Menu
 
0
0
0
s2smodern
un bilancio ed una proposta di lavoro

per il prossimo quinquennio

Nella mia vita ho avuto il dono d'incontrare delle figure splendide e meravigliose che mi hanno accompagnato e guidato a partire da mia madre che, sebbene fosse semplice ed umile, era innamorata di Gesù e mi ha trasmesso questa passione; per arrivare ad oggi, con la Beata Madre Teresa di Calcutta e con il Santo Padre Giovanni Paolo II che, nella lunga frequentazione avuta con loro, hanno inciso profondamente nel mio cuore.

Gratuitamente ho ricevuto questa inondazione di grazia e non posso tenerla stretta senza condividerla con i fratelli: proprio per questo mi sono ripromesso di parteciparla a quanti più possibile facendo dono di quanto io stesso ho ricevuto!

Ricordo che quand'ero nella parrocchia di Palmarola, negli anni 1972/1986, noi tre preti in servizio per quell'enorme parrocchia che si perdeva a vista d'occhio sul Grande Raccordo Anulare, dalla Via Cassia alla Via Aurelia, con centinaia e centinaia di casette abusive, di palazzine tirate su in una notte; con parrocchiani che ci dicevano che per loro Dio era un lusso che non si potevano permettere, presi com'erano dal lavoro... ci sentivamo persi e non sapevamo cosa fare, soprattutto con chi fare qualcosa!

Pregammo per capire e non trovammo nessun'altra possibilità che andare casa per casa per chiedere a quei fratelli di prendere Gesù nella loro vita, per portare il loro pesante lavoro, le loro preoccupazioni, il loro affanno assieme alla Croce di Gesù. Dicevamo loro che il Signore Gesù, li amava e comprendeva il loro duro lavoro, la loro croce perché era anche la sua e chiedevamo a suo nome di sollevarlo, aiutarlo e dissetarlo!

Il grido del Sitio, ho sete, che Gesù aveva lanciato sulla croce, aveva colpito e lacerato il nostro ed il loro cuore e, insieme, ci siamo dati da fare per rispondere almeno in qualche piccola cosa!

 Capivamo bene che quel grido di Gesù era l'amplificazione per noi, sempre così disattenti davanti ai bisogni dei fratelli, del "grido" che da ogni parte arrivava fino a Lui dei piccoli e dei poveri, degli uomini soli e maltrattati, vittime dell'egoismo e dell'indifferenza... e così il volto di Gesù diventava quello di un' infinità di persone che avevano bisogno di tutto ma, in modo particolare, di tutto il nostro amore.

 Ci aveva molto aiutato, in quegli anni, un'altra figura splendida di sacerdote e di vescovo, "don Guglielmo", vescovo di Tivoli, ora Servo di Dio, e del quale si sta avviando il processo di beatificazione. Anche Lui, come la Mamma, come la Beata Madre Teresa, come il Papa Giovanni Paolo II, quando ci parlava di Gesù si illuminava: "Cosa sappiamo di Gesù, della sua figura fisica, del suo pensiero?"... ci domandava ed era l'occasione che prendeva per raccontarci di Gesù e farcelo vivere davanti ai nostri occhi e al nostro cuore. E noi lo annunciavamo alla gente di Palmarola!

È stato sempre così, nei nostri 14 anni di apostolato: la contemplazione di Gesù Crocifisso e del grande infinito Amore che Egli ci donava dalla croce, un amore redentivo che ci consegnava ad una fraternità universale. Gesù è stato Missionario con noi!

 Ho voluto raccontarvi queste cose perché sono il retroterra della mia formazione e della mia mentalità: anche con Voi, infatti, fratelli e sorelle amatissime di Frosinone-Veroli-Ferentino, da quando sono venuto a servirvi, non ho trovato altra via che quella di parlarvi di Gesù e di Gesù Crocifisso, ben sapendo che è proprio Gesù, la "Via" al Padre ed ai fratelli. Da Gesù, infatti, sono passato a parlarvi del Padre Misericordioso che tanto ci ama e dei fratelli che hanno tanto bisogno di noi e del nostro amore. 

 Questa è stata la molla, che ci ha animato in questi anni, nel ravvivare con i Centri Pastorali la Evangelizzazione, la Catechesi, l'ascolto della Parola di Dio, l'insegnamento nelle scuole, l'attenzione alla delicata "stagione giovanile"; la promozione della vita intesa come risposta vocazionale alla chiamata di Dio;  la pastorale liturgica; la Carità, l'accoglienza, il servizio alla vita nascente, alla vita in difficoltà per l'handicap, per la malattia, per l'età che inesorabile avanza;  l'impegno per l'avvio e la promozione dei Centri di accoglienza donati al Papa...Tutto questo è stato possibile perché al "centro di tutto",  " in mezzo alle nostre attività", abbiamo messo Gesù!

