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theotokosNumeri 6,22-27; Galati 4,4-7; Luca 2,16-21

Care sorelle e cari fratelli,

siamo qui insieme al termine di questo anno per ringraziare il Signore per l’amore con cui ha guardato e sempre guarda alla nostra vita. Davanti a Dio siamo soliti chiedere, ma oggi vorrei che ognuno di noi dicesse solo “grazie”, parola così desueta nella nostra società, in cui spesso si pretende, si vuole, ma poco si è grati per quello che già abbiamo e riceviamo. Il lamento sembra a volte diventata l’atteggiamento usuale del vivere insieme. Guardiamoci intorno, cari amici, vicino o lontano da noi, e vedremo che ci sono donne e uomini che avrebbero diritto più di noi a lamentarsi e a chiedere davanti a un mondo ingiusto, che spesso lascia soli i deboli, abbandona i bambini e gli anziani, affama i poveri, disprezza i diseredati.

   In questi giorni tanti di noi hanno riscoperto la gioia del dare e del condividere. E’ stato bello vedere quanti hanno voluto essere di aiuto nelle numerose iniziative che sono state fatte durante i giorni di Natale, dalla visita e dal pranzo in carcere fino ai diversi momenti di festa e amicizia con donne e uomini più bisognosi di noi, con cui abbiamo condiviso la gioia della nascita di Gesù. Potremmo dire che il presepe delle nostre chiese si è allargato fino a includere davanti a Gesù poveri e ricchi, come a Betlemme ci furono i pastori e i Magi d’Oriente, servitori e serviti in un’unica bella e gioiosa famiglia, la famiglia di Dio attorno a Gesù. Questa gioia del Natale ci accompagni nell’anno che sta per iniziare come luce di vita e di amore, luce che ci arricchisce mentre la condividiamo. C’è una forza nella luce del Natale, che non possiamo dimenticare né perdere tra le abitudini di ogni giorno. Questo Natale, care sorelle e cari fratelli, sia davvero un nuovo inizio per ognuno di noi!

   Vorrei che facessimo nostra la benedizione che il Signore affidò al sacerdote Aronne per il suo popolo mentre era nel deserto, cioè in un luogo difficile: “Ti benedica il Signore e ti custodisca. Il Signore faccia risplendere per te il suo volto e ti faccia grazia. Il Signore rivolga a te il suo volto e ti conceda pace”. La riceveremo al termine della Messa di ringraziamento. Vi chiedo di portarla con voi in questo anno, anche nelle difficoltà della vita, perché vi ricordi sempre la presenza buona di Dio nella vostra vita e possiamo tutti a nostra volta essere di benedizione per gli altri.santa messa con il Vescovo Il mondo ha bisogno di gente che benedica e non maledica, cioè che “dica bene” e smetta di “dir male”, come si fa quotidianamente a parole o sui social, scrivendo contro gli altri o dando cattive o false notizie. Il Signore oggi fa splendere su di noi il suo volto e ci dona “grazia” e “pace”. Quanto sono importanti queste due brevi parole: grazia e pace. La grazia è il dono gratuito del perdono e dell’amore di Dio per la nostra vita. Per questo noi ci presentiamo a lui, perché ogni volta il Signore ci “grazia”, non per i nostri meriti o la nostra bontà, ma per la ricchezza del suo amore. Siamo tutti “graziati” dalla sua presenza piena di misericordia. E poi “pace”. Quanto bisogno c’è di pace. Ne hanno bisogno anzitutto i popoli in guerra, e sono tanti. Non abbiamo neppure idea di quanti piccoli o grandi conflitti esistano sul nostro pianeta. Li ricorderemo per nome alla preghiera dei fedeli, perché davvero per tutti loro vengano presto tempi di pace. Ne hanno bisogno i piccoli, i deboli, i poveri, gli oppressi, i profughi che fuggono da guerre e miseria, gli anziani, gli orfani, i bambini sfruttati, le donne prigioniere della violenza, i condannati a morte. E quanti altri! Anche noi abbiamo bisogno di pace nel cuore e nella vita, nelle città, nei paesi e nelle contrade, nelle nostre comunità. Cari amici, oggi ci viene la pace del Natale donata perché la accogliamo e la comunichiamo. 

   Come vivere tutto questo nell’anno che ci attende? Maria, madre di Dio e madre nostra, ci viene in aiuto. Il Vangelo dice che “Maria … custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore”. Custodiva la Parola di Dio, che l’angelo le aveva rivolto e che lei aveva ascoltato: “Ecco la serva del Signore, avvenga per me secondo la tua parola”. Quella parola, grazie all’ascolto di Maria, si era realizzata: Dio si era fatto uno di noi nel bambino di Betlemme. Cominciava qualcosa di nuovo nella storia del mondo: Dio era in mezzo a noi, la sua luce aveva illuminato la terra e vinto il buio della paura, la sua luce era pace e aveva aperto le porte del Regno di Dio. La sua luce è il Vangelo del Natale, il Vangelo della gioia, il Vangelo dell’amore di Dio che si fa vicino alla nostra vita. Care sorelle e cari fratelli, quel Vangelo non è lontano. La Chiesa, come Maria lo custodisce per noi e ce lo annuncia. Facciamo di questo Vangelo la forza della nostra vita. Ascoltiamolo e vivremo la luce e la gioia del Natale ogni giorno! Chiediamolo al Signore, per intercessione di Maria, mentre lo ringraziamo per la grazia e la pace che ci è venuto a donare. Sia questo anche il mio augurio a tutti voi per l’anno che sta per iniziare.

Amen! 

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