Venerdì 11 febbraio 2022
Chiesa Sacratissimo Cuore di Gesù - Frosinone
GMM001

 

 

Care sorelle e cari fratelli, 
il Signore ci raccoglie nella sua casa perché insieme possiamo rendere grazie a lui, che nella fragilità della nostra vita si prende cura di ciascuno di noi, volge il suo sguardo pieno di misericordia e compassione alle ferite della nostra vita. Ci uniamo per questo al canto della Vergine Maria, il Magnificat, attraverso cui Ella canta proprio la grandezza della misericordia divina che si volge agli umili, agli affamati, ai piccoli, a tutti coloro che lo temono, cioè che confidano in lui. Soprattutto in questo tempo di pandemia ci siamo ritrovato fragili, spaesati, impauriti, più soli, non sempre pronti ad affrontare le difficoltà, la malattia, la sofferenza e la morte, a volte di parenti, amici, conoscenti, persone a cui volevamo bene, ma anche disorientati davanti ai tanti problemi che la pandemia ha causato nel mondo intero.

 

Anche Maria era rimasta turbata all’annuncio dell’Angelo, ma poi si affidò al Signore e alla sua parola. Per questo superò l’incertezza e la paura e si mise in cammino andando fino dalla cugina Elisabetta, donna avanti negli anni, per condividere con lei la bella notizia che aveva ricevuto. Noi siamo qui per questo. Ognuno di voi, nonostante le difficoltà, è venuto qui per condividere la gioia dell’amore e della misericordia di Dio, che ci ha protetti e ci fa di nuovo incontrare. La vita cristiana è incontro. Molti di voi, più di tanti altri, sanno quanto è brutta la solitudine. Basta chiederlo ai tanti anziani rimasti per troppo tempo da soli a casa o negli istituti, senza la consolazione di una visita, spesso neppure di una telefonata. Avete sentito di quell’anziana di Como, Marinella di 70 anni, che è stata trovata morta, forse per un malore, nella sua casa dopo due anni? Che tristezza! Che non succeda mai di dimenticare qualcuno! Oppure pensate ai malati o a chi è morto senza la vicinanza di un familiare o di un amico. Ringraziamo il Signore per essere qui, per godere della sua amicizia e dell’affetto di familiari e amici che ci hanno accompagnato e ci accompagnano in questo tempo difficile. Teniamoci uniti, cari amici, con la preghiera e il ricordo affettuoso.

 

Era un tempo difficile anche quello in cui il profeta si rivolgeva a Gerusalemme proprio verso la fine di quel bellissimo libro di Isaia (leggete ogni tanto la Bibbia; vi fa bene e vi fa sentire la vicinanza e l’amore di Dio!). Così abbiamo ascoltato: ”Come una madre consola un figlio così io vi consolerò, in Gerusalemme sarete consolati. Voi lo vedrete e gioirà il vostro cuore. Le vostre ossa saranno rinvigorite come erba fresca. La mano del Signore si farà manifesta ai suoi servi”. Sì, il Signore è come una madre che si occupa di noi suoi figli con amore, perché sa che abbiamo bisogno di essere consolati. Così noi lo incontriamo nella Parola che ascoltiamo, nell’eucaristia che celebriamo e riceviamo, e possiamo gioire della sua presenza, così anche il nostro corpo si rinvigorisce come erba fresca, riprende vigore, perché la mano del Signore, cioè la sua forza, ci sostiene nelle difficoltà della vita e ci guida. Allora noi stessi possiamo essere di consolazione e di aiuto agli altri. Come ci ha chiesto papa Francesco nel messaggio per questa giornata: che la nostra vita e i luoghi dove abitiamo e che frequentiamo siano “locande del Buon Samaritano”, luoghi di misericordia e di amore, dove tutti possano trovare posto e consolazione. Cari amici, affidiamo al Signore i malati, quelli che soffrono per la pandemia, tutti coloro che sono dimenticati, chi non ha il vaccino, come in tanti paesi dell’Africa, e rischia la malattia e la morte. Preghiamo anche per coloro che con generosità si prendono cura dei malati e dei sofferenti, i medici, gli infermieri, il personale sanitario, le nostre comunità, tutti voi che vi prendete cura gli uni degli altri. Il Signore vi protegga e vi accompagni con la sua misericordia. Che La Vergine Maria di Lourdes stenda il manto della sua protezione su tutti noi. Amen!

 

+ Vescovo Ambrogio

 

 

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Si legga anche la news dedicata: Giornata del Malato 2022