0
0
0
s2smodern

Omelia per la veglia di preghiera In memoria di quanti hanno donato la vita per il Vangelo 2019

Chiesa Ss.mo Cuore di Gesù – Frosinone

Venerdì 22 marzo 2019

 Veglia martiri 001

Cari fratelli e sorelle,


ascolteremo i nomi di donne e uomini che hanno perso la vita mentre l’avevano dedicata al servizio del Vangelo nell’amore degli altri, soprattutto dei poveri. Hanno subito in modi diversi la violenza della morte. Perché?, ci chiediamo. Non potevano evitarlo, rinunciando magari al loro impegno? E poi, ci chiediamo: c’è una risposta alla violenza? Ho voluto leggere questo brano del Vangelo di Luca perché in esso mi sembra di trovare la risposta anche alle nostre domande e paure. Non dimentichiamo che anche coloro che muoiono per la fede in Gesù hanno avuto paura. Persino Gesù nell’orto degli ulivi “provò tristezza e angoscia” e disse ai discepoli: “La mia anima è triste fino alla morte; restate qui e vegliate con me”. E poi aggiunse: “Padre mio, se è possibile, passi da me questo calice. Però, non come voglio io, ma come vuoi tu (Mt 26, 27-29). Non siamo davanti a eroi, cari amici, inimitabili eroi. Neppure Gesù lo fu. Provo anch’egli tristezza e angoscia. Non guardiamo queste donne e questi uomini come gente lontana, diversa, quasi non c’entrasse con noi. Erano come noi, ma non cedettero alla violenza, scelsero di continuare a voler bene. Sì, nella vita si deve scegliere se stare dalla parte dei violenti, dei profittatori, di quelli che cercano solo il loro interesse, o dalla parte di chi vuole essere una donna e un uomo mite, di pace, che cerca il bene degli altri, soprattutto dei poveri.

Abbiamo ascoltato nel Vangelo di alcuni che vanno a riferire a Gesù di un crimine commesso da Pilato contro probabilmente dei rivoltosi. È chiaro come volessero da Gesù una presa di posizione. Che fare infatti di fronte alla violenza? Anche il nostro mondo ne è a volte dominato. Vorrei solo ricordare quelle 49 persone uccise da uomo nelle due moschee della Nuova Zelanda o quegli 8 studenti sterminati da 2 giovani in una scuola in Brasile. Ma quanta violenza nella vita quotidiana! Violenza di parole, di gesti. Violenza sui social, condivisa a volte con tanta facilità e stupidità. Ricordatevi che un like a un insulto o a parole violente si chiama complicità con il male e per noi cristiani si chiama peccato da confessare. Cari amici, dissociatevi da ogni parola o gesto violento in nome di coloro che hanno dato la vita rifiutando la violenza e che oggi noi ricordiamo.

Oscar Arnulfo Romero, arcivescovo di San Salvador ucciso il 24 marzo del 1980 mentre celebrava la Messa perché uomo del Vangelo e amico dei poveri, diceva nella settimana santa del 1979: “L’unica violenza legittima è quella che Cristo fa a se stesso, invitando noi a fare lo stesso. ‘Colui che vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso’, faccia violenza a se stesso, reprima in sé i germi di orgoglio, uccida nella sua anima i germi di avarizia, di avidità, di superbia, di orgoglio; elimini questo dal suo cuore. Questo si deve uccidere, questa è la violenza da operare perché sorga un uomo nuovo, l’unico che possa costruire una civiltà nuova, una civiltà dell’amore…L’unica violenza che ammette il Vangelo è quella che si fa a se stessi…La violenza su se stessi è più efficace della violenza sugli altri. E’ molto facile uccidere, soprattutto quando si hanno armi, però quanto è difficile lasciarsi uccidere per amore.” Romero fu davvero ucciso per l’amore a Gesù e ai suoi amici poveri.

Torniamo a Gesù. Cosa risponde Gesù davanti alla violenza di Pilato. Anzitutto toglie ogni ragione o giustificazione all’uccisione degli altri. Nessuna ragione giustifica l’uccisione di un altro. Ma poi aggiunge qualcosa che non ci aspetteremmo: “Se non vi convertirete, perirete tutti allo stesso modo”. Cari amici, non siamo solo chiamati a non condividere la violenza, ma la violenza diffusa nella nostra società chiede ad ognuno di noi di cambiare se stesso, di diventare una donna e un uomo che si oppone alla violenza con la bontà, la mitezza, la gentilezza, l’amore. Non c’è altro modo per vincere la violenza. Non devono cambiare solo i violenti, dobbiamo cambiare anche noi per rendere il mondo più umano. Sia questo il nostro impegno per la Quaresima, questo tempo opportuno per fermarsi a pregare, a riflettere, a leggere la Bibbia, perché ci aiuti a vivere forti nella mitezza e nella condivisione di tutto ciò che è buono e giusto. Chiediamo questa sera al Signore che ci aiuti a vivere ogni giorno questa scelta nei luoghi dove ci troviamo a vivere.


+ Vescovo Ambrogio 
Veglia martiri 002