bacio ParolaEz 18,25-28; Fil 2,1-11; Mt 21,28-32

Care sorelle e cari fratelli,

   celebriamo oggi anche nella nostra cattedrale la Domenica della Parola di Dio, che ho voluto si celebrasse in tutte le parrocchie della diocesi, seguendo l’invito di papa Francesco che nella Lettera Apostolica Misericordia et misera ha chiesto di stabilire durante l’anno liturgico una Domenica “dedicata interamente alla Parola di Dio”. Siamo tra l’altro in comunione particolare con il Santo Padre, che proprio in questo momento sta celebrando la Domenica della Parola nella Liturgia Eucaristica durante la visita pastorale alla diocesi di Bologna.

La Domenica della Parola di Dio

   Perché questa domenica particolare? ci potremmo chiedere. Perché proprio in Gesù noi riconosciamo la “parola di Dio fatta carne”, come scrive l’inizio del Vangelo di Giovanni. Lui, il vivente, l’amico degli uomini, è la manifestazione piena e bella del dialogo che Dio vuole stabilire con noi. Il Signore vuole infatti entrare in amicizia con noi, e il modo più bello e semplice è proprio quello della parola, che Egli steso ci ha lasciato e che è stata tramandata e poi raccolta nei secoli anzitutto nella Bibbia. Cari amici, lì noi troviamo l’alfabeto della nostra fede e della vita cristiana. Lì troviamo anche la luce per la nostra vita, la via della conversione del nostro cuore. Ne siamo consapevoli? Leggiamo, meditiamo, facciamo nostre le parole della Bibbia? Quanto tempo dedichiamo ad essa nella nostra giornata? Scrive San Gregorio Magno che la Bibbia è “la lettera di Dio agli uomini”, una lettera d’amore, dove Dio ci fa conoscere il suo cuore, i suoi pensieri, i suoi sentimenti, la sua volontà.

Una Parola per il nostro tempo

   La Parola di Dio ci aiuta a comprendere noi stessi e il difficile tempo che viviamo. Abbiamo bisogno di capire in maniera profonda chi siamo e dove viviamo. A volte i nostri giudizi e la nostra comprensione è troppo semplificata, superficiale, frutto di cose sentite, lette di corsa, ascoltate in fretta, che non ci aiutano a capire. Per questo siamo pieni di paure e di pregiudizi di fronte agli altri, soprattutto ai poveri. La parola di Dio fa entrare nel profondo delle cose e degli avvenimenti, perché ci abitua a una lettura spirituale di noi stessi e della storia. Si giudicano e si condannano gli altri ancor prima di conoscerli e di ascoltarli. Non così il Signore, come abbiamo ascoltato nella prima lettura del profeta Ezechiele. Anche un giusto può compiere il male, mentre un malvagio può fare il bene. Tutti possiamo cambiare se ascoltiamo il Signore che ci parla. Nessuno è condannato a essere se stesso, perché tutti siamo chiamati a convertirci, a cambiare noi stessi ascoltando la Parola di Dio. Lo abbiamo letto nel Vangelo nella parabola dei due figli. A volte ascoltiamo Dio che ci parla, ma poi nulla cambia in noi e continuiamo a fare come sempre, trascinati dalle abitudini e dall’istinto. Altre volte ci sembra impossibile quanto il Signore ci dice, ma poi, magari aiutati da un fratello o una sorella, ci ricrediamo e ci impegniamo a fare quanto il Signore ci ha detto. Quest’ultima è la via dell’ascolto, che non è sempre spontaneo, ma è una scelta anche faticosa, che infine porta sempre frutti buoni.

L’umiltà dell’ascolto

   Cari amici, per ascoltare il Signore, perché la sua Parola porti frutto in noi, occorre conformarsi ai sentimenti di Cristo, vivendo con umiltà. Dice Paolo nella Lettera ai Filippesi: “Non fate nulla per rivalità o vanagloria, ma ciascuno consideri gli altri superiori a se stesso. Ciascuno non cerchi l’interesse proprio, ma anche quello degli altri”.  L’umiltà è alla radice dell’ascolto e di una vita buona, al servizio degli altri. L’umiltà ci permette di tornare a essere  discepoli ogni giorno, cristiani che non si accontentano di ripetere se stessi, le loro abitudini, convinzioni e tradizioni imponendosi sugli altri e pensando di avere sempre ragione, ma donne e uomini che si lasciano guidare, aiutare, correggere. La rivalità nasce e cresce quando non c’è umiltà e rimane in noi solo la superbia e la ricerca del nostro interesse. La lettura e la meditazione della Parola di Dio sono una grande scuola di umiltà, perché ci aiutano ad ascoltare il Signore e non noi stessi. Chiediamo al Signore, care sorelle e cari fratelli, di accogliere oggi la luce della sua Parola, perché ne sia illuminata la nostra vita, perché cambino i nostri pensieri, sentimenti, perché le nostre scelte quotidiane siano frutto di questo umile ascolto. Chiediamo anche al Signore che la sua Parola fecondi di bene, di amore e di pace la storia e la terra in cui viviamo.

Cattedrale, domenica 1° ottobre 2017

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La preghiera è scaricabile a questo link mentre per la news completa sulla "Domenica della Parola" basta cliccare qui.

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