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Santo Natale 2019 – Messa della notte
Cattedrale 

Care sorelle e cari fratelli,

la gioia del Natale ci raggiunge quasi di sorpresa in un tempo difficile, in cui è facile lasciarsi prendere dal malessere e dalla tristezza. Eppure, oggi siamo raggiunti dall’amore di Dio che ci sorprende in Gesù, venuto in mezzo a noi piccolo, debole, nato da una giovane donna di Nazareth, sconosciuto villaggio della Galilea, periferia del grande e potente Impero Romano. Che cosa poteva contare quella donna? E quell’uomo, Giuseppe, che la prese con sé per non disonorarla? In un mondo di grandi e potenti la grandezza di Dio si misura nella piccolezza di un bambino che nasce fuori dalle case degli uomini, nonostante fosse il Figlio di Dio.

La gioia del Natale: una famiglia che accoglie tutti

Cari amici, è il dono del Natale, il dono di Dio all’umanità e all’intero creato nella sua diversità e complessità, quel creato che abbiamo rovinato e inquinato con la smania di possesso e di potere, di denaro e di dominio, quel creato dove i piccoli e i poveri sono spesso scartati, che mettono paura invece di suscitare compassione e solidarietà. Ma oggi attorno alla mangiatoia di Betlemme si radunano tutti, poveri e ricchi, come i pastori e i Magi. C’è posto per tutti, perché il Signore Gesù viene a ricostituire quell’unità della famiglia umana che abbiamo rovinato, frammentato dagli egoismi, nei tanti io che con arroganza si vogliono imporre sugli altri, che vogliono vincere e conquistare terre e potere, come avviene ancora in molte parti del mondo. Penso alla Siria o alla Libia, terre di conquista e di dolore, dove si consumano tragedie che non suscitano prese di posizione sagge e condivise.

Eppure, oggi il canto di Natale è chiaro. È un canto di gioia e insieme di dolore che si innalza da quel coro di angeli che si rivolgono ai pastori: “Non temete: ecco vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore”. Non temete, ci cantano gli angeli. Cari fratelli, non abbiate paura, non date ragione alla paura! Oggi il Signore viene per donarci la grande gioia dell’amore di Dio in Gesù. Lo aveva annunciato il profeta: “Hai moltiplicato la gioia, aumentato la letizia”. È un dono gratuito. Devi solo far posto a Gesù nel tuo cuore e nella tua vita. Tuttavia, questa gioia, dono di Gesù, non sarà però solo per te, non la potrai gustare da solo, ma sarà di tutto il popolo. La vivrai se sarai con tutto il popolo, quel popolo che oggi siamo qui insieme, la comunità di coloro che escono dalla prigione dell’io, che rende tristi, e accettano di unirsi al popolo universale e pacifico di Gesù. Questa è la Chiesa, cari fratelli e sorelle, tutti uniti intorno a lui, come siamo, nelle nostre fragilità, fatiche, paure, egoismi, eppure chiamati a essere parte di quel popolo di Betlemme, il popolo della mangiatoia di Gesù con Maria, Giuseppe, i pastori e i Magi. Questo è il nostro presepe, che continuiamo a rappresentare come un segno bello e gioioso di questo tempo che tutto rinnova e tutto rende migliore. Questa è anche la nostra speranza. Un vero nuovo inizio per noi tutti e per il mondo! Vorrei ricordassimo come parte preziosa di questo popolo universale i cristiani perseguitati, quelli che vivono in piccole comunità minacciate dalla smania di possesso e di ricchezza, come in Amazzonia. Preghiamo oggi per loro, perché la nascita di Gesù rafforzi la loro testimonianza evangelica.

Un Natale di pace e di bontà

Il Natale non è solo gioia, è anche pace, perché la gioia vera si può vivere solo se si è in pace con gli altri. Infatti, la moltitudine dell’esercito celeste continuò a cantare: “Gloria a Dio nel più alto dei cieli e sulla terra pace agli uomini, che egli ama”. Quella moltitudine è una forza, la forza dell’amore di Dio, che è pace. Nella pace sulla terra si rende gloria a Dio nel cielo. Egli è il “principe della pace”, come canta il profeta Isaia, ed è venuto a eliminare le armi dalla terra. Quanto è prezioso e pieno di senso questo canto! Nella preghiera, nel canto - e oggi riprendiamo a cantare il Gloria – noi proclamiamo la gloria di Dio, che nella vita diventa pace tra noi. Facciamo tesoro di questo canto. Viviamolo ogni giorno. Ne abbiamo bisogno. Non ne hanno bisogno solo i popoli in guerra – e sono ancora tanti, troppi - ne abbiamo bisogno anche noi, troppe volte in guerra con gli altri, con i pensieri, i sentimenti troppo segnati da rancore e insoddisfazione che riversiamo sugli altri, le parole che diciamo e che scriviamo sui social. Cari amici, sia davvero il nostro Natale un Natale pieno della gioia della presenza di Gesù, di pace tra noi e con tutti, un Natale di bontà, perché così vuole l’augurio che ci rivolgiamo quando diciamo Buon Natale. Diffondiamo questa bontà, che ho visto in tanti gesti e tante azioni di solidarietà in questi giorni, di cui vi ringrazio, e che vedremo anche domani nei pranzi con tanti amici poveri e soli. Sia questo il nostro Natale. Allora, buon Natale di bontà!   

+ Vescovo Ambrogio