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Natività 2013Isaia 9,1-6; Tito 2,11-14; Luca 2,1-14

Care sorelle cari fratelli

quante sono belle e consolanti le parole del profeta Isaia: “Il popolo che camminava nelle tenebre ha visto una grande luce: su coloro che abitavano in terra tenebrosa una luce rifulse”. Si, una luce brilla su di noi in questa notte. E’ la luce di Dio che in Gesù manifesta ancora una volta il suo amore per noi. Lui si preoccupa di noi, del buio che a volte opprime il mondo. E’ il buio dei popoli in guerra, il buio dei poveri, degli anziani soli o in istituto, dei malati, dei condannati a morte. A volte anche noi viviamo nel buio, quando non vediamo che noi stessi ed escludiamo gli altri, quando siamo presi dalla tristezza e ci abbandona la speranza, quando sembra che i problemi e le difficoltà della vita non abbiano soluzioni. Quanto buio intorno a noi e in noi!

   Nel buio nascono le paure, quelle che spesso si nascondono nel nostro cuore. Anche i pastori ebbero paura quando “l’angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande timore”. Sì, cari amici, la luce di Gesù, la luce del Natale rivela la nostra tristezza e il nostro pessimismo. Forse abbiamo paura a farci invadere da questa luce. Vorremmo stare tranquilli, continuare a lamentarci e magari a prendercela con gli altri, un po’ tristi e un po’ arrabbiati o insoddisfatti. Ma quella luce vuole darci gioia, vorrebbe che noi fossimo felici. “VI annuncio una grande gioia – dice l’angelo ai pastori – che sarà di tutto il popolo: oggi nella città di Davide è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore”. E gli fa eco Isaia: “Hai moltiplicato la gioia, hai aumentato la letizia”.  Chi di noi non vorrebbe questa gioia? Chi di noi non vorrebbe essere liberato dalla paura e dalla tristezza?

   Oggi è il giorno, cari amici. Gesù è la luce! Usciamo da noi stessi, dal buio, andiamo anche noi verso Betlemme, verso quella mangiatoia, dove incontreremo Gesù. E’ un piccolo, un bambino. Sua madre Maria e Giuseppe vengono da uno sperduto paese del grande e potente impero romano, davvero una sconosciuta periferia del mondo. Non è venuto per imporsi con prepotenza; è un mite e un umile di cuore. La sua forza è nella Parola che ci ha lasciato, la buona notizia, il Vangelo della gioia, e nella sua presenza buona e fedele, perché lui “è in mezzo  a noi fino alla fine del mondo”. Non dobbiamo avere più paura! Lasciamoci guarire dalla sua luce, che è parola e amore per la nostra vita, consolazione nella sofferenza e nelle difficoltà, forza nella debolezza.

   Non siamo soli in questa strada da intraprendere, non vaghiamo senza sapere dove andare. I pastori furono incoraggiati dal canto degli angeli: “Gloria a Dio nel più alto dei cieli e sulla terra pace agli uomini che egli ama”. I Magi che venivano da lontano furono guidati dalla luce della stella. La luce del Vangelo di Natale, la luce di quel bambino ci guida. Lasciamoci guidare verso di lui! Con i piccoli e i poveri andremo da Gesù. Lo abbiamo scoperto in questi giorni cercando di partecipare a tante iniziative di solidarietà che hanno caratterizzato questo tempo. E domani, come sapete, all’Annunziata, a San Francesco a Ferentino e altrove, come in diversi istituti di anziani, festeggeremo il Natale con tanti uomini e donne che con noi vedranno la luce di Gesù posarsi su di loro anche attraverso la nostra vicinanza e amicizia. Questo Natale può essere per ognuno di noi un nuovo inizio. Non tirarti indietro! Non avere paura di accogliere questa luce! Lasciati riconoscere nelle paure e nelle insoddisfazioni! Accogli la luce dell’amore di Dio nel Vangelo del Natale. Ciò farà bella e gioiosa la tua vita e la vita di tutti coloro che incontrerai, a cominciare dai piccoli e dai poveri. Grazie, Signore, per averci donato questa luce! Come Maria, madre tua e nostra, la porteremo nel cuore perché sia luce di pace e di amore per il mondo.

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