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vita consacrata

«I cristiani siano nel mondo esempi di luce»: nel pomeriggio di giovedì 2 febbraio il Vescovo Ambrogio ha presieduto la Celebrazione Eucaristica nella chiesa di San Paolo a Frosinone.

La luce è il simbolo del 2 febbraio, giorno della “candelora”, in cui ricordiamo la presentazione di Gesù al Tempio, a quaranta giorni dalla sua nascita. Come  spiegato dal vescovo Ambrogio durante la celebrazione presieduta nella chiesa di San Paolo a Frosinone, ne è il simbolo perché Gesù è la nostra luce. Troppo spesso, invece, nella vita di tutti i giorni è il buio a prevalere. E’ il buio della violenza, delle guerre, dell’esclusione dei poveri che non vedono futuro.

Ma è anche il buio del nostro cuore, delle tante paure, dei nostri egoismi, che non ci fanno guardare la luce di Gesù e gli altri. «Accogliere Gesù nella nostra vita vuol dire, invece, vivere nella luce». Non chiudiamoci in noi stessi, ma «guardiamo a Lui come hanno fatto Simeone e Anna, ovvero con speranza». Queste due figure bibliche ci insegnano il senso dell’attesa e del guardare al futuro con fiducia, perché Gesù è la nostra luce. «I cristiani siano uomini e donne di speranza, nella vita di tutti i giorni. E siano un esempio» perché nel nostro tempo ci si pensa spesso come tanti “io” contrapposti. La luce di Gesù ci aiuta a guardare agli altri con simpatia, attenzione, per costruire quel “noi” che include e non esclude nessuno, soprattutto i poveri.  Il 2 febbraio la chiesa celebra anche la Giornata Mondiale per la Vita Consacrata e la celebrazione di giovedì pomeriggio a Frosinone – in comunione con le comunità religiose delle claustrali di Ferentino, Veroli e Boville Ernica - ha visto la partecipazione dei religiosi e delle religiose, ma anche di consacrate e consacrati che, in modi diversi secondo il loro carisma, prestano servizio in Diocesi. Rivolgendosi a loro  il Vescovo ha posto l’attenzione su un “rischio” che talvolta interessa tutti, anche i laici, cioè la tentazione di «cadere nell’abitudine e nella ripetizione, ed anche nel pessimismo e nel vittimismo». La missione del cristiano è chiedersi come essere luce per il tempo nel quale viviamo, iniziando nuovi processi e lottando per il bene. Un invito, dunque, ad essere nella vita di tutti giorni - in famiglia, come sul posto di lavoro – degli autentici “discepoli missionari”, come li ha definiti Papa Francesco nella Evangelii Gaudium, testimoni di una luce che può illuminare la vita di tanti.

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