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amore di cristoVenerdì 23 marzo sono state due le iniziative organizzate in Diocesi alla vigilia della Giornata di preghiera e digiuno in memoria dei missionari martiri (che si celebra il 24 marzo a ricordo di quella data del 1980 quando, mentre celebrava l’Eucarestia, venne ucciso monsignor Oscar Alfonso Romero, Vescovo di San Salvador nel piccolo Stato centroamericano di El Salvador).
La chiesa del Ss.mo Cuore di Gesù, a Frosinone, ha ospitato i due momenti: leggi l'articolo completo, aprendo la news.

Fotogallery della serata disponibile a questo link Fotogallery In memoria di quanti hanno donato la vita per il Vangelo




Alle 20.00, l’incontro di Quaresima per i giovani con una Via Crucis lungo la navata centrale e in contemporanea la lettura di brani su 4 testimoni del nostro tempo. A conclusione, il vescovo si è rivolto loro chiedendo di continuare ad essere dei testimoni dell’amore di Gesù, attraverso le tante iniziative alle quali numerosi ragazzi partecipano (volontariato con gli anziani, presso la mensa dei poveri, durante le raccolte alimentari, nei doposcuola parrocchiali, etc..). E poi una domanda per spronarli: come coinvolgere altri amici e compagni di scuola in queste iniziative a servizio dei fratelli più bisognosi e fragili?

Nella seconda parte della serata, la riflessione e la preghiera sono continuate con la veglia in memoria di quanti hanno donato la loro vita per il Vangelo: «In questi giorni – ha spiegato il Vescovo – la Chiesa ricorda i tanti che per amore di Gesù, per amore del Vangelo e dei poveri rischiano la vita, anche morendo». Sacerdoti e suore, ma anche tante donne e uomini (educatori, catechisti, volontari) che in ogni parte del mondo mettono a repentaglio la loro vita. Basti pensare ai tanti Paesi in cui si la violenza e le guerre continuano a seminare morte. «Chi si ricorda di loro? – continua il vescovo - Chi parla più della guerra in Siria, ormai da sette anni, con migliaia di morti e profughi? O chi parla dello Yemen, del Sud Sudan, dei morti nel Mediterraneo? Il mondo dimentica e accetta la violenza come se fosse normale! E poi parliamo sempre e solo di noi, del nostro piccolo mondo o del nostro paese. Ma la violenza è anche vicino a noi e dentro di noi, nei cuori, nei pensieri, nei sentimenti di odio, nei rancori che portano alla rabbia e all’inimicizia. Come non ricordare due recenti fatti di cronaca che riguardano due comunità del frusinate: la morte del giovane Emanuele, ucciso di botte ad Alatri, un anno fa, e del pastore di Vallecorsa, Armando, di cui proprio ieri è stato ritrovato il cadavere, fatto a pezzi e messo in alcune buste di plastica? Che disumanità! Che tristezza!».

E’ proprio davanti a simili episodi, incalza il vescovo nella sua meditazione, che ciascuno di noi deve chiedersi «noi rifiutiamo la violenza del nostro quotidiano o sulla rete? E quanta violenza sui social, gratuita e ingiustificata, perché la violenza non ha mai giustificazione». Altrimenti, «siamo complici della violenza del mondo e della nostra terra, perché la violenza nasce e cresce nei sentimenti e nei pensieri, poi si trasforma in parole, gesti, atteggiamenti. È troppo facile scandalizzarsi davanti agli episodi di cronaca se non ci chiediamo: “Siamo donne e uomini di pace?”.

Cari amici, la veglia di questa sera, davanti alla Croce, sia il momento per dire “Noi vogliamo essere diversi e non ci rassegniamo ad un mondo violento, un mondo di gente divisa e contrapposta”». Al contrario, «scegliamo di essere donne e uomini che lottano per l’amore, l’unità, l’amicizia e la pace fra di noi e tra i popoli. Sono convinto che stasera tutti noi, a cominciare da voi giovani, lo possiamo scegliere insieme davanti all’unico giusto, Gesù, condannato e crocifisso».

Poi, la lettura di alcuni dei nomi degli uomini e delle donne che figurano negli elenchi provvisori stilati annualmente dall’Agenzia Fides: oltre a questi nominativi, abbiamo fatto memoria dei tanti di cui forse non si avrà mai notizia o di cui non si conoscerà neppure il nome, che in ogni angolo del mondo soffrono e pagano con la vita la propria fede in Gesù Cristo.


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