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natale 13Care sorelle e cari fratelli,

“il popolo che camminava nelle tenebre ha visto una grande luce, su coloro che abitavano nelle tenebre una luce rifulse”, dice il profeta. Sì, cari amici, oggi appare una luce, che non è solo quella degli alberi di Natale o delle luci nelle strade, ma è la luce di Gesù che viene in mezzo a noi. Le nostre luci esprimono quest’unica luce, che viene ad illuminarci, a guidarci, a rendere luminoso il buio che a volte avvolge le nostre giornate. Noi abbiamo bisogno di luce, che ci aiuti a vedere con chiarezza, a camminare trovando la strada giusta, a vedere gli altri oltre la superficie o quello che siamo abituati a vedere. Sì, la luce del Natale vorrebbe entrare nel buio che a volte rende più difficile la nostra vita e quella del mondo in cui siamo.  

   Ho visto il buio della solitudine negli anziani che ho visitato in questi giorni, come nei malati del nostro ospedale o nei carcerati del carcere di Frosinone. Ma il buio c’è anche nella fatica della vita, nella sofferenza e nella malattia, nella morte improvvisa di qualcuno, nella violenza e nella durezza di tanti comportamenti, delle parole che si dicono e si scrivono sui social. Cari amici, non lasciamoci avvolgere dal buio della paura, dell’egoismo, dell’insoddisfazione, che ci illude che basta pensare a sé stessi per essere felici. Natale è luce, è la luce di Gesù che viene per rendere più bella la nostra vita, più umano il nostro mondo, più buono il nostro animo, più cortesi le nostre parole e i nostri gesti.  Ripeto: lacciamoci avvolgere dalla luce del Natale, la luce dell’amore di Dio per noi.

   In un mondo di grandi, come ci descrive il Vangelo, dall’imperatore di Roma al governatore della Siria, vanno da Gesù solo alcuni pastori. Questa notte siamo anche noi come quei pastori. Non siamo rimasti nel buio della notte, delle nostre angustie e della nostra festa, ma siamo venuti qui come i pastori. Non abbiamo voluto rinunciare ad andare da Gesù. Un angelo ci ha svegliato dall’abitudine a far festa solo con i nostri. Siamo giunti davanti a un bambino, un piccolo. Non nasce in una reggia, neppure nei palazzi dei potenti. Maria ha solo una grotta, dove deporlo. Eppure Lui è un grande, perché ha scelto di venire da noi, nonostante fosse Dio, di assumere la debolezza della nostra umanità, si è umiliato fino a condividere con noi le ristrettezze e le fatiche della vita nel mondo.  È venuto tra noi per camminare con noi. Anche noi abbiamo fatto la scelta dei pastori: non abbiamo avuto paura di uscire dal buio per andare da Gesù. Questa, cari amici, è una scelta di vita, di luce, che ci renderà felici. Anche a noi allora appare la moltitudine dell’esercito celeste, gli angeli di Dio, per cantare la bellezza e la gioia di questo grande avvenimento: “Gloria a Dio nel più alto dei cieli e sulla terra pace agli uomini, che egli ama”. Gloria a pace: due parole, due promesse, due impegni.

   Gloria. Dio si gloria per un bambino nato in una grotta. Dio riceve gloria dai piccoli, come canta il Salmo: “Dalla bocca dei bambini e dei lattanti fondi la tua forza” (8,3). Non dobbiamo avere paura nella piccolezza e della piccolezza. Non dobbiamo avere paura della fragilità della vita, non dobbiamo evitare di incontrare e di prenderci cura della debolezza e della fragilità degli altri. Gesù viene piccolo e fragile per prendersi cura delle nostre fragilità e per curare quelle dei poveri e dei bisognosi. Siamo venuti da Lui perché Egli ci aiuti a scoprire la sua vicinanza e il suo amore per la nostra fragilità umana. Ogni volta che ci sentiamo deboli e fragili, rivolgiamoci a Lui, perché si avvicinerà a noi per sostenerci ed essere la nostra forza. A Natale si rinnovi quindi la nostra fede in Lui, la nostra speranza nel futuro per essere forti con Lui.

   E poi pace. Abbiamo bisogno anche di pace. Ne hanno bisogno i popoli e i paesi in guerra, come la Siria o lo Yemen, il Centrafrica e l’Ucraina. Ne hanno bisogno le donne e gli uomini che subiscono violenza o che sono disprezzati, o costretti a lasciare il loro paese, perché impoveriti o perseguitati, come tanti cristiani. Ne abbiamo bisogno anche noi. Ne hanno bisogno le nostre città e i nostri paesi. Ci stiamo troppo abituando a piccolo guerre quotidiane, a rancori e litigi che non ci fanno vivere gli uni con gli altri in amicizia e solidarietà. Cari amici, il Natale sia per noi tutti, per le nostre famiglie e le nostre città, un messaggio di pace e di armonia. Lacciamoci guidare dalla pace che oggi il Signore ci dona. La luce e la pace del Natale scendano su di noi e siano di speranza per la nostra città e per il mondo intero.  Amen.

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