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oli santiCari sacerdoti, care sorelle e cari fratelli,

è sempre una gioia essere qui insieme in questa celebrazione in cui vengono benedetti gli oli santi e consacrato il crisma, che accompagnano la vita cristiana e che consacrano noi, diaconi, sacerdoti e vescovo per il nostro ministero. Oggi, più che in altre celebrazioni, si manifesta quello che siamo: il popolo santo di Dio, la comunità dei discepoli di Gesù, popolo sacerdotale, profetico e regale. Dentro questo popolo ci siamo anche noi, presbiteri con il vescovo, come uomini scelti perché la grazia di Cristo mediante l’effusione dello Spirito Santo possa raggiungere tutti coloro che ne fanno parte così da formare sempre quel popolo nella sua comunione e unità. In un mondo, dove risuona la forza di tanti io, dove gli individualismi, gli etnicismi e i nazionalismi ci vorrebbero separare, e persino farci nemici, riscopriamo la gioia e la forza del “noi” della Chiesa, di questo popolo di cui siamo parte, un popolo universale, che nessuno esclude..
    Cari amici, sento molto in questo tempo l’urgenza di ribadire l’universalità del popolo cristiano e l’unità che ci lega e che nasce dalla condivisione della nostra vita, fatta di fatiche e di gioie, e che si costruisce con la preghiera e con la pazienza dell’amicizia. Siamo diversi, ma proprio nella ricchezza della diversità di ciascuno siamo parte dello stesso popolo, il cui capo è Cristo e noi siamo tutti fratelli. Ringraziamo il Signore per questo dono, oggi così controcorrente rispetto alle fredde correnti egoistiche della società.  Ma vedete, questa unità non vive e non si costruisce nel chiuso delle nostre istituzioni e delle nostre realtà. Chi si chiude nel suo piccolo gruppo di amici e compagni è destinato a impoverirsi fino a spegnersi, perché la separazione non è mai foriera di vita e di amore. “Lo Spirito del Signore è su di noi, perché il Signore ci ha consacrato e ci ha mandato a portare il lieto annuncio ai miseri, a fasciare le piaghe dei cuori spezzati, a proclamare la libertà degli schiavi, la scarcerazione dei prigionieri, a promulgare l’anno di grazia del Signore, il giorno di vendetta del nostro Dio…”, abbiamo ascoltato nella lettura di Isaia. Il Signore ci consacra e ci manda anzitutto verso tutti coloro che più manifestano il bisogno di essere raggiunti dalla grazia di Dio.
   Oggi ci viene ribadita questa consacrazione e questa missione. Lo fa Gesù a Nazareth in modo del tutto particolare. Come altre volte ho sottolineato, Gesù leggendo il testo di Isaia si ferma prima di quella frase che, oltre alla grazia, annunciava il “giorno di vendetta” di Dio. L’annuncio di Gesù appare eccessivo, quasi incomprensibile. Come non punire i nemici, i malvagi, i cattivi? Gesù manifesta un eccesso nella giustizia divina, che è pronta a perdonare anche i peccatori, i malvagi, gli ingiusti. La sua giustizia si compie nella grazia. Se non ci fosse questo eccesso di misericordia e di amore, chi di noi sarebbe qui? La sua grazia sorprende un mondo abituato a giudicare, a condannare, a escludere.  La grazia di Dio è sempre eccessiva. Cari amici, lasciamoci sorprendere da questo eccesso di amore. Il mondo ha bisogno di un eccesso di amore, perché spesso la vita si riduce a calcolo e misura, senza gratuità. Non seguiamo gli abitanti di Nazareth convenuti nella sinagoga, la cui meraviglia si mutò subito in opposizione e rifiuto. Non capirono che anch’essi avrebbero avuto bisogno di quell’eccesso di grazia, e che di vendetta non c’era proprio bisogno. Ma purtroppo odio, rabbia e vendetta sembrano a volte dominare il nostro mondo. Uomini e donne che si credono giusti si permettono di giudicare e condannare senza pietà e senza misericordia. Così, i semi di odio si annidano nei cuori ed esplodono in parole e gesti violenti, a volte rafforzati dall’uso così normale delle armi. Cari amici, lasciamoci ungere dall’olio della grazia di Dio, quel balsamo che nei sacramenti abbiamo tutti ricevuto, e che deve diventare olio che cura le ferite e ricuce gli strappi della divisione e dell’inimicizia. Signore Gesù, tu che nell’eccesso di amore di una peccatrice sei stato unto di balsamo prezioso, fa che l’olio santo che oggi benediciamo e consacriamo inondi la nostra vita e quella del mondo come balsamo di amore e di pace. E a noi presbiteri, a cui hai concesso di essere ministri dell’altare e della Parola, concedi di essere testimoni di quell’eccesso di grazia che tu doni alla nostra vita, vivendo con intensità la fraternità in cui ci hai chiamato a condividere la nostra fragile esistenza.

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