta e la pianta darà frutto.

Gesù ha portato nel mondo una speranza nuova e lo ha fatto alla maniera del seme: si è fatto piccolo piccolo, come un chicco di grano; ha lasciato la sua gloria celeste per venire tra noi: è “caduto in terra”. Ma non bastava ancora. Per portare frutto Gesù ha vissuto l’amore fino in fondo, lasciandosi spezzare dalla morte come un seme si lascia spezzare sotto terra. Proprio lì, nel punto estremo del suo abbassamento – che è anche il punto più alto dell’amore – è germogliata la speranza. Se qualcuno di voi domanda: “Come nasce la speranza”? “Dalla croce. Guarda la croce, guarda il Cristo Crocifisso e da lì ti arriverà la speranza che non sparisce più, quella che dura fino alla vita eterna”. E questa speranza è germogliata proprio per la forza dell’amore: perché l’amore che «tutto spera, tutto sopporta» (1 Cor 13,7), l’amore che è la vita di Dio ha rinnovato tutto ciò che ha raggiunto. Così, a Pasqua, Gesù ha trasformato, prendendolo su di sé, il nostro peccato in perdono. Ma sentite bene come è la trasformazione che fa la Pasqua: Gesù ha trasformato il nostro peccato in perdono, la nostra morte in risurrezione, la nostra paura in fiducia. Ecco perché lì, sulla croce, è nata e rinasce sempre la nostra speranza; ecco perché con Gesù ogni nostra oscurità può essere trasformata in luce, ogni sconfitta in vittoria, ogni delusione in speranza. Ogni: sì, ogni. La speranza supera tutto, perché nasce dall’amore di Gesù che si è fatto come il chicco di grano in terra ed è morto per dare vita e da quella vita piena di amore viene la speranza.

Quando scegliamo la speranza di Gesù, a poco a poco scopriamo che il modo di vivere vincente è quello del seme, quello dell’amore umile. Non c’è altra via per vincere il male e dare speranza al mondo. Ma voi potete dirmi: “No, è una logica perdente!”. Sembrerebbe così, che sia una logica perdente, perché chi ama perde potere. Avete pensato a questo? Chi ama perde potere, chi dona, si spossessa di qualcosa e amare è un dono. In realtà la logica del seme che muore, dell’amore umile, è la via di Dio, e solo questa dà frutto. Lo vediamo anche in noi: possedere spinge sempre a volere qualcos’altro: ho ottenuto una cosa per me e subito ne voglio un’altra più grande, e così via, e non sono mai soddisfatto. È una brutta sete quella! Quanto più hai, più vuoi. Chi è vorace non è mai sazio. E Gesù lo dice in modo netto: «Chi ama la propria vita la perde» (Gv 12,25). Tu sei vorace, cerchi di avere tante cose ma … perderai tutto, anche la tua vita, cioè: chi ama il proprio e vive per i suoi interessi si gonfia solo di sé e perde. Chi invece accetta, è disponibile e serve, vive al modo di Dio: allora è vincente, salva sé stesso e gli altri; diventa seme di speranza per il mondo. Ma è bello aiutare gli altri, servire gli altri … Forse ci stancheremo! Ma la vita è così e il cuore si riempie di gioia e di speranza. Questo è amore e speranza insieme: servire e dare.

Certo, questo amore vero passa attraverso la croce, il sacrificio, come per Gesù. La croce è il passaggio obbligato, ma non è la meta, è un passaggio: la meta è la gloria, come ci mostra la Pasqua. E qui ci viene in aiuto un’altra immagine bellissima, che Gesù ha lasciato ai discepoli durante l’Ultima Cena. Dice: «La donna, quando partorisce, è nel dolore, perché è venuta la sua ora; ma, quando ha dato alla luce il bambino, non si ricorda più della sofferenza, per la gioia che è venuto al mondo un uomo» (Gv 16,21). Ecco: donare la vita, non possederla. E questo è quanto fanno le mamme: danno un’altra vita, soffrono, ma poi sono gioiose, felici perché hanno dato alla luce un’altra vita. Dà gioia; l’amore dà alla luce la vita e dà persino senso al dolore. L’amore è il motore che fa andare avanti la nostra speranza. Lo ripeto: l’amore è il motore che fa andare avanti la nostra speranza. E ognuno di noi può domandarsi: “Amo? Ho imparato ad amare? Imparo tutti i giorni ad amare di più?”, perché l’amore è il motore che fa andare avanti la nostra speranza.

