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XXIX domenica tempo ordinario
Chiesa Ss.mo Cuore di Gesù - Frosinone
Domenica 20 ottobre 2019



Care sorelle e cari fratelli,

celebriamo la giornata missionaria mondiale all’interno di questo mese che papa Francesco ha voluto fosse un mese per pregare per la missione della Chiesa. Vorrei partire proprio da ciò che il papa scrive nella Evangelii gaudium sulla missione: “La Chiesa “in uscita” è la comunità di discepoli missionari che prendono l’iniziativa, che si coinvolgono, che accompagnano, che fruttificano e festeggiano. … La comunità evangelizzatrice sperimenta che il Signore ha preso l’iniziativa, l’ha preceduta nell’amore (cfr 1 Gv 4,10), e per questo essa sa fare il primo passo, sa prendere l’iniziativa senza paura, andare incontro, cercare i lontani e arrivare agli incroci delle strade per invitare gli esclusi. Vive un desiderio inesauribile di offrire misericordia, frutto dell’aver sperimentato l’infinita misericordia del Padre e la sua forza diffusiva”.

   La missione nasce da un’intima consapevolezza: siamo stati tutti preceduti dalla misericordia di Dio, che ci ha amato, si è chinato su di noi, ci ha accolto come il figlio prodigo, che si era allontanato dalla casa del Padre. Nessuno di noi è giusto, ma tutti come peccatori siamo accolti dal perdono di Dio che ci invia a vivere la stessa misericordia. Per questo all’inizio della Santa Messa tutti, nessuno escluso, chiede perdono. Quanto è importante questa consapevolezza in un mondo dove a volte ci si abitua al giudizio malevolo, alle chiacchiere, si accetta come normale rispondere male, in modo brusco, allontanare chi non ci è simpatico e non la pensa come noi è solo diverso, magari per il colore della pelle o per la religione. Questa consapevolezza nasce dalla preghiera, cioè dal fatto che sentiamo il bisogno di metterci davanti a Dio come umili peccatori, non come giusti che vogliono affermare se stessi e allontanano gli altri con paura. Lo abbiamo ascoltato nella prima lettura dal libro dell’Esodo. Mosè di fronte alla minaccia del male, prega. Ma non è solo! Da soli non si vince. Aronne e Cur lo aiutano, gli sostengono le mani perché possa continuare a pregare. Dio ascolta la preghiera fatta con insistenza come abbiamo ascoltato nel Vangelo. Dio ascolta la preghiera di tutti, soprattutto di coloro che nel mondo non sono ascoltati da nessuno, come lo sono i poveri e i soli, come lo sono a volte gli anziani in istituto, a casa senza nessuno, o le famiglie che fanno fatica a vivere, o i migranti che muoiono perché nessun ha ascoltato la loro domanda di salvezza. Ma Dio sì, cari fratelli. Ricordiamocelo sempre. Dio ascolta anche la nostra preghiera fatta con fede e insistenza. Cari amici, uniamoci alle nostre comunità per pregare, come questa sera. Pregare insieme crea unità, comunione con Dio e tra noi, ci aiuta a sostare dai nostri impegni, ad unirci alla preghiera del popolo dei discepoli di Gesù, che da lì prendono forza per uscire verso gli altri.

   È il senso della riflessione biblica che riprenderemo insieme all’inizio del prossimo mese in tutte le nostre comunità. Non deve essere solo per noi, ma per tutti, per i vicini e i lontani. Sì, i discepoli missionari “prendono l’iniziativa, si coinvolgono, accompagnano, fruttificano, festeggiano”, dice papa Francesco. Lasciamoci toccare dall’infinita misericordia di Dio, prendiamo l’iniziativa, non rimaniamo chiusi nelle nostre realtà, padroni di piccoli ruoli, in difesa delle nostre convinzioni. Tutti hanno bisogni di misericordia, che ci viene donata quando ascoltiamo il Signore che ci parla. Coinvolgiamoci allora nell’ascolto comune della Parola di Dio, accompagniamo con pazienza gli altri, anche chi non è abituato a farlo o non è mai venuto, diffondiamo la gioia di essere insieme, tutti ad ascoltare e a mettere davanti alla Parola di Dio la nostra vita, per essere aiutati e aiutare gli altri, per essere liberati dalla paura dell’incontro e del confronto. Allora potremo portare frutti di amore e di pace in questo mondo in cui ci si sente spesso vittime chissà di chi, se non di se stessi e del proprio egoismo, e saremo capaci di costruire armonia nella diversità di ognuno. E nell’armonia faremo festa, gioiremo insieme e saremo un segno di unità e di pace per tutti. Siano così le nostre comunità, sia questa la nostra Chiesa, una Chiesa con gli altri e per gli altri, che incontra e vuol bene a tutti, soprattutto ai poveri, una Chiesa non polemica, ma in dialogo con tutti, una Chiesa missionaria, perché vive e diffonde la gioia del Vangelo, che unisce e salva. 

+ Ambrogio Spreafico, vescovo


Qui la
Fotogallery 93a Giornata Missionaria mondiale

e l'articolo “Battezzati e inviati”: Ottobre Missionario 2019