Sant'Antonio Abate, Ferentino
Martedì 18 maggio 2022


Ferentino san Pietro Celestino 2022

Cari fratelli e sorelle, è sempre un momento favorevole celebrare questa festa qui a Ferentino per fare memoria di San Pietro Celestino, un autentico uomo di Dio, checché ne dicano i suoi detrattori. In un momento difficile della Chiesa, dopo 27 mesi di un conclave inconcludente, assediato da poteri e imperi, da lotte interne ed esterne alla Chiesa, fu eletto vescovo di Roma e papa un monaco di ben 85 anni, che dopo solo cinque mesi si dimise. Povera Chiesa, angustiata da conflitti, potentati, corruzione. Come poteva resistere un monaco, uomo di preghiera, umile e solo nella difficile condizione di quel tempo!  

Eppure, egli cercò di imitare il Buon Pastore, come abbiamo ascoltato nel Vangelo. Cercò di essere quella porta per le pecore, come quando indisse quella perdonanza come un invito ad accogliere la misericordia di Dio a chi, pentito, fosse entrato nella Basilica di Collemaggio all’Aquila dalla sera del 28 agosto al tramonto del 29. Allo stesso modo oggi anche noi siamo accolti in questo luogo, che conserva la memoria di Celestino V, e allo stesso modo possiamo ottenere l’indulgenza plenaria secondo il privilegio accordatoci dalla Penitenzieria Apostolica. Quanto è grande il perdono di Dio, cari fratelli. Quanta è sublime e senza limiti la sua misericordia. Dovremmo sempre ricordarla e cantarla ogni giorno, quasi enumerando i benefici con cui il Signore Iddio ha accompagnato la nostra vita, come fa da esempio il Salmo 136. Siamo in un tempo e in un mondo in cui è istintivo reclamare diritti, lamentarsi con gli altri, risentirsi per il poco amore che riceviamo, la scarsa attenzione e considerazione.

Ma ci chiediamo mai quanto sappiamo riconoscere l’amore di Dio per noi? E come e quando lo accogliamo come la porta della misericordia, quella che abbiamo attraversato all’inizio della nostra celebrazione? La pandemia ci ha troppo abituato a volere per noi, a chiuderci in noi stessi e a lamentarci degli altri. La violenza del mondo, come la guerra in Ucraina, sembra ci abbia risvegliato dal sonno del nostro benessere e messo davanti a immagini e storie che non si vedevano da tempo così vino a noi, espressione dell’orrore e della disumanità della guerra. La guerra è sempre disumana e mai santa. Solo la pace è santa! Eppure, anche nelle nostre città, nelle parole, nel modo di essere, a volte c’è violenza, prepotenza, poca umiltà, troppo poca attenzione e rispetto per gli altri. Così anche il nostro mondo si riempie di ladri e briganti, che ti vogliono rubare la vita, la speranza, il futuro.

Celestino V, ancora troppo poco amato in questa nostra terra, nonostante sia stato fra noi da vivo, dopo la morte, e ora con la reliquia del suo cuore, sia di aiuto alla nostra debolezza, al disorientamento, alla fatica e alla fragilità della vita. Sia per tutti modello di un uomo di Dio, che non ha voluto rinunciare ad essere fedele al suo essere monaco, uomo di preghiera e di umiltà. Come ci ha esortato l’apostolo Paolo: “Lasciamoci riconciliare con Dio… Vi esortiamo a non accogliere invano la grazia di Dio. Egli dice infatti: Al momento favorevole ti ho esaudito, e nel giorno della salvezza ti ho soccorso. Ecco ora il momento favorevole, ecco ora il giorno della salvezza!” Sì, ora è il momento o favorevole. Siamo davanti al Signore e a un testimone della sua misericordia. I suoi tempi furono sono difficili, come anche i nostri. Ma la forza di amore che viene da Dio non permetterà al male di vincere.  

Il Signore cerca collaboratori, donne e uomini che si fidino di lui, che facciano proprio il grido di Isaia: “Ecco, nel giorno del vostro digiuno curate i vostri affari… Non è piuttosto questo il digiuno che voglio: sciogliere le catene inique, togliere i legami della schiavitù, rimandare liberi gli oppressi e spezzare ogni giogo! Non consiste forse nel dividere il pane con l’affamato, nell’introdurre in casa i miseri, senza tetto, nel vestire uno che è nudo, senza trascurare i tuoi parenti?” Ecco, cari amici, da dove cominciare. La porta del perdono apra il nostro cuore all’amore di Dio e del prossimo, a cominciare dai poveri e dai bisognosi di aiuto, perché possiamo essere quell’unico gregge sotto un solo pastore, Il Signore Gesù, per essere segno nel mondo di unità e di pace. Ne abbiamo davvero tutti bisogno.





+ Ambrogio Vescovo



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