Cari fratelli e sorelle, in questi giorni, giorni di amore, lasciamoci avvolgere dal mistero di Gesù che, come chicco di grano, morendo ci dona la vita. È Lui il seme della nostra speranza. Contempliamo il Crocifisso, sorgente di speranza. A poco a poco capiremo che sperare con Gesù è imparare a vedere già da ora la pianta nel seme, la Pasqua nella croce, la vita nella morte. Vorrei ora darvi un compito da fare a casa. A tutti ci farà bene fermarci davanti al Crocifisso – tutti voi ne avete uno a casa - guardarlo e dirgli: “Con Te niente è perduto. Con Te posso sempre sperare. Tu sei la mia speranza”. Immaginiamo adesso il Crocifisso e tutti insieme diciamo a Gesù Crocifisso per tre volte: “Tu sei la mia speranza”. Tutti: “Tu sei la mia speranza”. Più forte! “Tu sei la mia speranza”. Grazie.

 

Sintesi della catechesi e saluti nelle diverse lingue

In lingua francese

Speaker:

Frères et sœurs, après les acclamations de la foule lors de l’entrée de Jésus à Jérusalem, les espérances terrestres de ces gens se sont écroulées devant la croix. En réalité, notre espérance est autre que celle du monde. Jésus a porté au monde une espérance nouvelle. Comme le grain de blé tombé en terre meurt et porte beaucoup de fruit, c’est au plus profond de l’abaissement de Jésus – qui est aussi le sommet de l’amour – qu’a germé notre espérance. Elle a germé par la force de l’amour. A Pâques, Jésus a transformé notre péché en pardon, notre mort en résurrection, notre peur en confiance. Quand nous choisissons de suivre Jésus, nous découvrons peu à peu qu’il n’y a pas d’autre chemin que l’amour humble pour vaincre le mal et donner espérance au monde. C’est le chemin de Dieu, le seul qui donne du fruit. Certes cet amour passe par la croix, le sacrifice, comme pour Jésus. La croix est le passage obligé, mais ce n’est pas le but. Le but c’est la gloire, comme nous le montre Pâques. L’amour fait naître la vie et donne sens à la souffrance. L’amour est le moteur qui fait progresser notre espérance.

Santo Padre:

Sono lieto di accogliere i pellegrini di lingua francese, in particolare i partecipanti all’incontro UNIV e i fedeli venuti da Francia e Belgio. Nel corso di questa Settimana Santa, vi invito a contemplare il Crocifisso, per capire che sperare con Gesù significa imparare a vedere già la resurrezione nella croce, la vita nella morte. Guardatelo dicendogli: con te niente è perduto, con te possiamo sempre sperare! Dio vi benedica!

Speaker:

Je suis heureux d’accueillir les pèlerins de langue française, en particulier les participants à la rencontre UNIV et les fidèles venant de France et de Belgique. Au cours de cette Semaine Sainte, je vous invite à contempler le Crucifié, pour comprendre qu’espérer avec Jésus c’est apprendre à voir déjà la résurrection dans la croix, la vie dans la mort. Regardez-le en lui disant: Avec toi rien n’est perdu, avec toi nous pouvons toujours espérer! Que Dieu vous bénisse !

