Menu
 

oikumene 2Care sorelle e cari fratelli,

ci si potrebbe chiedere perché ogni anno riproporre questo momento comune di preghiera assieme ai nostri fratelli e sorelle di altre Chiese cristiane presenti in questa terra. Quali sono i risultati? La domanda è legittima soprattutto in un mondo abituato a fare bilanci e a scartare le cose che non sembrano portare a risultati immediati. Noi stessi facciamo piani pastorali, ci proponiamo degli obiettivi per le nostre comunità e in base ai risultati rimaniamo soddisfatti o delusi. Se partissimo da questo modo di pensare, dovremmo concludere che abbiamo molta strada da compiere e che ciò che abbiamo fatto è molto poco nel cammino verso l’unità piena dei cristiani, nonostante l’anniversario dei 500 anni dalla Riforma di Lutero abbia permesso alle nostre rispettive comunità di riscoprire l’urgenza di una Riforma della nostra vita cristiana in senso evangelico.  

Ma direi che proprio questo è il motivo principale che ci vede riuniti insieme ogni anno. Solo davanti a Dio, solo nell’ascolto della sua parola di vita, solo nella preghiera comune noi possiamo procedere con speranza verso quell’unità per cui il Signore stesso ha pregato prima di essere messo a morte: “Non prego solo per questi, ma anche per quelli che crederanno in me mediante la loro parola: perché tutti siano una sola cosa; come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch’essi in noi, perché il mondo creda che tu mi hai mandato” (Gv 17,20-21). Abbiamo bisogno di dircelo e di riprendere forza e speranza in questo cammino verso l’unità. Questo bisogno nasce anzitutto dalla coscienza della forza del male in noi e nel mondo. Il brano evangelico che abbiamo ascoltato ce l’ha descritta.  Siamo davanti a un padre che chiede la guarigione per la sua figlia e a una donna da molti anni malata. Nessuna speranza per ambedue esisteva di essere guarite e salvate. In ambedue la vita si stava spegnendo. Sì, cari amici, la vita si spegne molte volte per tanti in questo mondo. Si spegne per gli anziani abbandonati negli istituti. Si spegne lentamente per i senza fissa dimora che muoiono di stenti o per il freddo. Si spegne per tanti bambini a causa della povertà, dell’abbandono, della mancanza di medicine. Si spegne nelle donne violentate e uccise. Si spegne nelle guerre. Si spegne nei profughi che fuggono da guerre e povertà fino a farli morire nel deserto e nel mare. Si spegne nelle famiglie bisognose di questa terra, nei disoccupati, nei malati. La vita a volte si spegne anche in noi, donne e uomini del mondo ricco, quando viviamo solo per noi stessi e ci lasciamo spegnere dall’indifferenza, prigionieri della logica del profitto e della soddisfazione personale.

Oggi Gesù viene, si ferma con noi. Vuole ridarci la vita, vuole salvarci dall’amore per noi stessi. Siamo come quel padre o quella donna! Non abbiamo paura di cercarlo, di invocarlo con insistenza, di toccarlo, di camminare con lui. La sua presenza e la sua parola ci guariranno, guariranno anche le ferite della divisione tra noi cristiani se ci lasceremo guidare da lui. Signore, accresci la nostra fede perché come quel padre e quella donna possiamo camminare con te, per lottare contro il male in noi e fuori di noi, perché solo tu sei il nostro liberatore e salvatore. Lo crediamo insieme, lo professiamo, lo desideriamo per noi, per le nostre comunità e per il mondo intero. Grazie, Signore, già sappiamo che tu ci hai esaudito, perché te lo abbiamo chiesto con fede!

firmaspreafico mini2





Segue fotogallery dell'evento
Veglia Ecumenica 19 gennaio 2018


<!-- --> </body>