2 marzo 2022

Cattedrale

 

mercoledì ceneri Cari fratelli e sorelle,

la Parola di Dio ci convoca oggi con autorità e urgenza, come leggiamo nel profeta Gioele: “Radunate il popolo, indite un’assemblea solenne, chiamate i vecchi, riunite i fanciulli, i bambini lattanti. Esca lo sposo dalla sua camera e la sposa dal suo talamo. Tra il vestibolo e l’altare piangano i sacerdoti”. Oggi inizia un tempo in cui siamo chiamati a ritornare insieme, a tornare con il nostro popolo, le nostre comunità. Ciò deve avvenire non solo perché la pandemia ha allentato la sua forza, ma perché la fede non è un fatto privato, bensì si vive e cresce nella comunità, nel popolo di Dio che si raduna, prega insieme, celebra la lode di Dio, riconoscendo ciascuno la propria fragilità, il proprio peccato, il bisogno di essere salvato. L’antico rito delle ceneri vorrebbe proprio ricordarci chi siamo: polvere della terra, fragili, deboli, mortali. Senza questa coscienza vincerà in noi l’abitudine all’individualismo, a un protagonismo sterile e vuoto, all’esibizione di stessi e di quello che si possiede. Senza questa memoria si costruirà un mondo dove la pace sarà impossibile, perché prevarrà l’autoritarismo, la prepotenza dell’io, che porterà alla violenza e persino alla guerra, come stiamo vedendo con tanta tristezza in Ucraina proprio in questi giorni, con il ritorno alla logica delle armi e alla necessità del riarmo. E’ una memoria agli orgogliosi signori della guerra o a quelli che credono di potersi comprare tutto con il denaro o di disporre della storia e della vita degli altri.

 

Oggi inizia un tempo prezioso, unico: il tempo in cui accordarci con il Signore e con gli altri, perché si possa vivere in comunione con Lui e nella concordia e nella pace tra noi. “Lasciamoci riconciliare con Dio”, ci ha chiesto l’Apostolo Paolo. Il Vangelo ci indica in maniera semplice e concreta la via per “ritornare” al Signore, per convertirci a lui, per cambiare noi stessi lasciandoci guidare da lui e percorrere la via della riconciliazione e della pace. Anzitutto Gesù ci dice: “State attenti”, riflettete, badate bene. Fermarsi, riflettere, sembra non far parte delle scelte necessarie per la vita. La vita ci travolge. Tutto è dominato dalla fretta e dagli impegni. Il Signore lo sa e ci vuole aiutare a cambiare anzitutto noi stessi. La Quaresima è il tempo favorevole perché ognuno si convinca che il cambiamento della storia comincia con il cambiamento di noi stessi.

 

Ecco i tre passi che il Signore ci indica: elemosina, preghiera, digiuno. Si parte dalla gratuità, perché l’elemosina indica gratuità, fare qualcosa per un altro senza aspettarsi la ricompensa, perché essa già è insita in ciò che fai. La gratuità apre la porta del cuore all’altro a partire dal bisognoso e dal povero. Essa è la via per aprire la porta del cuore a Dio stesso, Lui che è gratuità, grazia. Quando hai aperto il cuore, allora arriva anche la preghiera, che ti fa incontrare direttamente con il Signore. Il Vangelo sottolinea la dimensione personale della preghiera. Quante difficoltà! Il modo più semplice è aprire la Bibbia, pregare con la Bibbia, sorgente di parole che ci aiutano a dialogare con Dio stesso. In essa sono custodite le sue parole intrise della nostra umanità. Così noi ci ritroveremo in esse, con i nostri sentimenti, pensieri, rabbie, dolori, gioie e speranze. Tutto sarà posto davanti a Dio, che lo condividerà con noi. Infine, il digiuno, quello materiale, che oggi ci è stato chiesto da papa Francesco assieme alla preghiera, per invocare la pace in Ucraina. Il digiuno chiede una separazione dal cibo, per dirci che la conversione passa anche dalla rinuncia a ciò che ci sembra indispensabile. Esso ci aiuta anche a un digiuno spirituale, alla rinuncia di ciò che tiene legati strettamente a se stessi, alle proprie abitudini e convinzioni. Anche da qui passa la “conversione”, il cambiamento di se stessi. In tutti e tre i passi, Gesù sottolinea di fare tutto in segreto, senza esibizione, abitudine così diffusa in quanto facciamo ogni giorno, fonte di tristezza, di delusione, di invidia, di inutili gelosie e confronti deleteri e infruttuosi.  

Cari amici, ecco la Quaresima. Ci potrà sembrare difficile, soprattutto per chi ha tanto da fare. Eppure, questo tempo è una vera opportunità, per capire e vivere quella dimensione spirituale di cui abbiamo tanto bisogno e che ci renderebbe più sereni e felici. Chiediamo al Signore che ci aiuti a vivere il segreto e il dono della Quaresima, per la gioia e l’umanità di ognuno di noi e per un mondo fraterno e pacifico. Affidiamo a Lui ancora una volta l’Ucraina, il suo popolo, i piccoli e i grandi, i malati e di deboli, le donne e gli uomini, perché cessi il fragore delle armi e si torni al dialogo per una pace duratura. Diffondiamo ovunque, fratelli e sorelle, il profumo della pace.

 

+ Ambrogio Vescovo

 

 

 

 

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Si può scaricare il testo della preghiera del Vescovo: https://www.diocesifrosinone.it/documenti/vescovo-spreafico/preghiera-per-l-ucraina-27-febbraio-2022.html 

Si legga anche la news dedicata: Quaresima 2022