 

In lingua inglese

Speaker:

Dear Brothers and Sisters: During this Holy Week, our continuing catechesis on Christian hope looks to the mystery of the Cross. Unlike worldly hopes, which fail to bring lasting satisfaction, our Christian hope is grounded in God’s eternal love, revealed in the mystery of Christ’s sacrificial death and his rising to new life. Jesus, in speaking of his imminent passion and death, uses the image of the seed that must fall to the ground and die, in order to bear fruit. His saving death and resurrection show that the self-giving love that is God’s very life can transform darkness into light, sin into forgiveness, apparent defeat into eternal victory. The Cross of Christ is thus the source of that unfailing hope which gives meaning and direction to our lives. Beyond the shadow of the Cross, we glimpse the glory to which we are called. As we celebrate these holy days leading to Easter, may we contemplate in the crucified Lord the source of our lasting hope and the inspiration for our efforts to live in imitation of his undying love.

Santo Padre:

Saluto i pellegrini di lingua inglese presenti all’odierna Udienza, specialmente quelli provenienti da Inghilterra, Nigeria, Australia, Canada e Stati Uniti d’America. Rivolgo un saluto particolare ai numerosi gruppi di studenti qui presenti. A tutti auguro che questa Settimana Santa ci prepari a celebrare la risurrezione del Signore Gesù con cuore purificato e rinnovato dalla grazia dello Spirito Santo. Dio vi benedica!

Speaker:

I greet the English-speaking pilgrims and visitors taking part in today’s Audience, particularly the groups from England, Nigeria, Australia, Canada and the United States of America. I offer a particular greeting to many student groups present. May this Lenten journey bring all of us to Easter with hearts purified and renewed by the grace of the Holy Spirit. God bless you!

 

In lingua tedesca

Speaker:

Liebe Brüder und Schwestern, in der heutigen Katechese wollen wir die Hoffnung, die das Geheimnis des Kreuzes schenkt, betrachten. Gleich nach seinem Einzug in Jerusalem erklärt Jesus: „Wenn das Weizenkorn nicht in die Erde fällt und stirbt, bleibt es allein; wenn es aber stirbt, bringt es reiche Frucht“ (Joh 12,24). Christus selbst macht sich klein wie ein Weizenkorn. Er hat die Herrlichkeit des Himmels verlassen und ist gleichsam „auf die Erde gefallen“. In der äußersten Erniedrigung, im Kreuzestod ist der Same seiner Liebe aufgebrochen und hat so reiche Frucht gebracht – Hoffnung ist aufgebrochen. In seinem Tod und seiner Auferstehung verwandelt der Herr unsere Schuld in Vergebung, unseren Tod in Auferstehung, unsere Angst in Zuversicht, unsere Dunkelheit in Licht, unsere Enttäuschung in Hoffnung. Der Same, der stirbt – das ist die Logik der demütigen Liebe. Das ist der Weg Gottes, der allein Frucht bringt. Auch unsere Berufung ist es, Same der Hoffnung für die Welt zu werden. Es ist wahr, dieser Weg der Liebe geht über das Kreuz, das Opfer, die Selbsthingabe. Aber das Ziel ist die Auferstehung, das Leben in Fülle.

Santo Padre:

Rivolgo un cordiale saluto a tutti i pellegrini di lingua tedesca, in particolare ai membri ed amici del Regnum Christi di Bad Münstereifel. Contempliamo il mistero di Gesù, che con la sua morte in croce ha portato molto frutto per tutti noi. Incoraggio specialmente i tanti giovani presenti: Siate seme di speranza per i vostri vicini! Dio vi benedica tutti.

Speaker:

Einen herzlichen Gruß richte ich an alle Pilger deutscher Sprache, insbesondere an die Mitglieder und Freunde des Regnum Christi aus Bad Münstereifel. Betrachten wir das Geheimnis Jesu, der mit seinem Tod am Kreuz für uns alle reiche Frucht gebracht hat. Gerade die vielen Jugendlichen ermutige ich: Seid ein Same der Hoffnung für eure Mitmenschen! Gott segne euch alle.