 Il Santo Padre, nella Lettera Apostolica che ci ha mandato, il primo maggio u.s., in occasione del XVII centenario del Martirio di Sant'Ambrogio Patrono della nostra diocesi, assieme a Santa Maria Salome, ci raccomanda di contemplare il volto di Gesù: il volto del Figlio di Dio nato da Maria e che Lei ha contemplato e adorato mentre lo serviva e lo vedeva crescere a Nazaret, o in cammino sulle colline profumate della Galilea, o nei pellegrinaggi annuali alla Città Santa che tanto affascinava il giovane figlio suo. Ci chiede anche di contemplare il volto dolorante del Figlio di Dio sofferente, tradito, abbandonato, condannato su una croce: un volto che Lei, la Madre, contempla impietrita in un gesto di offerta assieme a Lui. Ma ci chiede anche di contemplare il volto glorioso del Signore Risorto, primizia dei credenti, che Maria ha goduto e contemplato per prima inverando così la sua fede, la sua speranza, il suo amore.

 Ebbene, questa contemplazione, il Papa, ci chiede di viverla nell'Eucaristia, nella nostra Messa partecipata e vissuta da cui possiamo trarre la forza di Amare.

"L'Eucaristia - dice ancora il Papa - crea comunione ed educa alla comunio­ne. San Paolo scriveva ai fedeli di Corinto mostrando quanto le loro divisioni, che si manifestavano nelle assemblee eucaristiche, fossero in contrasto con quello che celebravano, la Cena del Signore. Conseguente­mente l'Apostolo li invitava a riflettere sulla vera realtà dell'Eucaristia, per farli ritornare allo spirito di comu­nione fraterna (cfr 1 Cor 11,17-34).

Efficacemente si faceva eco di questa esigenza anche sant'Agostino il quale, ricordando la parola dell'Apostolo: « Voi siete corpo di Cristo e sue membra» (1 Cor 12,27), osservava: «Cristo Signore [...] consacrò sulla sua mensa il mistero della nostra pace e unità. Chi riceve il mistero dell'unità, ma non conserva il vincolo della pace, riceve non un mistero a suo favore, bensì una prova contro di sé».

Noi vogliamo accogliere queste indicazioni del Santo Padre e vogliamo dare a questo anno che comincia (2004/2005) una intonazione di Spiritualità che, a partire dalla Eucaristia ricuperi interiormente i valori che la Parola di Dio, la Catechesi, l'Evangelizzazione suscitano nei nostri animi, nelle nostre coscienze. Vorremmo che fosse questa spiritualità Eucaristica a far scaturire, sostenere, incoraggiare il nostro servizio ai fratelli.

Dice ancora il Santo Padre: "Questa peculiare efficacia nel promuovere la comunione, che è propria dell'Eucaristia, è uno dei mo­tivi dell'importanza della Messa domenicale. Essa, infatti, è il luogo privile­giato dove la comunione è costantemente annunciata e coltivata. Proprio attraverso la partecipazione eucaristica, il giorno del Signore diventa anche il giorno della Chiesa, che può svolgere così in modo efficace il suo ruolo di sacra­mento di unità ». ( cfr. Ecclesia de Eucaristia 39-42 passim)

Nella prima Lettera Pastorale, Gesù nostra Speranza, sono partito dall'Annunciazione dell'Angelo a Maria che, in questi cinque anni, abbiamo approfondito con l'ascolto attento della Parola di Dio, con le catechesi vicariali, con il progetto pastorale.

Sto preparando la prossima Lettera che partirà dalla visitazione di Maria a Santa Elisabetta e che ci aiuterà a capire come il Gesù, Parola di Dio fatta carne nel seno di Maria, l'abbia spinta con forza non a fare solo un servizio di carità ma, molto più grande, ha sospinto Maria ad essere "Cristofora"cioè portatrice di Cristo, missionaria che corre ( San Luca dice che andò in fretta) a portare e dire Gesù; a suscitare il profeta Giovanni il Battista, ancora nascosto nel seno della madre Elisabetta; a santificare la madre ed  il Figlio ( appena il Tuo saluto è giunto a me, il bimbo ha sobbalzato di Spirito Santo...esclama Elisabetta a Maria); ad annunciare, con il canto del Magnificat, la Potenza di Dio che innalza i piccoli ed i poveri e rovescia i troni dei potenti, che si fa vindice di ogni ingiustizia e finalmente sazia la fame dei suoi piccoli!  Come progetto è appena abbozzato ed è per questo che nel Convegno Ecclesiale del 17-18-19 Settembre - al quale vi invito caldamente - lavoreremo non solo per gare verifica dei cinque anni trascorsi ma per impostare insieme il lavoro che ci attende!

 Vorrei concludere, con le parole  di altro un grande innamorato di Gesù, Giovanni l'apostolo,  quasi come programma di vita per ciascuno di noi: "Ciò che era fin da principio, ciò che noi abbiamo udito, ciò che abbiamo veduto con i nostri occhi, ciò che noi abbiamo contemplato e ciò che le nostre mani hanno toccato, ossia il Verbo della vita... noi l'annunziamo anche a voi perché anche voi siate in comunione con noi e la nostra gioia sia piena!"( IGv 1,1-4).

 Auguri e arrivederci al Convegno di settembre! 

 

+ don Salvatore