Giovedì 16 giugno 2022
chiesa del Sacratissimo Cuore di Gesù - Frosinone
Corpus Domini 2022


Cari fratelli e sorelle,
come ogni anno abbiamo voluto sottolineare come Chiesa diocesana la solennità del Corpus Domini trovandoci insieme, proprio per esprimere l’unità e la comunione che il corpo e il sangue di Cristo costruiscono nella nostra vita. Sì, l’Eucaristia è il segno visibile della presenza di Gesù e insieme della nostra unità attorno a lui e in lui, quell’unità per cui Egli stesso aveva pregato prima della sua Passione. Quanto bisogno abbiamo di unità in questo tempo di dispersione! Quanto bisogno ne ha il mondo, così segnato dalla divisione, dalla guerra, dalla violenza, che distruggono la fraternità, la comune appartenenza alla famiglia umana.

Quanto è bello e come dà gioia riscoprire che attorno alla tavola dell’Eucarestia noi ritroviamo unità e fraternità. Quel pane a noi donato, quel calice, sangue per noi versato, ci rendono fratelli e sorelle, ci danno la felicità di esserlo sempre, a partire da questa sorgente di vita e di amore. Quel pane sazia la nostra fame, ci rende liberi dalla schiavitù di noi stessi, ci apre alla speranza e al futuro. Qui gustiamo la gioia di essere insieme, di essere famiglia di Dio, discepoli di Gesù che ritrovano ogni volta in questo pane spezzato l’inizio di un’umanità rinnovata. Melchisedek, re di Salem, cioè Gerusalemme secondo la tradizione biblica, al cui sacerdozio la Lettera agli Ebrei lega il sacerdozio del Cristo, in un mondo violento e di guerra, invoca la benedizione del Dio Altissimo su Abram, quasi per stabilire un legame tra loro perché possa essere portatore di pace, lui che era re della città della pace. La tavola dell’Eucaristia, attorno a cui si radunano donne e uomini di ogni origine, popolo, nazione, esprime anche il dono della pace che viene da Dio e che noi invochiamo nella preghiera, soprattutto in questo tempo in cui la violenza e le guerre sembrano aver ripreso il loro spazio in molte parti del mondo. Non rinunciamo mai a questo dono. Riscopriamolo come cuore della nostra vita cristiana. Facciamo soprattutto della liturgia eucaristica della domenica il momento in cui ritrovarsi come comunità di fratelli e sorelle, segno visibile della Chiesa nella sua unità, perché il mondo veda che è possibile vivere e crescere insieme. Chiedo a tutti voi di farvi portatori della centralità di questa tavola del Pane di vita eterna, che si fa Parola e cibo che saziano la nostra umanità.

Nel racconto della moltiplicazione dei pani e dei pesci vediamo il bisogno dell’umanità. Le donne e gli uomini, molti di più oggi a causa della crescita dell’ingiustizia sociale e della povertà, hanno bisogno anche di cibo, di aiuto materiale per vivere. Tuttavia tutti hanno bisogno anche di un cibo che non finisce, quel cibo che nutre l’anima e l’umanità di ognuno di noi. Ciascuno è chiamato anzitutto a rendersi conto di questo bisogno, anche se costatiamo di non avere sempre il necessario per darvi una risposta completa. “Congeda la folla - dissero gli apostoli – perché vada nei villaggi e nelle campagne dei dintorni per alloggiare e trovare cibo: qui siamo in una zona deserta”. Potrebbe essere la risposta istintiva di ognuno di noi e di tanti, perché il mondo sembra a volte proprio un deserto che inghiotte la vita di chi soffre e cerca un approdo per continuare a esistere, come quel deserto o quel mare che inghiottono la vita di tanti migranti nella loro traversata. Gesù non ribatte, non discute con i discepoli. Avrebbe perso, come perde anche con noi, quando con supponenza o paura facciamo finta di non vedere il bisogno degli altri e vorremmo adeguare la domanda del Vangelo alle nostre convinzioni e misure. Ma Gesù non si rassegna alle nostre misure e parla: “Voi stessi date loro da mangiare”. Ma i discepoli ribattono: “Non abbiamo che cinque pani e due pesci, a meno che non andiamo a comprare viveri per tutta questa gente”. Si mostrano anche generosi, solidali, come anche noi siamo in tanti momenti della nostra vita e delle nostre comunità. Tuttavia non credono che il poco possa bastare per tutti. Cari amici, anche noi a volte abbiamo poco, siamo fragili, bisognosi noi stessi. Ciò non ci deve abbattere, rinchiudere, o peggio ancora, non ci può rendere pessimisti e quindi inoperosi davanti a tanto bisogno. Intanto il Signore ci chiede di farli sedere a gruppi, quasi a volere creare già un senso di unità e di rispetto in quella folla numerosa e così diversa; poi prega, spezza i pani e chiede ai discepoli di distribuirli, e il miracolo avviene proprio mentre essi li distribuiscono. Anche il poco, se accompagnato dalla cura e dal coinvolgimento di ognuno può bastare per tutti.

Cari fratelli e sorelle, è il miracolo dell’Eucarestia, ma è anche il miracolo della solidarietà e della condivisione, che nascono sempre da quel pane spezzato per noi, la vita di amore del Signore Gesù fattosi cibo per l’umanità. Grazie Signore per questo dono così grande a noi piccoli uomini e e piccole donne, affamati di vita e di amore, ma ancora poco pronti e fare nostro questo cibo così prezioso che tu ci doni, perché diventi una vita rinnovata ripiena del tuo amore che si diffonde ovunque e che costruisce una nuova umanità. Gesù, rendici pronti ad accogliere sempre questo dono e a comunicarne il senso perché tutti possano gustarne il sapore di vita e di felicità che esso racchiude.



+ Vescovo Ambrogio



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