In lingua spagnola

Queridos hermanos y hermanas:

El pasado domingo hemos hecho memoria de la entrada de Jesús en Jerusalén. Muchas de las personas que acudieron con palmas a recibirlo lo hicieron con expectativas mundanas: buscaban milagros, prodigios, la expulsión de los invasores. Todo ello se derrumbó ante el misterio de la cruz. Nosotros por el contrario creemos que del Crucificado renace nuestra esperanza por la fuerza de su amor.

Jesús lo explica con la imagen del grano de trigo que cae en tierra, si éste permanece cerrado en sí mismo, no sucede nada, pero si se rompe y se abre, entonces da vida a una planta que producirá fruto. Él es grano que ha caído en tierra desde el cielo y ha transformado el miedo, el pecado y la muerte, en alegría, perdón y resurrección.

En esta Pascua, estamos llamados a seguir el ejemplo de Nuestro Señor. El amor más grande es el de aquel que se entrega sin reservas y da todo lo que tiene. El que se pone al servicio de los demás es simiente de esperanza.

Saludo cordialmente a los peregrinos de lengua española, en particular a los grupos provenientes de España y Latinoamérica. Los exhorto a caminar hacia la meta de nuestra esperanza, contemplando la cruz como el dolor de una madre en el momento de dar a luz. Cuando la nueva vida nazca, no recordaremos el sufrimiento, porque la alegría pascual inundará todo con su luz. Que Dios los bendiga.

 

In lingua portoghese

Speaker:

Jesus trouxe ao mundo uma esperança nova, comportando-Se como a semente: fez-Se pequeno como um grão de trigo caído na terra, que se desintegra e morre para dar fruto. No ponto extremo do seu abaixamento, que é também o ponto mais alto do amor, germinou a esperança. E germinou precisamente pela força do amor, pois o amor, que é a vida de Deus, renovou tudo o que atingiu. Jesus transformou o nosso pecado em perdão, a nossa morte em ressurreição, o nosso medo em confiança. Assim, na cruz, nasceu e renasce sempre a nossa esperança. Quando escolhemos a esperança de Jesus, pouco a pouco descobrimos que a forma vitoriosa de viver é a da semente que morre. Não há outro caminho para vencer o mal e dar esperança ao mundo. É verdade que este amor passa pela cruz, pelo sacrifício, como sucedeu com Jesus. A cruz é passagem obrigatória, mas não é o destino: o destino é a glória, como nos mostra a Páscoa. Nestes dias da Semana Santa, deixemo-nos envolver pelo mistério de Jesus que, morrendo como o grão de trigo, nos dá vida. É Ele a semente da nossa esperança. Contemplemos Jesus crucificado, fonte de esperança. Pouco a pouco compreenderemos que esperar com Jesus é aprender a ver, já desde agora, a planta na semente, a Páscoa na cruz, a vida na morte. Far-nos-á bem parar diante do Crucificado, fixá-Lo e dizer-Lhe: «Convosco nada está perdido. Convosco sempre posso esperar. Vós sois a minha esperança».

 

Santo Padre:

Saluto di cuore tutti i pellegrini di lingua portoghese, in particolare i fedeli di Braga, i funzionari del Comune di Gondomar e i membri dell’«Università Seniore» di Lousada. Prendete come amica e modello di vita la Vergine Maria, che è rimasta presso la croce di Gesù, amando, anche Lei, fino alla fine. Chi ama passa dalla morte alla vita: è l’amore che fa la Pasqua. A voi tutti e ai vostri cari auguro una serena e santa Pasqua.

Speaker:

De coração saúdo todos os peregrinos de língua portuguesa, com menção particular dos fiéis de Braga, os funcionários da Câmara Municipal de Gondomar e os membros da Universidade Sénior de Lousada. Tomai como amiga e modelo de vida a Virgem Maria, que permaneceu ao pé da cruz de Jesus, amando, também Ela, até ao fim. Quem ama passa da morte à vida: é o amor que faz a Páscoa. A todos vós e aos vossos entes queridos, desejo uma serena e santa Páscoa.

