Chiesa Santa Maria Maggiore - Ceprano
Lunedì 15 agosto 2022

 


Ceprano 15 08 2022
Cari fratelli e sorelle,

la parola di Dio ci viene incontro nella festa di Maria Assunta in cielo e ci fa alzare gli occhi da noi stessi per guardare oltre, verso l’alto, verso il Signore, non per dimenticare i problemi della nostra quotidianità, che a volte ci assillano, e quelli così drammatici del mondo, ma per aiutarci a vivere con speranza anche nelle difficoltà. Sì, abbiamo bisogno di non lasciarci andare al pessimismo, di non cedere alla tristezza e alla rabbia, di non chiuderci nella paura. Siamo qui per questo: la Parola di Dio e l’Eucaristia ci fanno entrare nel pensiero e nella luce di Dio, quella che Maria portò dentro di sé, perché fosse luce di vita e di speranza per il mondo intero, quella che Ella esprimenta dopo la morte quando fu Assunta in cielo accanto al Suo Signore.

La lettura dal Primo libro delle Cronache, libro che racconta la vita di fede del popolo di Israele, ci parla dell’arca dell’alleanza che Davide portò a Gerusalemme in modo solenne, per deporla sotto la “tenda”, non ancora nel tempio che avrebbe costruito il figlio Salomone. L’arca dell’alleanza conteneva le tavole della Legge, quella che il Signore aveva rivelato a Mosè sul monte Sinai, il segno dell’alleanza, quel patto di amore tra il Signore e il suo popolo. Nelle litanie lauretane Maria viene invocata come “foederis arca”, “arca dell’alleanza”. Maria, che ha custodito in sé il Signore Gesù e lo ha dato alla luce, ha custodito come l’arca colui che sarebbe stato l’inizio della nuova alleanza di Dio con il suo popolo. In questo Maria ci affida Gesù, lei che lo ha custodito, perché anche noi potessimo accogliere il nuovo patto di amore che Dio vuole stabilire con noi. Saremo capaci di custodirlo? Saremo pronti a mettere Gesù al centro della nostra vita perché sia luce, speranza, futuro? Saremo pronti a farlo entrare nei nostri pensieri, sentimenti, nelle nostre scelte quotidiane? Maria ci vorrebbe aiutare, anzitutto sollevando il nostro sguardo da noi stessi per guardare al Signore e trovare in lui le risposte che cerchiamo alle tante domande e attese che abbiamo nel cuore e a cui da soli non siamo in grado di rispondere. Non siamo condannati al presente, non siamo prigionieri dell’insoddisfazione né della paura. Alziamo gli occhi verso Maria che ci porta a Gesù e saremo liberi e felici, anche nelle difficoltà e nelle ristrettezze della vita.

Ma come facciamo? Potremmo chiederci. Il Vangelo risponde alle nostre incertezze. Gesù è circondato da tanta gente. C’è meraviglia in coloro che lo seguono e lo ascoltano, perché le sue parole arrivavano al cuore di ognuno, toccano le loro domande, il loro bisogno di essere compresi, amati. Una donna prende coraggio e si rivolge a Gesù: “Beato il grembo che ti ha portato e il seno che ti ha allattato”. Cosa poteva dire quella donna se non esprimere la gioia di potere ascoltare parole piene di speranza, che sapevano guarire e liberare dal male? Gesù infatti aveva appena liberato un uomo posseduto da uno spirito malvagio, che lo aveva reso muto, e la gente era rimasta stupita che quell’uomo avesse ricominciato a parlare. Cari fratelli e sorelle, Gesù risponde in maniera inaspettata a quella donna, come avviene spesso ascoltando il Vangelo: “Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano”. Sì, sono beati, felici, coloro che ascoltano il Signore che ci parla e cercano d vivere quello che hanno ascoltato. Possiamo essere felici anche noi, cari amici, se ascoltassimo questa parola, così piena di speranza, che guarisce le ferite del cuore, che si prende cura di noi, così bisognosi di comprensione e di amore.

Maria ci apre la strada. Era una giovane donna di un piccolo e sconosciuto villaggio della Galilea, Nazareth. Eppure, quando Dio le parlò attraverso l’angelo Gabriele, pur nell’incertezza, non si tirò indietro, ascoltò e la sua risposta diede inizio a un tempo nuovo, il tempo della nuova alleanza tra Dio e il suo popolo, e attraverso di essa con il mondo intero. Lei è la prima “beata” di cui parla Gesù. Caro fratello, cara sorella, ascolta anche tu questa parola di vita, custodiscila nell’arca del tuo cuore e sarai beato, felice, perché la Parola di Dio trasforma la nostra umanità e la rende bella, umana, buona, ripiena dello stesso amore con cui il Signore ama te.



+ Ambrogio Vescovo