007b assemblea diocesana 2017 seconda giornata santa messaXXVII Domenica del Tempo Ordinario - 8 ottobre 2017
Assemblea Diocesana
Abbazia di Casamari

Care sorelle e cari fratelli,

siamo lieti di concludere la nostra assemblea nella cornice di questa bella basilica, che ci ha ospitato in questi due giorni di riflessione, in cui abbiamo tracciato insieme il percorso che ci vedrà impegnati in questo anno pastorale. Ringrazio la comunità monastica, che ci ha accolto con la sua abituale cortesia e disponibilità, e ringrazio coloro che si sono impegnati in modi diversi per preparare questi due giorni e tutti voi per aver accolto l’invito a un confronto sincero e fraterno. Abbiamo concluso quasi due anni di riflessione a partire dalla Evangelii gaudium, come aveva chiesto papa Francesco. Non possiamo non essere contenti di questo lavoro sinodale che ci ha visto impegnati così intensamente per la prima volta. Soprattutto ringraziamo il Signore per averci guidato in questo percorso di discernimento.

   Cari amici, siamo in un tempo difficile, tempo di grandi paure e di violenza, che vorrebbe farci chiudere nel nostro io e nei nostri nidi, dove occuparci solo di chi vive con noi o come noi. Anche i cristiani non sono esenti da questo modo di vivere. Le chiusure, i campanilismi, la difesa di se stessi, del proprio gruppo, del “si è sempre fatto così”, l’abitudine a giudicare, alle chiacchiere, alla malevolenza, non sono altro che la conseguenza della scelta di stare nel proprio nido, senza “uscire, incontrare, ascoltare, dialogare”, quella Chiesa che noi vorremmo costruire insieme. Dio ci ha piantato come una vigna scelta, preziosa ai suoi occhi. L’ha piantata, l’ha circondata di un grande amore, l’ha custodita e protetta perché facesse frutti di bene. Oggi, al termine di questi giorni vorrei che ognuno di noi riconoscesse questo dono ricevuto: essere in questa vigna scelta da Dio, la Chiesa, il popolo di Dio in cui siamo. Vorrei quindi dire a ognuno: riconosci anzitutto questo dono, perché senza questa consapevolezza sarai dominato da te stesso e dal tuo io, e non gusterai la gioia e la bellezza del “noi” che ci rende popolo di Dio, sua vigna eletta. La memoria dell’amore di Dio è una parte essenziale della vita cristiana. Invece di ricordare sempre i torti e le ingiustizie subite, ricordati che il Signore ti ama di là dei tuoi meriti reali o presunti. Prima cosa, quindi: Ricordati dell’amore di Dio per liberare le energie di bene che ha posto in te e tu possa “uscire, incontrare, ascoltare, dialogare”. 

   Questa memoria, che ci ricolloca davanti al Signore nel “noi” della Chiesa, è una sorgente di umanità e di gioia. Dice l’apostolo Paolo: “Fratelli, non angustiatevi per nulla, ma in ogni circostanza fate presenti a Dio le vostre richieste, con preghiere, suppliche e ringraziamenti; e la pace di Dio, che supera ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e le vostre menti in Cristo Gesù”. Tristezza e preoccupazioni non mancano. Le difficoltà e la fatica della vita, la crisi economica che sembra non passare, le fragilità e la malattia, diventano a volte un peso non indifferente. Noi tuttavia abbiamo sempre qualcuno cui rivolgerci. Certo, non è un datore di lavoro né un procacciatore di denaro facile e di altrettanto facili illusioni, come sono il gioco, la droga o l’alcol. Non è neppure un cartomante o un mago, che ci illude sul nostro futuro garantendoci una felicità che non arriverà certo per il denaro che gli dovremo sborsare. Noi abbiamo il nostro amico e Signore: Gesù Cristo. Lui conosce il dolore e le avversità, perché è staro sottoposto alla tortura e al patibolo della croce, abbandonato da tutti, tranne che da poche donne e dal più giovane discepolo. Sono rimasti con lui non i forti, non i potenti. Sono rimasti solo i deboli. Oggi siamo qui anche noi come donne e uomini fragili e bisognosi, giovani magari incerti nel presente e forse preoccupati per il futuro. Tuttavia non siamo senza speranza. Possiamo rivolgerci a lui, come ci esorta Paolo. Vinceremo le angustie, le paure e le tristezze rivolgendoci a lui con preghiere, suppliche ringraziamenti. Così troveremo la serenità e la pace del cuore, quella che nessuno potrà toglierci. E’ la forza della preghiera, che dona pace al cuore perché ci rimette in comunione con il Signore e ci fa rivestire dei suoi pensieri e sentimenti. Domenica abbiamo celebrato la Domenica della Parola di Dio, come papa Francesco ha suggerito a tutta la Chiesa. Cari amici, leggiamo, meditiamo la Parola di Dio, prendiamo in mano la Bibbia ogni giorno. Meditare la Bibbia è pregare con le Parole che il Signore stesso ci ha lasciato. Essa è il nostro alfabeto, ma, come ogni alfabeto, è necessario che noi ci applichiamo per impararne la lingua. La Bibbia ci sarà guida e farà luce alla nostra vita. “Lampada per i mei passi è la tua parola, luce sul mio cammino”, recita il salmo (119,105). Il secondo invito che vi lascio è allora questo: nella fragilità della vita siamo donne e uomini di preghiera e meditiamo la Parola di Dio per coltivare il cuore e lo spirito, per avere il cuore di Dio e lo sguardo di Gesù.

  Infine vorrei dire a ognuno: vivi e comunica la gioia del Vangelo. Sei giovane: apri il Vangelo, ascolta la voce dell’amico Gesù e ti aprirà la strada del futuro. Sei grande. Non chiuderti nelle abitudini e nelle tue ragioni! Lasciati interrogare dalla Parola di Dio per cambiare te stesso e il mondo! Sei anziano. Non dare ragione alla tristezza e alla rassegnazione, non lasciarti andare al lamento! La luce del Vangelo può essere una sorgente di fede e di gioia pur nella debolezza del corpo e nella malattia. Perciò dico ancora a tutti: viviamo insieme la gioia del Vangelo e incontriamo Gesù nei poveri e nei sofferenti. Comunichiamola con generosità e larghezza come quel seme che, quando è gettato nel campo del mondo, darà frutti di bene, di umanità, di amore e di pace. Siamo il popolo santo di Dio. Lo abbiamo gustato in questi giorni. Facciamo partecipi tutti di questo dono che abbiamo ricevuto, a cominciare dai poveri e dai lontani. Chiediamo al Signore, per intercessione della Vergine Santa, dei patroni della nostra diocesi, della Beata Maria Fortunata Viti, monaca benedettina del nostro monastero di Veroli, di cui oggi ricordiamo 50 anni dalla Beatificazione, dei santi delle nostre parrocchie e realtà ecclesiali, di custodire in noi la gioia del Vangelo, ora e sempre. Amen.

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