 

In lingua araba

Speaker:

أيّها الإخوة والأخوات الأعزّاء، يوم الأحد الماضي أحيينا ذكرى دخول يسوع إلى أورشليم، بين هتافات التلاميذ والحشد الكبير. لقد كان هؤلاء الناس يضعون رجاء كبيرًا في يسوع. من كان منهم يتوقّع أنّ يسوع سيُذَلُّ ويُحاكَم ويُقتل على الصّليب؟ لقد انهارت الآمال الأرضيّة لهؤلاء الأشخاص أمام الصّليب. ولكن نحن نؤمن أنّ رجاءنا وُلد مجدّدًا في المصلوب، إنّه رجاء مختلف عن رجاء العالم. عن أيّ رجاء نتكلّم إذًا؟ ما يمكنه مساعدتنا في فهم هذا الأمر هو ما قاله يسوع بعد دخوله إلى أورشليم: "إنَّ حَبَّةَ الحِنطَةِ الَّتي تَقَعُ في الأَرض إِن لَم تَمُتْ تَبقَ وَحدَها. وإذا ماتَت، أَخرَجَت ثَمَراً كثيراً". لقد حمل يسوع رجاء جديدًا إلى العالم وفعل ذلك على غرار البذرة: صار صغيرًا، كحبّة الحنطة؛ ترك مجده السماويّ ليأتي بيننا: ووقع في الأرض. ولم يكن ذلك كافيًا. بل ليحمل ثمرًا عاش يسوع المحبّة حتى النّهاية، وسمح للموت أن يقسمه كبذرة تحت الأرض. وهناك وفي أقصى نقطة في اتّضاعه نَبَتَ الرّجاء. ونَبَتَ بقوّة المحبّة. وهكذا في الفصح، حوّل يسوع خطيئتنا إلى مغفرة وموتنا إلى قيامة وخوفنا إلى ثقة، آخذًا إياها على عاتقه. أيّها الإخوة والأخوات الأعزّاء، خلال هذه الأيام، لنسمح أن يغمرنا سرّ يسوع الذي، وكحبّة الحنطة، مات ليعطينا الحياة. إنّه بذرة رجائنا. لنتأمّل بالمصلوب ينبوع رجائنا؛ فسنفهم شيئًا فشيئًا أنّ الرّجاء مع يسوع هو أن نتعلّم أن نرى منذ الآن النبتة في البذرة والفصح في الصليب والحياة في الموت. سيفيدنا أن نتوقّف أمام المصلوب وننظر إليه ونقول له: "معك لا أفقد شيئًا. معك يمكنني أن أرجو على الدّوام. أنت رجائي".

Santo Padre:

Rivolgo un cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua araba, in particolare a quelli provenienti dal Medio Oriente! Cari fratelli e sorelle, domani inizia il Triduo Pasquale: mentre tenete fisso lo sguardo sulla passione e la morte del Signore, accogliete nei vostri cuori la grandezza del suo amore e riempite della gioia della Risurrezione la vostra vita. Buona Pasqua!

Speaker:

أُرحّبُ بالحجّاجِ الناطقينَ باللغةِ العربيّة، وخاصّةً بالقادمينَ من الشّرق الأوسط. أيّها الإخوةُ والأخواتُ الأعزّاء، غدًا تبدأ الثلاثيّة الفصحيّة، وفيما تحدِّقون النظر بآلام وموت الربّ، إقبلوا في قلوبكم عظمة محبّته واملأوا حياتكم بفرح القيامة. أتمنّى لكم فصحًا مجيدًا!

