Venerdì 24 maggio 2024
Basilica di Santa Salome - Veroli 
 


Veroli Spreafico Santa salome 2024Sorelle e fratelli,

celebriamo con gioia la festa di Santa Maria Salome, nostra patrona. Con lei, che ha seguito Gesù anche nella sua via dolorosa, ci stringiamo attorno alla croce del Signore portando nel cuore i dolori del mondo, da quelli che sono anche nel nostro cuore a quelli più lontani, i dolori dei Paesi martoriati dalla guerra, quelli dei poveri, dei malati, degli anziani soli, l’incertezza dei giovani, le paure e le divisioni della società in cui siamo.

Maria Salome con altre donne camminava con Gesù, come ci raccontano i Vangeli. Seguire, ascoltare, camminare con gli altri, prendersi cura; questo fanno i discepoli del Signore. Ricopriamo la semplicità e la bellezza della vita cristiana, che ci viene donata dall’essere insieme con Gesù che ci precede, ci ascolta, ci parla, ci aiuta a vivere come amici suoi e tra noi. A volte ci dimentichiamo i gesti e le parole semplici della nostra fede, della fiducia con la quale ogni giorno dovremmo scegliere di vivere con il Signore, di camminare con lui, nei momenti belli, ma anche in quelli più faticosi e dolorosi.

Siamo in un mondo difficile, troppo abituato alla violenza, remissivo davanti alla guerra come se essa fosse normale, in cui ci si fa vincere facilmente dall’egoismo e dalla solitudine, che allontana gli altri. Allora ci si improvvisa arroganti, padroni, scontrosi e facilmente irascibili. Lo vediamo soprattutto nei conflitti, quando non si riesce a raggiungere nessun accordo e non si accetta il dialogo, perché nessuno rinuncia alle sue ragioni. Gesù lo sapeva e lo sa. Ci conosce, come conosce il cuore e il pensiero delle donne e degli uomini del nostro mondo.

Questo modo di pensare e di vivere è stato descritto molto bene dal Vangelo, che narra di quei due discepoli, figli della nostra madre Salome, che voleva che Gesù li premiasse con i primi posti nel suo regno. Capiamo che forse ogni madre sarebbe tentata di fare lo stesso. È chiaro comunque che il desiderio veniva dai figli, ai quali appunto Gesù si rivolge nella sua risposta. In genere si mandano sempre avanti gli altri a chiedere favori. Gli altri discepoli, racconta il Vangelo, “si sdegnarono con i due fratelli”. Lo sdegno non viene certo dalla presa di distanza da quanto chiesto, bensì dalla paura di poter essere esclusi dai primi posti. La risposta del Signore è chiara e la conosciamo bene. Se i capi delle nazioni e i governanti dominano su di esse e le opprimono, tra noi non può essere così, noi non possiamo condividere la stessa logica. Al contrario Gesù ci offre una regola di vita, l’unica che realizza davvero se stesi, l’unica che rende felici: “Tra voi non è così; ma chi vuole diventare grande tra voi, sarà vostro servitore e chi vuole essere il primo tra voi, sarà vostro schiavo”. E poi offre se stesso come modello. Vuoi diventare grande nella vita (non solo tra noi cristiani? Impara a metterti al servizio degli altri, prenditi cura di qualcuno! A volte nelle nostre comunità, ma anche nei luoghi dove viviamo ogni giorno, si crede di avere dei privilegi: io ci sono sempre, io aiuto già, io ho bisogno più di te, voi mi dovete prestare attenzione, riconoscere quello che faccio, e via di seguito. Così si diventa pretenziosi, a volte arroganti, ci si scoccia con gli altri, ci si aspetta che finalmente qualcuno si accorga di te, che ti consideri, dimenticando che il servizio non accumula diritti. Se però assumi il servizio come il tuo modo di vivere, ciò ti renderà felice più di qualsiasi riconoscimento e ricompensa. Noi lo sappiamo, perché ognuno, quando si è preso cura di qualcuno con affetto e gratuità, è stato felice. Ma poi è difficile viverlo in un mondo che sembra ti voglia sempre mettere alla prova, che ti fa essere sempre in concorrenza con gli altri, fino a farteli diventare rivali, quando magari prima erano amici.

L’apostolo Paolo, che si rivolge a una comunità a cui era molto legato, la comunità di Filippi, ci aiuta con saggezza a vivere come Maria Salome, i gesti semplici di una donna che si è presa cura di Gesù, avendo capito che non c’era bisogno di privilegi né per sé né per i suoi figli, perché il privilegio vero era stare con il Signore. Lei è stata con lui e ha avuto il dono di incontrarlo tra le prime risorto, vivo in mezzo a noi. Ecco le parole dell’apostolo, che non hanno bisogno di molto commento: “Siate sempre lieti nel Signore, ve lo ripeto: siate lieti. La vostra amabilità sia nota a tutti…. Non angustiatevi per nulla, ma in ogni circostanza fate presenti a Dio le vostre richieste con preghiere, suppliche e ringraziamenti. E la pace di Dio… custodirà i vostri cuori e le vostre menti in Cristo Gesù”. Lieti, amabili, donne e uomini di preghiera, custoditi dalla pace, di cui c’è tanto bisogno. Custodiamo nel cuore queste parole, perché siano la nostra vita e perché possiamo comunicarle a tutti quelli che incontriamo. Esse ci renderanno felici e fratelli e sorelle, amici del Signore e tra noi.

La porta santa, che abbiamo attraversato, custodisca nel cuore il perdono e la misericordia di Dio, perché diventino ogni giorno il nostro modo di essere con gli altri, per costruire un mondo di amici, di sorelle e fratelli. 

+ Ambrogio vescovo 


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