Vescovo te deum 2023Cattedrale
Domenica 31 dicembre 2023



Cari fratelli e sorelle,
giungiamo al termine di questo anno dopo aver celebrato la nascita del Signore, accogliendolo nella nostra vita come un bambino che illumina con la sua luce il buio di questo tempo, segnato dalla violenza, dalla guerra e da quella tristezza che sembra riempire i cuori di tanta gente, insoddisfatta ma anche prigioniera di un senso di impossibilità che impedisce ogni cambiamento. Camminiamo incerti e impauriti, circondati da un mondo difficile da capire, che sembra non trovare la via della pace, mentre si rassegna alla guerra come unica soluzione alle controversie.
Ognuno ha certamente nel cuore tanti momenti dell’anno che termina, buoni e meno buoni, felici e ombrosi. Vorrei che li affidassimo al Signore perché li accolga nella loro verità aiutandoci a non esserne prigionieri, per non lasciarci andare né al pessimismo né a quella soddisfazione passeggera che non riempie la vita. Lui ci conosce e ci aiuterà a farne tesoro perché affidandoli a lui possiamo compiere scelte nuove. Infatti, cari amici, iniziare è sempre un’opportunità per rinnovarci. Spesso si dà inizio a qualcosa, ma si rimane gli stessi, attribuendo agli altri la colpa delle cose che non riusciamo a realizzare o che non vanno, invece di chiederci se ognuno non dovrebbe avere coscienza delle proprie responsabilità per il tempo che si appresta a vivere e per l’anno che inizia.
La parola di Dio come sempre ci viene in aiuto. La prima lettura ci colloca in un tempo difficile per il popolo di Israele: il tempo del deserto, tempo di fatica, fame, sete, incertezza, paura. Era facile guardare indietro e lamentarsi del deserto. E’ un’abitudine comune rimpiangere il passato così da non riconoscere la necessità di impegnarsi nel presente per poter guardare con speranza al futuro, e quindi costruirlo insieme. Quel popolo riceve una parola sorprendente proprio prima che Mosè terminasse di costruire il luogo dove il suo popolo avrebbe potuto rendere culto al Signore, quasi a preparare quel popolo ad avvicinarsi al loro Dio: “Così benedirete gli Israeliti, direte loro: Ti benedica il Signore e ti custodisca. Il Signore faccia risplendere per te il suo volto e ti faccia grazia. Il Signore rivolga a te il suo volto e ti conceda pace. Così porranno il suo nome sugli Israeliti e io li benedirò”. All’inizio di quest’anno il Signore si rivolge a noi per benedirci, per riversare su di noi il bene, la grazia e la pace. Sì, abbiamo bisogno di bene, di riceverlo e di farlo. Abbiamo bisogno di grazia, imparando a capire che il Signore ci vuole bene con gratuità e sempre e ci chiede di essere gratuiti nell’amore, senza calcoli, misure, recriminazioni, come spesso facciamo, convinti che gli altri potrebbero sempre fare qualcosa in più per te che non fanno. E tu, ci si dovrebbe chiedere: che fai, quanto amore doni? Quanto sei gratuito? E poi pace, quella che chiederemo facendo memoria dei tanti luoghi dominati dalla violenza e dalla guerra. Non esito a dire che la pace davvero manca non solo al mondo, ma spesso anche ai nostri cuori, sempre pronti a rivendicare le nostre ragioni e i nostri diritti, creando divisioni e piccole rivalità, che diventano inimicizie di sentimenti, pensieri, parole. Infine, il Signore fa risplendere per noi il suo volto, perché sia luce alla nostra vita e noi possiamo donare luce al mondo, soprattutto ai sofferenti e ai poveri. Così potremo iniziare l’anno con un cuore e uno spirito nuovo, un vero nuovo inizio!

Oggi, cari fratelli e sorelle, celebriamo la festa di Maria Santissima, Madre di Dio. Ci uniamo ai pastori, che, “dopo aver visto Maria, Giuseppe e il bambino adagiato nella mangiatoia, riferirono ciò che era stato detto loro. Tutti quelli che udivano si stupivano delle cose dette loro dai pastori. Maria … custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore”. Riferire, stupirsi, custodire e meditare: sono quattro indicazioni preziose per l’anno che inizia. Riferire: non teniamo per noi quanto abbiamo visto e celebrato con gioia. Comunichiamolo con le parole e la vita. Che la gioia e la luce del Natale appaia sul nostro volto e nelle nostre parole, perché gli altri scoprano la bellezza della vita con Gesù. Stupirsi: spesso non c’è stupore nella quotidianità. Tutto è scontato e dovuto. Ma senza stupore davanti a Gesù e alla Parola di Dio non cambierà mai nulla in noi e nella storia. Dallo stupore prende avvio il cambiamento. Custodire e meditare: che cosa custodiamo nel cuore? Risentimenti, rancori, tristezze, rivendicazioni, nostalgie? Se impari a custodire la Parola di Gesù, essa ti renderà felice, una donna e un uomo rinnovati dalla sua presenza. Si custodisce con la preghiera e la meditazione della Parola di Dio e anche facendosi aiutare dai fratelli e dalle sorelle.

Cari amici, al termine di quest’anno rendiamo grazie al Signore per il bene con cui circonda la nostra vita e per questo nuovo inizio. Lo faremo alla fine della celebrazione con il canto di ringraziamento, il Te Deum. Scegliamo insieme, come suo popolo, sua comunità, di farci guidare da lui in questo tempo difficile. Camminiamo con lui assieme ai poveri, ai piccoli e agli anziani, ai malati a e agli esclusi, perché trovino posto accanto a lui e nella nostra vita. Affidiamoci a Maria, sua e nostra madre, perché ci illumini con la tenerezza dell’amore con cui ha accolto il Figlio di Dio e ha custodito la sua parola.


+ Ambrogio Vescovo 


Qui una Fotogallery Te Deum 2023


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Qui è possibile scaricare (in formato pdf) 
la preghiera composta dal vescovo Ambrogio:
pdfPreghiera_2023.pdf

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Si legga anche la news dedicata al
Santo Natale 2023:
https://www.diocesifrosinone.it/notizie/ultime/santo-natale-2023.html