 

In lingua polacca

Speaker:

Zaraz po wjeździe do Jerozolimy Jezus powiedział: „Jeżeli ziarno pszenicy wpadłszy w ziemię nie obumrze, zostanie tylko samo, ale jeżeli obumrze, przynosi plon obfity” (J 12,24). On sam przyniósł światu nową nadzieję, stając się jak to nasienie. Aby przynieść owoc, żył miłością do końca, dając się złamać przez śmierć, obumierając jak ziarno pod ziemią. Właśnie tam, w skrajnym punkcie uniżenia – który jest również najwznioślejszym punktem miłości – wzeszła nadzieja. W wydarzeniu Paschy Jezus przekształcił nasz grzech w przebaczenie, naszą śmierć w zmartwychwstanie, nasz lęk w zaufanie. Oto dlaczego tam, na krzyżu, zrodziła się i zawsze rodzi się na nowo nasza nadzieja.

Prawdziwa miłość przechodzi przez krzyż, przez ofiarę… Krzyż jest konieczny, ale nie jest celem. Celem jest chwała, jak nam to ukazuje Pascha. Miłość rodzi życie i nadaje sens cierpieniu. Miłość rodzi nadzieję.

Dlatego szczególnie w tych dniach pozwólmy, aby nas ogarnęła tajemnica Jezusa, który, umierając jak ziarno pszenicy, daje nam życie. On jest ziarnem naszej nadziei. Kontemplujmy krzyż jako źródło nadziei. Uczmy się w ziarnie widzieć przyszłą roślinę, w krzyżu Paschę, a w śmierci życie.

Santo Padre:

Saluto cordialmente i pellegrini polacchi. Cari fratelli e sorelle, stiamo entrando nei misteri della passione, della morte e della risurrezione del Signore. Il Triduo Pasquale sia per voi e per i vostri cari tempo di speranza che porta la pace interiore e il desiderio di partecipare alla vita gloriosa di Cristo. Fermiamoci davanti alla Sua croce e davanti alla tomba vuota per convincerci che con Lui niente è perduto, in Lui sempre possiamo sperare. Egli è la nostra speranza. Con questo augurio vi benedico di cuore.

Speaker:

Serdecznie pozdrawiam polskich pielgrzymów. Drodzy bracia i siostry, wchodzimy w tajemnice męki, śmierci i zmartwychwstania Pana. Niech Triduum Paschalne będzie dla Was i dla Waszych bliskich czasem nadziei, która niesie wewnętrzny pokój i pragnienie uczestniczenia w chwalebnym życiu Chrystusa. Zatrzymajmy się przed Jego krzyżem i przed pustym grobem, aby przekonać się, że z Nim nic nie jest stracone, w Nim zawsze możemy mieć nadzieję. On jest naszą nadzieją. Z tym życzeniem serdecznie Wam błogosławię.

 

In lingua italiana

Cari pellegrini di lingua italiana benvenuti!

Sono lieto di accogliere i partecipanti al 50° Congresso per studenti universitari, promosso dalla Prelatura dell’Opus Dei, dedicato alla riflessione sul tema del mondo in movimento. Saluto i membri dell’Associazione Sportiva Scopigno Cup, accompagnati dal vescovo di Rieti Mons. Domenico Pompili e gli studenti dell’Istituto San Vincenzo de’ Paoli di Reggio Emilia, che ricordano l’anniversario della fondazione della prima scuola. La visita alla Città Eterna in occasione della Pasqua sia occasione propizia per riscoprire la gioia del dare, che riempie il cuore più dell’avere.

Un pensiero speciale rivolgo ai giovani, agli ammalati e agli sposi novelli. Ieri abbiamo ricordato Santa Gemma Galgani, apostola della Passione di Gesù. Cari giovani, alla sua scuola vivete il Triduo Pasquale riflettendo sull’amore di Gesù che per noi si è immolato sulla croce; cari ammalati, il Venerdì Santo vi insegni la pazienza anche nello sconforto; e voi, cari sposi novelli, vivete nella speranza anche i momenti difficili della vostra nuova famiglia.

© http://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino.html - 12 aprile 2017